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E’ stato il Festival della “normalità” nel senso letterale

E Carlo Contì coniò il ‘Festival dei medi’

Si è fatto notare invece Tiziano Ferro, umile ed emozionato

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Il Festival è terminato, da domani la politica e la cronaca torneranno in prima pagina come sempre, ma approfittiamo delle ultime ore della settimana per tracciare un bilancio delle 5 serate sanremesi. E’ stato il Festival della “normalità” nel senso letterale, niente eccessi radical chic o trash, ma nemmeno guizzi di estro e originalità. Già dai giorni precedenti l’evento neanche una polemica piccola piccola, uno scandalo per un testo scabroso, un indignazione di un illustre escluso.

Non un lamento per i soliti chachet esorbitanti: Carlo Conti ha preso “solo” 500.000 euro (200.000 meno di Fazio), Emma e Arisa addirittura 80.000 a testa e molti dei superospiti, come Tiziano Ferro e Will Smith han partecipato quasi gratis avendo un disco e un film in promozione. Normali son state le due “vallette” la ruspante Emma e la stralunata (anche troppo) Arisa. L’altra presenza femminile, la bellissima RocioMunozMorales resta non classificata, più che una valletta una meravigliosa stampella per tutti gli abiti di alta moda che Emma e Arisa non hanno potuto permettersi. Normale è stato Carlo Conti misurato e professionale fino all’eccesso, un vero “conduttore” che conduce lo spettatore all’interno della gara e dello spettacolo senza farsi notare troppo. E non si sono fatti notare troppo nemmeno i comici, attinti a piene mani anche dalla concorrenza mediaset: da un Angelo Pintus ingessato e spento a un Alessandro Siani fagocitato da una battuta infelice sulla scarsa forma fisica di un bambino in prima fila (ma quando mai i bambini possono permettersi un posto in prima fila all’Ariston? Ah no! Forse il “pacioccone” può permetterselo, in fondo recita nei film di Siani!). Apprezzati invece Luca e Paolo e la loro canzone sui cantanti deceduti, così meticolosamente ricordati nelle prime due serate e Rocco Tanica con la sua surreale rassegna stampa (peccato andasse in onda sempre dopo la mezzanotte!)

Si è fatto notare invece Tiziano Ferro, umile ed emozionato come un principiante mentre ha cantato i suoi più grandi successi nel corso della prima serata, qualche minuto dopo è stata la volta di Albano e Romina: si canta Felicità, pubblico in visibilio e sembra di essere tornati nel 1984, poi Carlo Conti chiede ai due ex coniugi di darsi un bacino e sembra di essere tornati all’asilo (cosa non si fa per campare, foss’anche con milioni di euro al mese!). Belli i momenti con Will Smith e Charlize Theron se non fosse che alla fine si finisce sempre nei soliti stereotipi “amo il cibo italiano e Volare”. Bello il collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti e pazienza se la diretta era in differita. Evitabili invece le band inglesi e americane ospitate dopo la mezzanotte tanto per allungare il brodo fino a notte fonda.

Fra un ospite e l’altro si sono susseguite le canzoni in gara. Nota positiva lo spostamento della gara delle nuove proposte nella parte iniziale della serata. Fra i giovani si è imposto Giovanni Caccamo, pupillo di Battiato bravo e belloccio (cognome a parte) con la sua “ritornerò da te”. Fra i big hanno avuto la meglio i favoritissimi “giovani vecchi” de Il Volo trio pop-lirico dall’innegabile talento vocale nato nel programma “Ti lascio una canzone”, che da anni riempie i teatri di tutto il mondo a suon di Volare e Oh sole mio (a quanto pare all’estero siamo ancora questo). Ultimi classificati gli evitabilissimi Biggio e Mandelli, copia malriuscita di Cochi e Renato, Anna Tatangelo, Lara Fabian e Raf, provato e penalizzato da una brutta bronchite.

In mezzo tante canzoni più o meno belle che possono piacere o meno a seconda dei gusti e che forse canteremo per qualche settimana o mese: dagli immancabili Amici di Maria (Moreno, Dear Jack, Annalisa) a Lorenzo Fragola, passando per Masini, Nesli Britti e le sempre raffinate Nina Zilli e MalikaAyane (terza classificata e premio della critica). Unico testo “sociale” quello dell’inedita coppia Di Michele Coruzzi che in Io sono una finestra racconta l’anima di un transgender. Da segnalare il ritorno in grande spolvero di Nek, vincitore della serata delle cover con una bella versione di Se Telefonando di Mina e secondo classificato con il pezzo pop dance Fatti avanti amore (premio sala stampa e miglior arrangiamento).

Mai come in questo festival i “Conti” tornano: il bilancio chiude con un saldo attivo di 6 milioni di euro e una media di telespettatori di 10.837.000 e uno share medio del 48,64% e già si pensa ad un Conti Bis. Il motto dell’edizione è stato “Tutti cantano Sanremo” e quest’anno siamo sicuri che accadrà, in fondo nessuno ha specificato quale edizione e per quanto tempo!

(A cura di Annapina Rinaldi – Redazione Stato@riproduzioneriservata)



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Commenti


  • Silvio Pellico

    Un articolo veramente soddisfacente. Un testo efficace che va dritto al punto senza tanti orpelli e fronzoli tipici di una cronaca troppo sdolcinata che siamo abituati a leggere. Questo nn vuol dire che sia privo di passionalità anzi proprio con tale stile così sobrio ha saputo trasmetterci veramente il senso di questo Saremo e mi auguro che la sobrietà e non l inutile spreco sia il monito che guidi sempre i prossimi festival

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