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Codacons: "mentre l’Europa va avanti, l’Italia non solo non cresce, ma torna indietro"

PIL, III Trimestre ancora negativo: -0.1%

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Roma – IL nuovo calo del Pil nel III trimestre del 2014 è la prova di come il paese continui pericolosamente ad arretrare, tornando addirittura ai livelli del 2000. Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’Istat. “Mentre l’Europa va avanti, l’Italia non solo non cresce, ma torna indietro, registrando dati economici negativi su tutti i fronti – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Il fatto che da 13 trimestri non si registri una crescita del Pil rappresenta una sonora bocciatura delle scelte operate negli ultimi anni dalla classe politica, che aumentando le tasse e deprimendo i consumi ha ucciso l’economia nazionale, le imprese e le industrie, impoverendo oltre ogni misura le famiglie”.

“Serve un deciso cambio di rotta e serve subito – prosegue Rienzi – per arrivare ad un taglio di spese, tasse e sprechi che sia reale e non solo propaganda, e per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie sceso del -12% negli ultimi 7 anni”.

PIL: I DATI PARLANO DA SOLI. LE SIME SULL’ECONOMIA PEGGIORANO DI GIORNO IN GIORNO. NECESSARIE MISURE CORAGGIOSE, A PARTIRE DA UN PIANO STRAORDINARIO PER L’OCCUPAZIONE. Nel terzo trimestre il PIL del nostro Paese registra un calo del -0,1%. È quanto rivelano i dati odierni dell’Istat che fotografano, ancora una volta, le condizioni critiche del nostro sistema economico. Addirittura, rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, il calo è pari al -0,4%. “Un dato inequivocabile, che parla chiaro, rivelando come le timide politiche di rilancio avviate finora siano ancora del tutto insufficienti e inadeguate.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Guardando lo scenario nel suo insieme tale stima risulta ancora più grave ed allarmante: la produzione industriale crolla al -2,9%; la disoccupazione raggiunge livelli inauditi al 12,6%, addirittura 42,9% quella giovanile; il potere di acquisto delle famiglie è diminuito del -13,4% dal 2008 ed i consumi, solo nell’ultimo triennio sono scesi del -10,7% (pari ad una contrazione di spesa di oltre 78 miliardi di Euro).

“È evidente che la profonda crisi della domanda di mercato, dettata dalla perdita di capacità di acquisto da parte delle famiglie, ha comportato e continua a comportare conseguenze deleterie per l’intera economia. Rilanciare occupazione e redditi è l’unica strategia per far fronte a questa situazione desolante. La via maestra per spezzare la spirale depressiva che attanaglia da anni il nostro Paese. Per questo da tempo sollecitiamo il Governo ad avviare misure più coraggiose e determinate, in grado di imprimere una versa svolta, forte e duratura, in direzione della crescita. La prima in ordine di priorità è sicuramente la realizzazione di un piano straordinario per il lavoro, che punti a restituire occupazione ai giovani e a chi l’ha perduta, attraverso: investimenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (a partire dalla banda larga nelle telecomunicazioni), l’avvio di un piano strategico per lo sviluppo del turismo, l’attuazione di un allentamento del patto di stabilità che consenta la realizzazione di opere infrastrutturali di modernizzazione e messa in sicurezza (in primis per quanto riguarda l’edilizia scolastica).”

“Operazioni chiave che consentiranno una ripresa del potere di acquisto dei cittadini: non solo per chi troverà una nuova occupazione, ma anche di genitori, nonni e parenti che ora si trovano costretti a mantenere, con la propria pensione, figli e nipoti disoccupati”.

Redazione Stato

PIL, III Trimestre ancora negativo: -0.1% ultima modifica: 2014-11-14T11:17:40+00:00 da Redazione



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