Manfredonia
A cura di Francesca Brancati, Attivista per i diritti civili, membro coordinamento nazionale Equality Italia- referente Capitanata

F.Brancati a Illiceto: “Cosa intende per persone omosessuali ‘sobrie ed equilibrate’?

"I cittadini che lavorano onestamente e pagano regolarmente le tasse come me, la mia compagna e migliaia di altre persone, senza vedere riconosciuti i propri diritti le sembrano una lobby ?"


Di:

CONSIDERAZIONI IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL PROF. ILLICETO – 14FEBBRAIO 2016

Manfredonia. ”Gent.mo Prof. Illiceto, mi rivolgo a lei poiché si è fatto portavoce di un’intera comunità, quella cattolica; non voglia perciò cogliere la mia replica come un “attacco” mirato o un fatto di natura personale, me ne guarderei bene. Mi inchino anzi di fronte a chi usa tutti gli strumenti in suo possesso per educare e formare intere generazioni secondo valori e principi sani e costruttivi. E’ proprio per questo però, che ritengo necessarie alcune precisazioni in merito al suo intervento sulle “famiglie” di fatto. Famiglie, si, perché l’ordinamento giuridico italiano, quello Stato laico di cui parla, definisce famiglia “un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e , di norma, legati tra loro col vincolo del matrimonio , con convivenza , unione civile o da rapporti di parentela o di affinità.”

La prima considerazione in realtà è una domanda che voglio rivolgerle: cosa intende per persone omosessuali “sobrie ed equilibrate”? L’ orientamento sessuale delle persone è legato al carattere e al modo di mostrarsi agli altri? Quante persone eterosessuali sono insospettabilmente insane e squilibrate? Quanti pervertiti si nascondono ad esempio dietro il volto rassicurante di buoni padri di famiglia in doppiopetto che vanno all’estero( e non solo) in cerca di sesso con minorenni? Quanti bravi parroci di quartiere abusano sessualmente di ragazzi della loro comunità? Secondo lei è il modo di vestire, non so, di parlare a determinare la “sobrietà”, l’”equilibrio e la sanità di una persona? L’abito quindi farebbe il monaco? Possiamo impedire che gli eterosessuali poco sobri ed equilibrati abbiano dei figli? Anche i nazisti avevano figli. E da alcuni racconti si evince addirittura che alcuni erano anche dei buoni padri di famiglia. I fascisti inneggiavano la famiglia, e tanto sobri ed equilibrati non mi sembravano.

La seconda precisazione volevo farla in merito al concetto di genitorialità. Lei afferma che la GENITORIALITA’ presuppone la generatività biologica, fisica. Allora io le chiedo, perché Dio che non ha forma né materia, lo si definisce PADRE? Si potrebbe definire i n tanti modi. Forse perché la paternità e la maternità prescindono dalla biologia e dalla fisicità più di quanto lei pensi? Lo stesso vale per Maria , appunto Vergine e MADRE ( allo stesso tempo) di Dio. E potremmo dire ancora lo stesso dei sacerdoti che sebbene abbiano forma e materia non credo che li chiamiamo “padre” perché sono dotati degli organi riproduttivi e nemmeno perché insegnano ai piccoli fedeli a farsi la barba.

E poi, quante coppie eterosessuali non possono avere “naturalmente” figli ma non per quetso gli viene negato il sacrosanto diritto alla genitorialità? Hanno forse avuto una punizione per non avere questa possibilità? E ancora, i figli dei vedovi, dei separati, dei ragazzi padri e delle ragazze madri sono forse figli di un dio minore? Lei dice che il bambino ha diritto alla differenza sessuale. Infatti nessuno gliela nega. La cosa importante per un bambino è avere modelli di riferimento, anche se scelti al di fuori della coppia di genitori o genitrici. Quanti bambini hanno come modello di riferimento un nonno, una zia, un amico o un’amica di famiglia? O perché non hanno uno dei due genitori , o perché il proprio genitore biologico non è proprio un modello esemplare da emulare. Mio nonno durante la guerra è cresciuto senza un padre. Oggi è un sanissimo uomo di fede di 88 anni che ha accolto me e la mia compagna con amore. L’importante è avere modelli, punti fermi. Ognuno nella vita sceglie i propri. Crescere è anche questo.

