Capitanata

Le infrastrutture secondo il Pd: le “reti” per Manfredonia


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Il segretario provinciale del Pd, Paolo Campo (puntodistella.it)

Il PD indica le priorità infrastrutturali per far ripartire lo sviluppo nel 2011. Salatto: “E’ il momento delle scelte”. Campo: “Sfida al territorio”. Il documento presentato al convegno del 16 con Gentile, Mongelli e Fassina.

Foggia – IL Partito Democratico di Capitanata individua le priorità infrastrutturali da attuare per rilanciare sviluppo e occupazione e “lancia alle rappresentanze istituzionali ed alla classe dirigente tutta una sfida alla costruzione di una rete di solidarietà politica e sociale capace di compiere scelte che mettano a valore gli esiti della concertazione realizzata con la pianificazione strategica di area vasta”. E’ il segretario provinciale del PD, Paolo Campo, ad esprimere il senso dell’iniziativa programmatica incentrata sul documento ‘Le 6 priorità 2011 nel fabbisogno infrastrutturale della Capitanata’ elaborato da Michele Salatto, responsabile del dipartimento Politiche dello Sviluppo.

La proposta ‘negoziale’ sarà presentata nel corso della manifestazione ‘Lavoro e Sviluppo – Il PD: un motore per la riscossa dell’Italia’ in programma mercoledì 16 febbraio, alle 17.30, presso l’Auditorium della biblioteca provinciale Magna Capitanata (viale Michelangelo, 1 – Foggia), a cui parteciperanno: Michele Salatto, Elena Gentile (assessore regionale al Lavoro e Welfare), Gianni Mongelli (sindaco di Foggia) e Stefano Fassina (responsabile nazionale del dipartimento Economia e Lavoro).

“E’ il momento delle scelte”, ha affermato lo stesso Salatto per spiegare il senso dell’iniziativa ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa svoltasi questa mattina presso l’Unione provinciale del PD di Capitanata. Volendo “massimizzare il lavoro svolto all’interno dell’area vasta” e tenendo da conto la “riduzione delle risorse disponibili a causa del saccheggio dei fondi FAS da parte del Governo”, il PD propone l’adozione della “logica dell’ultimo miglio: non stravolgiamo l’esistente, non puntiamo ad investimenti faraonici ed irrealizzabili, ottimizziamo il profitto ricavabile dalla connessione tra hub produttivi e hub logistici”. Ad esempio: “piuttosto che consumare 200 milioni per la Tangenziale Ovest di Foggia, con le incertezze connesse alle interferenze con l’eventuale nuova pista dell’aeroporto Gino Lisa, è più opportuno investirne 50 nel potenziamento e messa in sicurezza della Tangenziale Est per collegare i caselli autostradali di Foggia e Incoronata”.

E’ questa la premessa alla proposta di: realizzazione di una rete stradale a sostegno degli sforzi delle aree interne di Gargano e Monti Dauni, per superare la marginalità e proiettarsi nell’economia turistica e culturale e per connettere le aree produttive; attivare una piattaforma negoziale unitaria con FS per una rete del ferro che connetta le aree produttive e le città della Capitanata con il treno-tram; promuovere il sistema integrato provinciale per l’intermodalità e la logistica come retroporto del Porto Alti Fondali, con verifica delle sovrapposizioni e integrazioni con la “Piattaforma logistica Adriatica Sud” oggetto dell’Accordo Governo-Regione Molise del 23 gennaio 2009; strutturare connessioni veloci, strada e ferro, con lo scalo del “Gino Lisa”, con un supplemento di riflessioni per lo sviluppo del traffico merci aereo.

La traduzione operativa della proposta programmatica è l’elenco delle 6 priorità infrastrutturali già inserite nella pianificazione strategica di area vasta:
1. SR1 Realizzazione del tratto tra Bovino e l’intersezione con SP10 (130.000.000);
2. SSV del Gargano. Prolungamento da Vico a Peschici (90.000.000);
3. Treno-Tram. Linea Foggia-Lucera, Foggia-Manfredonia, San Severo-Peschici (110.000.000);
4. Tangenziale Est di Foggia. Potenziamento adeguamento e messa in sicurezza, collegamento SS16bis-nuovo casello A16 (26.000.000) + Orbitale ovest PUMAV “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” (39.000.000);
5. Tangenziale Est di San Severo (36.000.000);
6. Trasporto ferroviario merci: Foggia Incoronata – Porto della Capitanata (22.449.377,50 – Connessione ferroviaria Polo Incoronata Stazione FS Frattarolo Manfredonia; 12.540.000 – Ripristino scalo ferroviario Frattarolo Porto Alti Fondali Manfredonia-Monte Sant’Angelo in continuità con il sistema di Connessione ferroviaria Polo Incoronata Polo porto.

L’elenco non comprende una serie di opere “già acquisite alla programmazione – ha sottolineato Michele Salatto – che non possono e non devono più essere oggetto di negoziato”. Il riferimento è all’Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Bari-Foggia-Napoli come al potenziamento del collegamento ferroviario Termoli-Lesina, all’allungamento della pista dell’aeroporto di Foggia come al terminal intermodale di Foggia e di Manfredonia connessi al progetto complessivo Treno-Tram.

