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Marò: Min.est. India,non sono terroristi

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India, Marò (Ph: affariitaliani-libero image@)

(ANSA) – NEW DELHI, 15 GEN – Il ministro degli esteri indiano Salman Khurshid ha dichiarato oggi che “i due maro’ possono avere ecceduto nelle loro funzioni, ma non sono terroristi”. In una intervista, Khurshid ha incolpato l’ex sottosegretario agli Interni, R.K.Shinde del “disastro” provocato dall’uso della legge contro la pirateria (Sua Act), che prevede la pena di morte. “Quando (l’Italia) mi dice che sono passati due anni e che ancora non ci sono i capi d’accusa – ha aggiunto – mi sento imbarazzato”.



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  • Redazione

    SOLIDARIETA’ SPEZZATA PER I NOSTRI DUE FUCILIERI DI MARINA, L’A.N.M.I. DI ANDRIA CHIEDE ALLE ISTITUZIONI: “PERCHE’ LA SOLIDARIETA’ DURA E VALE COSI’ POCO?”

    Solidarietà è una parola, un concetto, un momento e un’occasione per far sentire tutti più buoni, più vicini, più affettuosi, più solidali e più compassionevoli ma la solidarietà per i nostri due sottufficiali fucilieri di Marina non deve essere una solidarietà spezzata.
    Striscioni, gigantografie, discorsi, cerimonie, manifestazioni e tante parole spesso usate con l’aggravante della circostanza non servono a nulla se poi tutto dura solo per un momento o per pochissimo tempo e ci si ritrova tutti in alto mare, proprio in quel mare di disperazione nel quale navigano le famiglie dei nostri due eroi prigionieri in India.
    Andria non è stata immune da tutto questo cerimoniale e noi del Gruppo A.N.M.I., che esponiamo con orgoglio ancora oggi la gigantografia con la loro immagine sull’ingresso della nostra sede, che mai rimuoveremo per nessuna ragione al mondo fino a quando i nostri due fucilieri rientreranno nella nostra Nazione, liberi e riconsegnati agli affetti familiari e di Stato, chiediamo alle Istituzioni: “perché la solidarietà dura e vale così poco?”. Perché dopo soli pochissimi mesi tutto è stato rimosso e non c’è più alcuna traccia, né nelle parole, né nei discorsi, né nei sentimenti, né sulle facciate dei palazzi pubblici dove le gigantografie affisse ed esposte nel momento del nefasto evento sono poi state rimosse e probabilmente abbandonate in qualche sperduto luogo se non addirittura distrutte?
    Domande che ci lasciano con l’amaro in bocca e con il cuore tradito e spezzato perché fino a quando la situazione non si fosse completamente risolta quel ricordo simbolico ma fortemente significativo non andava toccato, per nulla al mondo.
    Si sa, viviamo sempre più in un mondo di plastica dove la facciata è diventata sostanza e dove i contenuti sono diventati vuoto assoluto.
    Il nostro invito accorato, quindi, è rivolto in primis al massimo rappresentante della vita sociale e politica cittadina cioè al Sig. Sindaco e allo stesso inviamo copia della lettera trasmessa dal presidente nazionale A.N.M.I., Amm. Sq. Paolo PAGNOTTELLA al dott. Ignazio MARINO, Sindaco di Roma Capitale, “esprimendo sconcerto ed amarezza per la constatata rimozione dalla terrazza del Palazzo Comunale dell’immagine dei due fucilieri di Marina”, aggiungendo tutta la sua amarezza perché la città si sia tirata fuori, invitando il primo cittadino a “ripristinare l’esposizione del rimosso manifesto fino all’onorevole conclusione della vicenda poiché la medesima non riguarda una parte politica né un’aliquota di nazione italiana bensì investendo la vita e il comportamento di soldati italiani.”
    Lo stesso, identico messaggio inviato al Sindaco di Roma, lo trasmettiamo integralmente alle nostre Autorità territoriali perché con coscienza venga riparato l’improvvido gesto e venga rimesso in atto quel simbolo della partecipazione di tutti i cittadini andriesi alla vicenda.
    Alla luce delle recenti ultime evoluzioni della situazione e apprendendo le notizie che giungono in questi ultimi giorni, pare che la vicenda sia sempre più assomigliante a quella che colpì nel 1916 l’eroico Nazario SAURO, Medaglia d’Oro al Valor Militare, il quale ingiustamente subì il supplizio di vedersi infliggere la pena capitale, restando privo della propria esistenza.
    Come Nazario Sauro, anche i nostri due Fucilieri di Marina subiscono le stesse condizioni psico-fisiche, quando si fa riferimento ad eventuali condanne alla pena capitale, dimenticando completamente che i nostri due eroi stavano osservando il proprio dovere di militari difendendo il territorio battendo bandiera italiana. Una missione di difesa, quindi, come quella che vide impegnato il Tenente di Vascello Andrea BAFILE, prima Medaglia d’oro al valor Militare del Reggimento Marina, concessa alla memoria per la sua eroica azione sul Piave a difesa dei propri Marò e di Venezia.
    Questi sono i veri valori dei nostri Fucilieri e paradosso dei paradossi è proprio la nave San Marco, con i suoi fucilieri, a trarre in salvo migliaia di profughi che sempre più frequentemente fuggono dai loro Paesi d’origine dove ci sono continue guerre e carneficine.
    Peccato che questi enormi valori vengono subito dimenticati, anche da quelle Istituzioni cui abbiamo rivolto il nostro invito, che siamo certi non resterà inascoltato.

    Santovito Vincenzo
    Presidente Gruppo A.N.M.I. di Andria

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