Quindi di quali “effetti devastanti” stiamo parlando? Ci sono studi che dimostrano da almeno un ventennio che i figli delle famiglie omogenitoriali non hanno nulla né più né meno di quelli delle famiglie che lei definisce “normali” , urtando non la mia suscettibilità, perché ormai ho la pelle dura, ma la sensibilità di chi non è ancora in grado di camminare con le proprie gambe. Sentirsi “anormali”, mi creda, non è una bella sensazione. Lei è un educatore, certe parole dovrebbe pesarle bene prima di esternarle. Perché queste si, hanno “EFFETTI DEVASTANTI”.
Piuttosto , perché non parliamo di ciò che davvero devasta le famiglie oggi? Perché non scendiamo in piazza per salvaguardare dalla crisi i buoni padri di famiglia schiavi dell’usura o della povertà? Perché non manifestiamo per gli effetti devastanti della crisi economica, degli sprechi , dell’indifferenza che separa, divide, e genera la guerra tra poveri? Queste sono le vere minacce alla famiglia. I padri molto spesso si suicidano per questo. Mai nessuno si è suicidato perché una famiglia arcobaleno abita alla porta accanto!
Non può essere un pericolo un progetto che nasce dall’amore, genera amore , e come lei insegna, si ri-genera ogni giorno con l’amore . Perché ciò che è amore non può mai essere sbagliato. E il desiderio di donarsi ad un figlio è di per sé sacrificio, rinuncia. I figli non sono un diritto , appunto. Occorre che ciascuno si assuma la responsabilità e il dovere di educare, crescere e formare quel bambino. E’ per questo che la stepchildadoption vuol essere un’estensione della responsabilità genitoriale nei confronti del figlio ( biologico o adottivo) del partner. Un bambino che, ripeto, già esiste, vive in quella famiglia. Non c’entra nulla con l’adozione ( intesa come richiesta di affido di un minore che non abbia una famiglia alla coppia) che lei cita come esempio. Peraltro , la stepchild adoption per le coppie eterosessuali già avviene. Si tratta di non negare più un diritto a quei bambini, considerati oggi ancora di serie b.
Premesso questo, credo che essere genitore non sia una cosa semplice. Anzi, direi che è la cosa più difficile del mondo. Non credo che si possa desiderare di essere genitore se non si è davvero pronti. Almeno una cosa possiamo assicurarla noi omosessuali: i nostri figli non saranno mai frutto di un errore o di una “disattenzione”. Non intendo santificare i genitori gay e discriminare quelli eterosessuali, sia chiaro. I genitori “sbagliano” sempre. Siano essi etero o gay. Per questo si possono solo limitare gli errori. E’ veramente difficile. Per quanti insegnamenti si possano dare o apprendere. Gli individui sono complessi e complicati. Si può solo sperare di fare del proprio meglio e pregare perché questo dia i suoi frutti.

Il tribunale dei minori continuerà comunque ad analizzare la situazione familiare e definire se ci siano o meno i criteri per l’assegnazione della potestà genitoriale anche al partner. Requisiti che, secondo la Costituzione , possono esistere o meno indipendentemente dall’orientamento sessuale e affettivo del genitore richiedente l’affidamento. E’ necessario però che il Parlamento legiferi per colmare un vuoto legislativo e non rimandare tutto alla coscienza dei giudici. Il Parlamento è inadempiente , occorre restituire alla politica il proprio ruolo: rendere i cittadini tutti uguali di fronte alla legge. E’ la Corte europea dei diritti umani a chiedercelo. Non una fantomatica “lobby gay” come lei afferma.