I fondi necessari a realizzare le 6 infrastrutture ammontano a poco più di 465 milioni: “nell’incertezza delle risorse derivanti dal fantomatico Piano per il Sud, sarà necessario compiere ulteriori scelte – ha concluso Salatto – che riteniamo opportuno e utile siano effettuate nella cornice della pianificazione strategica e concertate con il partenariato che ha partecipato a questa programmazione dal basso”. “Bisogna evitare i dialoghi in solitudine con il Governo – ha chiarito Paolo Campo – a maggior ragione con un Governo che ha tagliato risorse e progetti destinati allo sviluppo del Sud. Ciò che proponiamo è attivare connessioni con il resto della regione, con l’Italia e il Mediterraneo, aggiornando il confronto alle mutate condizioni finanziarie – ha concluso il segretario provinciale del PD – ed evitando gli opportunismi preelettorali che potrebbero minare l’indispensabile unità di intenti territoriale”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il coordinatore della segreteria provinciale, Raffaele Piemontese, il responsabile dell’Organizzazione, Gianluca Ruotolo, e il segretario dell’Unione comunale di Foggia, Mariano Rauseo, che hanno illustrato le prossime iniziative del PD. Il 22 febbraio è atteso Massimo D’Alema “con il quale – ha spiegato Raffaele Piemontese – sviluppare il tema della prospettiva di governo e delle riforme istituzionali necessarie al Paese per uscire da questa fase di stagnazione economica e sociale”. Il 28 febbraio sarà la volta del responsabile nazionale della Sanità, Paolo Fontanelli, “invitato ad un dibattito sugli effetti dei tagli alla spesa sanitaria decisi dal Governo – ha affermato Mariano Rauseo – da cui trae origine il riordino del servizio in Puglia”.

Infine, per la metà di marzo è atteso l’eurodeputato Paolo De Castro “a conclusione di una serie di iniziative svolte nei territori – ha concluso Gianluca Ruotolo – che offriranno il senso del lavoro svolto dal Partito Democratico a livello locale, provinciale e regionale per la costruzione di un nuovo patto per lo sviluppo”.

La grande parte delle decisioni influenti sulla vita di tutti i giorni – si calcola il 70 per cento – si prende in ambito comunitario. Le politiche di coesione, in particolare, sono il principale combustibile nel motore delle politi-che di sviluppo locale specie in aree dell’UE in ritardo di sviluppo come la Puglia e la provincia di Foggia. Anzi, è noto che proprio un pezzo della provincia di Foggia, l’area dei Monti Dauni, a causa delle sue condizioni di grande debolezza, contribuisce ad abbassare la media del Prodotto interno lordo pro-capite regionale in quella misura, inferiore al 75% della media comunitaria, che consente alla Puglia intera di stare nell’Obiettivo Convergenza e, quindi, di avere un quadro di risorse imponente (almeno sulla carta). Questo dato è da tenere presente nel momento in cui osserviamo una congiuntura critica nella spesa 2007-2013, largamente determinata dalla decisione del Governo nazionale di smantellare la programmazione unica – dei fondi europei, dei fondi nazionali di cofinanziamento e dei fondi nazionali per il Mezzogiorno – sul ciclo settennale 2007-2013 che era stata impostata da Romano Prodi.

Quando osserviamo criticamente, per esempio, i due processi di pianificazione strategica di area vasta che interessano la provincia di Foggia – “Capitanata 2020” e “Monti Dauni” – omettiamo di ricordare alcuni passaggi fondamentali. I territori, dal 2007, sono stati chiamati a pianificare in modo coeso e a concentrare le ipotesi di spesa su alcuni progetti strategici. Una soluzione che fu pensata nella consapevolezza di dover mantenere alcuni interventi prioritari al riparo dall’arrembaggio ai fondi UE anche per spese che sarebbero ordinarie. In Capitanata è stato serio lo sforzo di mantenersi in linea – con tutte le difficoltà che si posso-no immaginare – con il Documento Strategico Regionale, che è stato approvato nell’agosto 2006.

Nel 2008 arrivano Berlusconi, Bossi e Tremonti e rivedono tutto. Ma non dimentichiamo che, nel frattempo, le aggregazioni di Comuni in area vasta hanno lavorato praticamente al buio, perché la Regione ha approvato i PPA tra giugno e settembre del 2009. I PPA sono i Programmi Pluriennali di Asse, dettati ciascuno per gli 8 Assi del Programma Operativo FESR della Regione Puglia: sono i documenti che dicono concretamente quali cose sono finanziabili e quali no, come devono essere scritti i progetti, quali condizioni si devono realizzare per potere candidarsi a finanziamenti. In Puglia sono usciti 4 mesi dopo, era febbraio 2009, che è stato lanciata la corsa allo Stralcio, a fare cioè una prima spesa su piani strategici di area vasta ancora adesso non approvati definitivamente.

Ora si pensa che l’Unione europea indirizzerà la sua spesa, di un ciclo tutto sballato a causa della crisi economica mondiale intervenuta nel frattempo, verso il Fondo sociale europeo o, comunque, verso misure di sostegno alle tante crisi che i Paesi membri stanno attraversando. Cambierà ancora una volta il quadro e dobbiamo averne consapevolezza e discutere come metterci di nuovo al lavoro per selezionare le nostre priorità, perché le risorse risulteranno alla fine ancora più ridotte.

Prima di scaricare sulle inefficienze delle aree vaste i problemi della spesa, almeno il PD, che ha creduto a un modello partecipato e condiviso di pianificazione, deve riflettere su come sono andate davvero le cose per trovare soluzioni appropriate e responsabili. Ma che chiamano in causa un’analisi critica anche di quanto sia stata appropriata e re-sponsabile la gestione fin qui mantenuta dalla Regione.

Le infrastrutture secondo il Pd: le “reti” per Manfredonia ultima modifica: 2011-02-15T18:38:01+00:00 da Agostino del Vecchio



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