Editoriali

Crisi, l’incapacità in politica non è ammessa (LXXXVII)

Di:

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ANALIZZANDO bene la storia, partendo dalla Repubblica e precisamente dal 2 giugno 1946 fino ad oggi, tre parole sono state e sono ricorrenti sempre e in ogni momento –“CRISI – SACRIFICI – TASSE” -, è mai possibile che noi cittadini mandiamo ad amministrare chi ci dovrebbe rappresentare ed agire per rendere più agevole la nostra vita mediante una distribuzione equa della ricchezza, come anche dei diritti e dei doveri e non hanno mai fatto nulla?

Ma non solo, quel poco che hanno fatto è soltanto perchè l’interesse era ed è ben altro, tanto che i cittadini sono stati relegati all’ultimo gradino delle problematiche, ma sempre in primo piano per fare “SACRIFICI – RIEMPIRLI DI TASSE IN VIRTU’ DI UNA CRISI INTERMINABILE – AGGIUNGENDOVI LO SPRECO PER IL QUALE NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI RECEDERE O ELIMINARLO AGENDO IN MODO SPUDORATO E INCONTROLLABILE” – adesso ci voleva anche la crisi mondiale e la scusa è bella che buona per giustificare ogni azione repressiva.

Solo di una cosa sono stati sempre attenti, come quello dei loro stipendi e vitalizi, sempre al passo con i tempi e sempre aggiornati con aumenti ingiustificati.

Non ho ancora visto una parvenza di volontà minima a risolvere gli angosciosi problemi che attanagliano il Popolo Italiano.
L’unico modo è proporre cittadini semplice ed onesti, intelligenti e operosi, confidando anche nei giovani, che dovranno far fronte a questa angosciosa situazione cercando di conquistare il parlamento e chiamare chi ha ridotto lo Stato in queste barbare condizioni alle proprie responsabilità con le dovute conseguenze. L’incapacità in politica non è ammessa……

Scendendo la piramide dal Parlamento al Consiglio Comunale, dallo Stato al Comune la situazione non cambia. Prima si spende e si spande e poi si cercano i sacrifici in nome della crisi.

E’ solo un questione di stile.

(A cura di Carleo Santi Pinto)



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Commenti


  • Uno di Voi

    Carleo, da quando ho scoperto questo termine “CLEPTOCRAZIA” e approfondito il suo significato, tutto intorno a me risulta “perfettamente razionale” e i politici italiani non li considero più “incapaci”, ma capacissimi… DEI FUORICLASSE, come anche gli imprenditori ed i professionisti.

    MA CHE SCHERZI?

    Il giudizio, come al solito, dipende dai punti di vista, dagli obiettivi, dai punti di riferimenti presi ad esempio.

    Mi spiego meglio: Se tu pensi che la classe dirigente italiana sia come quella tedesca, francese, scandinava, che abbia come fine (nella prassi) il bene del proprio Stato e dei suoi concittadini, applicando i principi della Costituzione e ridistribuendo la ricchezza e solidarizzando con i ceti più deboli, allora hai ragione: sono “incompetenti”, ma se tieni in mente la loro “intima ragione” del perchè diventano uomini politici, imprenditori e professionisti (simili a quelli delle Repubbliche africane o sudamericane o caucasiche), allora sono “capacissimi” ed intelligentissimi (e praticamente sono “incapaci” quelli che non si piegano a questo indirizzo del nostro sistema istituzionale).

    Nel leggere la definizione di CLEPTOCRAZIA presa da Wikipedia, mi è sembrata un’analisi perfetta della classe dirigente dell’Italia attuale (politici, professionisti ed imprenditori):

    “CLEPTOCRAZIA” (dal greco: “kleptō” (rubare) e “kratos” (governo), ovvero governo del furto) è un termine informale peggiorativo, per indicare una forma di governo che rappresenta il culmine della corruzione politica e che rappresenta una forma estrema dell’uso del governo per la ricerca della rendita.

    In una cleptocrazia il governante e i suoi accoliti usano i meccanismi di governo per tassare pesantemente la popolazione allo scopo di ammassare delle fortune personali.

    I “cleptocrati” possono impiegare diversi metodi (riciclaggio di denaro, conti bancari anonimi, falso in bilancio e altri) come sistema per proteggere e nascondere i loro guadagni illeciti.

    Le “cleptocrazie” tendono a essere “stabilmente instabili”.

    Ovvero, si ha una successione di “ladri” che si susseguono scalzando i predecessori, senza risolvere i veri bisogni della popolazione.

    Haiti, per gran parte della sua storia, ne è un esempio.

    Poiché la corruzione impone una tassazione massiccia sulle imprese e persone che non ritornano sottoforma di servizi per i cittadini e imprese, le cleptocrazie tendono ad avere un’economia dagli scarsi risultati.

    I cleptocrati comprendono che possono ottenere di più da una grossa fetta di una torta che si riduce, piuttosto che da una piccola fetta di una torta che si espande.

    Inoltre, i politici corrotti ignorano i problemi economici e sociali sottostanti, per via della loro ricerca del benessere e del potere.

    Siccome non vogliono cercare di costruire uno stato funzionante, né possono mettere in piedi delle grandi forze repressive, a causa del pericolo di subire un colpo di stato, i governi sono spesso incompetenti di fronte alle crisi sociali.

    Quindi, alcune cleptocrazie sono sprofondate nella guerra civile e nel caos, nel migliore dei casi in indebitamento pubblico eccezionale.

    Tra gli esempi più infausti di “governo cleptocratico” si annoverano:
    – lo Zaire di Mobutu Sese Seko,
    – la Guinea Equatoriale di Francisco Macìas Nguema,
    – l’Indonesia di Suharto,
    – la Repubblica Federale di Jugoslavia di Slobodan Milošević,
    – la Romania di Nicolae Ceauşescu.

    Esempi più antichi comprendono gli stati barbareschi del Nordafrica dal XVII all’inizio del XIX secolo.

    Esempi meno estremi sono:
    – la Cina Nazionalista di Chiang Kai-shek,
    – le Filippine di Ferdinand Marcos e quelle di Joseph Estrada,
    – il Kazakistan di Nazarbayev.

    Alcuni osservatori hanno preso ad utilizzare il termine per etichettare dei processi politici democratici che permettono alle grandi imprese di influenzare la politica, ma sono sotto accusa tutte le lobby di potere.

    Ralph Nader denunciò gli Stati Uniti come cleptocrazia durante la sua campagna per le presidenziali USA del 2000.

    Il termine cleptocrazia può essere riferito a livello più ampio a tutte le società gerarchizzate e in cui esiste una casta che detiene il potere aprioristicamente e in cui il potere viene spesso tramandato con matrimoni endogamici, ovvero con membri appartenenti alla stessa casta”.

    ALLA LUCE DEL CONCETTO DI CLEPTOCRAZIA, I POLITICI, I PROFESSIONISTI E GLI IMPRENDITORI ITALIANI SONO DEGLI INCAPACI?

    O SONO ALTRI GLI INCAPACI?

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