I cittadini che lavorano onestamente e pagano regolarmente le tasse come me, la mia compagna e migliaia di altre persone, senza vedere riconosciuti i propri diritti le sembrano una lobby ? Perché le dico che sono quelle che chiedono diritti: sono quelle persone comuni, lavoratrici e oneste che hanno lottato per anni contro i propri mostri interiori prima di affrontare quelli della società per fare il proprio coming-out. Chiedono diritti coloro che vivono nella luce, non nelle tenebre. Perché quelli che lei chiama “lobby” le assicuro, non vogliono i diritti. Anzi, spesso li osteggiano. Quelli preferiscono restare annidati nella propria repressione e vivere una vita ipocrita e mediocre all’insegna della falsità. Spesso vivono una doppia vita , una di “facciata” , sobria, appunto, di comodo; e un’altra “privata” che non ha molto a che fare con la sobrietà. Piuttosto con l’ipocrisia. Non di certo per amore degli altri, piuttosto per interesse personale. Molto spesso i primi omofobi hanno questo volto. Il ritratto di chi non è riuscito a liberarsi per essere felice e fa di tutto per negare questa felicità anche agli altri. Non si cambia “genere” da un giorno all’altro. Semplicemente si smette di fingere, di nascondersi. Non si tratta di “colpi di testa” quando la posta in gioco è la verità. E i figli meritano la verità, sempre. E poi, spesso chi è omosessuale o trans sa di esserlo ma soffoca sotto un cuscino di paure proprio a causa della mancata accettazione sociale. Come vede, professore, si fanno più danni a non avere una legge che ad averne una che ci riconosce il minimo indispensabile previsto peraltro dalla Costituzione. Sono gli “effetti collaterali della repressione”.

Una precisazione sul genere: esistono ( anche per noi gay) solo due generi, uno maschile e uno femminile . Esistono le disforie di genere: percepirsi in un corpo diverso da quello biologico. Ma sempre due restano. Esistono poi 3 diversi orientamenti sessuali ( che sono una cosa diversa dal genere) nello specifico, omosessuale, eterosessuale, bisessuale. Non ho idea di quali siano i 60 / 70 generi ai quali fa riferimento. Un’ altra cosa necessaria da chiarire è questa: la pratica dell’utero in affitto , propriamente detta “gestazione per altri” , in Italia è una pratica vietata. Lei ha affermato una cosa a mio avviso molto grave: dice che una sua collega è stata testimone di un episodio che sta dilagando su un social network e cioè di offerte di “lavoro” nelle quali si chiede di mettere a disposizione il proprio utero per altri. Addirittura lo definisce un vero e proprio “mercato dell’utero”. Bene , allora che denunci! E’ un dovere civico denunciare un’illegalità. Perché se uno è testimone di un fatto illegale e non lo denuncia , ne diventa complice. E se ciò non avviene c è da pensare che questo sia l’ennesimo tentativo per seminare panico tra la gente. Per spostarci , deviarci da un traguardo di civiltà che non separa, ma unisce le persone. E le dico anche che io sono una di quelle che non condivide tale pratica, ma non posso impedire che questo avvenga, perché in altri paesi è legale. Non posso bloccare la gente alle frontiere! E poi, come disse l’ illuminista francese Voltaire “ “Non sono d’accordo su ciò che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a farlo”.

Lei ha affermato che stiamo pagando ancora oggi gli effetti collaterali di certe leggi ( come il divorzio) e che ogni legge salva qualcosa a discapito di qualcos’altro. Beh, ritengo sia, mi consenta di dirlo, un po’ qualunquistica, come affermazione: un po’ come dire che occorre ritirare dalla vendita i coltelli da cucina perché hanno avuto come effetto collaterale l’aumento dei delitti familiari.

Un’ultima precisazione è doveroso farla su ciò che è “natura” e ciò che non lo è . “Negli ultimi 15 anni sono stati documentati comportamenti omosessuali che vanno dai giochi sessuali a comportamenti genitoriali in coppie omosessuali in circa 1500 specie sia in cattività che in ambiente naturale”. ( la fonte è Wikipedia, non gay.it) . Non credo sia necessario citarli tutti; le fonti sono a disposizione di chiunque non si rifiuti di fare un minimo di ricerca. Sempre in natura, i maschi non sono orientati proprio alla fedeltà , ma ad avere il maggior numero possibile di rapporti sessuali con femmine diverse, finalizzati alla procreazione o al semplice dominio. Questa cosa non mi sembra sia proprio in linea con la morale cattolica, giusto?
Quindi direi che non sempre natura e chiesa sono in sintonia. E direi che non è opportuno strumentalizzare la natura solo per farne una crociata antigay anche perché proprio la stessa natura potrebbe ritorcersi contro. Concludo davvero ringraziandola per l’attenzione, augurandoci di crescere e ri-generare i nostri figli con l’amore, magari sbagliando, ma sbagliando con amore.

