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"Non è dignitosa una politica di confino in terre disagevoli "

Migranti a Motta, Tarquinio “Alfano intervenga”

"Rivedere politiche accoglienza o governo si prepari a tante Gorino"

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Foggia. “È difficile non essere dalla parte della comunità di Motta Montecorvino. Il problema esiste e si sta facendo di tutto per farlo implodere, esasperando le comunità”. Così il senatore Lucio Tarquinio sui fatti che hanno interessato recentemente il piccolo comune del Subappennino Dauno, nella provincia di Foggia, dove il consiglio comunale ha deliberato, qualche giorno fa, l’impossibilità di accogliere migranti. “C’è chi ha parlato della Gorino di Puglia. Io aggiungo, e non lo dico da oggi, che tante Gorino rischiano di emergere se il Governo italiano non decide di metter subito mano ad una seria politica di accoglienza” ribadisce il rappresentante dei Conservatori e Riformisti a Palazzo Madama.

“Come gruppo CoR abbiamo più volte palesato le nostre perplessità in aula, invitando il ministro Alfano ad assumere iniziative non più procrastinabili a tutela e salvaguardia anzitutto del futuro e della dignità di coloro che giungono nel nostro Paese con la speranza di una vita migliore”, prosegue Tarquinio e aggiunge: “Non è dignitosa una politica di confino in terre disagevoli e bisognose finanche dei servizi minimi, altra questione di cui questo Governo, che tanto parla di Sud, dovrebbe occuparsi. Ma non è questo il punto, ora. Piuttosto, andrebbe calibrata con un serio piano d’azione la politica di ingresso e di primissima accoglienza dei migranti, evitando di caricare la gestione del fenomeno in capo alle sole Prefetture, e condividendo gli interventi con i sindaci dei luoghi, che non possono vedersi esclusi da accordi che rischiano di essere mere leve di profitto per soggetti privati”.

“È di tutta evidenza – conclude il parlamentare Cor – che un siffatto modus operandi rischia non solo di acuire un sentimento di esasperazione già diffuso nelle nostre genti, ma di minare la coesione sociale ed istituzionale del nostro Paese, provocando crepe nei rapporti tra gli enti territoriali di cui il ministro Alfano dovrebbe seriamente preoccuparsi”.



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