Cronaca

Giannatempo: lavori Duomo, trattasi di opera incompiuta

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Il sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo (STATO@)

“Che Franco Metta ci creda o no, poco importa. Lo scorso 19 dicembre, in Consiglio Comunale, non ho fatto altro che recepire una chiara volontà espressa da quasi tutti i consiglieri, eccetto Longo e Dalessandro del Pd, i quali hanno votato il rinvio della discussione sulla questione Duomo richiesta dall’ associazione Archeoclub, facendola precedere da una visita al cantiere aperto nella cattedrale. Una volta che il Vescovo ha fissato la data della visita dei consiglieri, mi sono limitato a comunicarla ai diretti interessati. Questa è la verità; la polemica non mi interessa. La stragrande maggioranza dei consiglieri comunali ha disertato l’invito. E ciò non può che essere definito uno sgarbo istituzionale, visto quanto deciso appunto in Consiglio Comunale”.
Così il Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, replica alle note, tutte decisamente critiche, diffuse nelle ultime ore non solo dal leader del movimento politico “La Cicogna” ma anche da diversi consiglieri della maggioranza di centrodestra, con le quali veniva anticipata con diverse argomentazioni un’assenza “le cui strumentali motivazioni sono invece chiarissime”, dice il primo cittadino.

Il cantiere del Duomo, la maestosa cattedrale che domina Cerignola – lascito testamentario di Paolo Tonti al Comune – è stato dunque visitato stamane dal Sindaco, da quattro assessori, Mennuni, Spione, Merlicco e Romano, e da un sesto dei 30 consiglieri: tre di maggioranza e due di opposizione, con il vicario episcopale Monsignor Carmine Ladogana a far da cicerone insieme ai responsabili dei lavori, l’architetto Tommaso Maria Massarelli e l’ ingegner Marcello Cioffi. Massarelli, in particolare, ha cercato di dissipare i dubbi sulle diverse problematiche sollevate in special modo dalle opere di adeguamento dell’area presbiteriale e di realizzazione del conditorio, luogo per la sepoltura sotterranea dei Vescovi diocesani. Sottolineando la necessità di “una migliore caratterizzazione degli spazi”, Massarelli ha chiarito che “si sta intervenendo sul suolo o, al massimo, leggermente sopra il suolo, e solo nei punti definiti critici”. E ha aggiunto: “I sopralluoghi effettuati con estremo rigore per verificare le presunte precarie condizioni della cupola ci consentono di affermare decisamente che non esistono falle strutturali di nessun tipo, per questo andrebbe evitato ogni tipo di allarmismo”. I lavori, insomma, procedono in conformità agli elaborati progettuali debitamente approvati, tanto che la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, qualche settimana fa, ha concesso alla Diocesi il suo nulla-osta a continuare i lavori di scavo, visto che anche gli elementi potenzialmente oggetto di interesse archeologico risultano di epoca post-antica, e come tali nulla impedisce alla realizzazione del conditorio.

“La mia proposta di visitare il cantiere – conclude Giannatempo – era motivata dal fatto che pochi di noi sapevano davvero di cosa si stesse parlando. Pochi, per esempio, sapevano che queste opere non sono altro che il completamento di un progetto pensato ben 70 anni fa. Pochi sapevano che il progetto originario di adeguamento era stato in gran parte modificato, dopo la morte dei progettisti e direttori dei lavori, da coloro che ne avevano preso il posto. L’opera nel suo insieme, dunque, è una incompiuta.
Questo, semplicemente, era il mio intendimento, convinto com’ero e come sono dell’inutilità delle chiacchiere senza costrutto. Accolta con favore la mia proposta dal Consiglio, mi sembrava che un po’ tutti concordassero sull’ utilità di un controllo “de visu”. Una volontà che dunque sembrava generale e d è stata evidentemente recepita dal Vescovo di Molfetta, che ringrazio per la tenacia e la competenza che sta dimostrando nel completare questo monumento incompiuto. Il Vescovo ci ha consentito di visitare il cantiere. La risposta ricevuta è stata la diserzione di massa, e io mi chiedo a chi giovi tutto ciò”.

Redazione Stato



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