Cordiali saluti

(A cura di Francesca Brancati, Attivista per i diritti civili, membro coordinamento nazionale Equality Italia- referente Capitanata)

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

F.Brancati a Illiceto: “Cosa intende per persone omosessuali ‘sobrie ed equilibrate’? ultima modifica: 2016-02-15T17:12:27+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
16

Commenti

  • L’ ha letteralmente spento. Lasciamo i gay combattere per i propri diritti e pensiamo a cose più importanti. Il lavoro, la corruzione, la politica falsa e mille altri veri problemi che rovinano il nostro paese. Con stima per entrambi. Giulia d’amato.


  • CROCE & Delizia

    Sono “etero” e condivido in pieno il pensiero di Francesca.
    Purtroppo credo che nella mente di molti ci siano le immagini dei GAYPRIDE, che effettivamente sono squallide e fanno pensare e credo che dopo queste battaglie non ci sia più bisogno di esibizionismo che purtroppo vi fa perdere “punti” e viene usato come arma su social. Nei miei dubbi ho letto e ascoltato interviste a gente importante nel campo della giustizia e dell’educazione che mi hanno convinto ancor di più nel condividere quello che tu spieghi molto bene.


  • ezio

    La coppia uomo donna ( vittima di questa modernità speculativa, assurda e consumistica ) deve sicuramente recuperare in valori morali. Tutto questo invita ad una riflessione e non ad uno disfacimento totale con richieste e confronti improponibili.


  • fato

    Condivido ezio , Che non si possono spendere parole in fatti sterili.notte…


  • Ex Alunno

    Penso che Francesca Brancati sia stata sufficientemente esaustiva. Ma guardando l’intervista del professore sento l’incombente necessità di dovermi pronunciare. Sono un suo ex alunno da parecchi anni, mai dimenticherò le sue memorabili lezioni di filosofia e le infinite domande, noi alunni avevamo sempre la possibilità di esprimere la nostra opinione tutti in egual misura al fine di ottenere un unico e comune obiettivo: essere ascoltati. Oggi ritorno indietro nel tempo e parlo riguardo un argomento su cui all’epoca non avevo il coraggio di esprimermi, per paura di essere giudicato, di essere “scoperto”, di essere in conflitto con la maggior parte della mia classe. Qualcuno diceva che l’omosessualità fosse contro natura, qualcun altro solo una deviazione correggibile col tempo. E io silente mi domandavo come mai NESSUN professore confutasse queste tesi con la tessa energia che impiegavano nelle loro lezioni. Sentivo come se l’oggetto primario della filosofia, il pensiero, mi venisse soffocato, a differenza di ogni altro argomento trattato. Perché il mio orientamento sessuale doveva essere sempre l’oggetto dei dibattiti più accesi? Perché un’ istituzione come la scuola non andava a fondo a tematiche che potevano creare subbuglio e quindi essere considerate scomode? Perché i miei compagni avevano il diritto di urlare “frocio” in senso discriminatorio senza avere la minima coscienza del peso di quella parola e senza avere timore di essere puniti o ripresi?La società e i suoi costrutti insieme alle dottrine religiose e le loro integre morali hanno innescato nella mentalità comune un filtro attraverso il quale si può avere un’unica visione della realtà. Lui ci diceva sempre che “la propria libertà termina quando inizia quella dell’altro”: E oggi sono qua, in anonimato, perché il mio calvario per la libertà non è ancora terminato per paura di essere giudicato, di essere “scoperto” e di non avere la forza per esprimermi e di essere ascoltato, proprio come mi accadde qualche tempo fa in un istituzione laica come la SCUOLA, e proprio come accadrà a tanti uomini e donne come me nel caso in cui dovessimo tutti ragionare sulla base di questa intervista.


  • fabio

    fato rilassati…la vita ti sorride…respira e conta fino a 10
    buona notte


  • Colomba

    Unioni civili? Liberissimi di vivere insieme e vedervi riconosciuti giusti diritti. Ma quando parlate di stepchild adoption per piacere, vi considero più acuti della solita frase che si ferma al riconoscimento dei figli già esistenti. Sapete benissimo che, purtroppo la legge aprirebbe la strada alle adozioni e altro ancora. Penso che nessuno, né in ambiente cattolico (che viva senza i pregiudizi del non cattolicesimo) né i non credenti possano essere contro al riconoscimento di diritti coniugali.
    Quanto alle adozioni, lei parlava dell’amore che i figli avrebbero da voi genitori dato che ci sono ampie testimonianze positive e studi in merito : ebbene abbiate la ragionevolezza di affermare Come ci sono tantissimi figli ormai adulti cresciuti da coppie omosessuali che raccontano cose abbastanza negative (vi consiglio di informarvi) così come gli studi sull’argomento fatti : ma con cosa? Con un gruppo campione piccolissimo e un gruppo di controllo ancora più piccolo.. Quindi volendo andare a fare ricerca andiamo oltre Wikipedia (lì non ci andrei neanche per un compito in classe). Affermazioni, le sue, che non hanno parlato affatto dei bisogni del figlio (ho letto solo delle vostre necessità e problematiche), che vanno oltre il bisogno d’amore… E su questo, penso che non può dire nulla, a meno di confutare gli studi in ambito psicopedagogico..strano però che a questo non ci pensate!
    Quanto alla religione, non parli di Dio Padre senza la cognizione del termine stesso che rappresenta un modo umano e quanto più vicino al tipo di amore che si può avere in vita. Idem per la Madre. Penso che il Signore e la Madonna non siano proprio degli spunti appropriati per avallare le sue affermazioni.al massimo mistifica. Cordiali saluti.


  • Fabio

    Cara Francesca, ti stimo molto per il modo pacato e democratico in cui porti avanti le tue battaglie, vorrei però sottoporti un link interessante: http://www.enzopennetta.it/2015/05/come-si-costruisce-un-falso-consenso-scientifico-il-caso-dei-genitori-gay/.

    In sostanza in questo articolo si metteno in dubbio i risultati di alcuni studi fatti sui bambini figli di coppie gay che affermano che questi crescono senza manifestare disturbi di nessun genere.


  • Fabio

    Tu potresti dirmi che ne ho preso uno a caso secondo i miei comodi e hai ragione, ce ne sono tanti che affermano il contrario. È proprio a questo che voglio arrivare, la scienza non sempre ha delle certezze, spesso si contraddice nel proprio ambito. E allora parliamone, discutiamone, cerchiamo opinioni condivise, ma argomenti etici hanno bisogno di tempo e meditazione. Andiamoci piano col credere di essere i detentori della verità assoluta, in questo modo diventate come quei vescovi che voi stessi accusate. Il dibattito è aperto, voi la pensate in un modo (anche se non tutto il mondo gay pare della stessa opinione) ed altri la pensano in modo differente. Il dibattito è aperto, gli studi scientifici in corso, l’opinione etica in movimento, cerchiamo di offrire un contributo utile, ma senza diktat.


  • Carmen

    Ex Alunno scrollati di dosso incertezze e insicurezze.
    Siamo nel 2016 e il medioevo lascialo a bacchettoni e gente inutile che crede di sapere la verità assoluta.
    La vita è una sola,già piena di problemi e difficoltà,non rovinartela.
    Tanto quelli che aprono la bocca tanto per farle prendere aria,hanno sempre qualcosa da dire su tutto e non solo per la questione omosessuale.
    Vivi la vita


  • Matteo

    Caro professore, ti considerano un intellettuale illuminato e rinomato ma ti è mai capitato di concepire,trascrivere e diffondere il tuo pensiero fuori dall’abbraccio protettivo della chiesa e dei suoi luoghi istituzionali? Hai sempre giocato in casa, dunque le tue sono state tutte vittorie scontate perchè prive di contraddittorio, conquiste di consenso tra soggetti già devoti alla causa e vincolati dal sacro giuramento. E’ troppo riduttivo parlare di cultura in senso assoluto sempre dall’interno del ventre della curia. La chiesa può essere fonte di cultura e come tale può produrla. Ma non è cultura, specie se risulta ancora vincolata a incrostazioni dogmatiche che nessuna delle sue acrobazie aforistiche sarà in grado di dissimulare.


  • debora

    Un grazie a francesca e alla sua infinita pazienza, pazienza di spiegare a chi nn vuole ascoltare. qualcuno mi rispiega invece la storia della vergine maria? com’è che andata?ah si un arcangelo è sceso da cielo e le ha detto che aspettava un figlio, ma di nn preoccuparsi tanto era ancora vergine, molto bello, molto naturale, ma soprattutto, CI CREDO!


  • vittoria gentile

    Caro ex alunno. Ti auguro di uscire presto dall’anonimato e di riprenderti pubblicamente il tuo nome; non perchè tu lo debba a qualcuno, ma a te stesso sì perchè anche “tu vali”. Come hanno già fatto in tantissimi del resto.
    Ammetto di non aver visto il video del professor Illiceto, se non successivamente; avevo letto il testo. Dopo il video sono trasalita più volte, al passaggio della conoscenza di persone omosessuali “sobrie ed equilibrate” certo (cosa significa? Anch’io conosco etero “sobri ed equilibrati”, io non lo sono, ma che significato avrebbe affermare una cosa così, se non che penso che molti non lo siano affatto o molto poco?) sino ai sessanta e oltre generi, ma quando mai? Pur ammettendo che sia un ‘iperbole…impraticabile, perchè distorce la realtà.
    Come è distorcente affermare che si possa cambiare genere e identità o orientamento sessuale come si cambia la stagione dell’abbigliamento nell’armadio, fantasia, al pari dei cartoni che mi propina mio figlio. E’ il buon caro mito del gender vero?
    Gli studi sull’omogenitorialità sono tanti, e anche con campioni ampi, ma non sono definitivi. Tali comunque da avere margini di significatività.
    Il mio ordine ha sempre affermato la necessità di un servizio stabile di psicologia scolastica o di un servizio sociale ad hoc nelle scuole; inascoltato perchè gli interessi della politica naturalmente stanno altrove. Indietro anche in questo, non tolleriamo che altri paesi europei ci riconoscano alla loro altezza.


  • Ex alunna

    Una volta in classe c’è stata un’accesa discussione a riguardo con la nostra prof.ssa di lettere e non ho problemi nel dirvi come sono andate le cose. All’inizio si è detto “un bambino, pur di non stare da solo è meglio che stia con una coppia di persone che lo ama, perché un bambino , purché sia piccolo , non conosce la differenza tra 2 mamme o 2 papà o 1 mamma e 1 papà” . Provate ad immaginare di essere quel bambino, voi non credo che per istinto andreste dalla coppia “etero” ma andreste da chi si è accativato la vostra simpatia, giusto? Fin qua forse ci troviamo tutti d’accordo la discussione però si è accesa ancora di più quando una nostra compagna fosse “magari avessi 2 mamme, sarei più felice” e questa è una cosa che non condivido per niente e non prendetemi per omofoba. Chi mi dice che la coppia omosessuale così come quella eterosessuale sia quella in grado mantenere un bambino, di amarlo? Così come esistono le coppie eterosessuali che non ci tengono ai propri figli esistono anche le coppie omosessuali a cui non importa niente dei propri figli.Sarà pure l’1% , ma esiste e non è la certezza. Non lo possiamo dire, e se dobbiamo fare i diritti facciamoli per tutti. Per i single che vogliono adottare i bambini, per gli omosessuali che non possono stare in chiesa, per le persone che non possono vedere i propri cari in ospedale, perché non sono solo gli omosessuali a non vedere i propri cari, per quelle persone che farebbero di tutto per avere un figlio da amare. Con questa prof.ssa la discussione è andata avanti un’ora, e il suo pensiero con il tempo non è mutato di una virgola “siamo diversi, pertanto non avremo gli stessi diritti”. Come si può dire una cosa del genere? In cosa siamo diversi? Siamo tutti uguali, accomunati dallo stesso sentimento che ci fa andare avanti. Non dimenticherò mai le parole di un’altra mia prof… “scheletro, polmoni, cervello, stomaco, ce li abbiamo tutti, allora siamo tutti uguali, senza distinzioni di razza,sesso e orientamento sessuale”. Concludo dicendo che ho provato a raccontare la vicenda da un punto di vista neutro, se qualcuno ne vuole parlare, io sono qui.


  • vittoria gentile

    Ci sarà un convegno dibattito a Palazzo Celestini il 26 (Feb).
    Spero potremo parlarne tutti lì, alunni, ex alunni e alunni per sempre. Mi sembra che la voglia d’incontrarsi su questo tema, a prescindere dalle differenze, ci sia ciao


  • fabio trimigno

    Peccato soltanto che le associazioni che si occupano di queste tematiche come Equality Italia Capitanata di Manfredonia, L’Agedo (Associazione di Genitori e Amici di Omosessuali) e l’Associazione Le Bigotte di Foggia non siano state invitate ufficialmente…peccato…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi