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"Quello che è accaduto poche ore fa a Rignano in provincia di Foggia ha dell’inverosimile"

Ghetto di Rignano, Barone: disastro figlio negligenza governanti

De Leonardis: “Ghetto Rignano, fallimento dell'ultimo decennio di governo regionale”


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Foggia. “Quello che è accaduto poche ore fa a Rignano in provincia di Foggia, ha dell’inverosimile, per fortuna non ci sono morti ma il bilancio è comunque negativo se pensiamo che il ghetto rappresenta principalmente il fallimento della politica vendoliana che ha permesso che fosse lasciato e abbandonato a se stesso in quel modo, anni nei quali alle parole non sono seguiti i fatti.” questo il primo commento della consigliera regionale M5S Rosa Barone.

Nel Ghetto di Rignano vivono lavoratori spesso sfruttati dai caporali, immigrati e profughi, in un vero e proprio villaggio senza regole e senza tempo, che in alcuni mesi dell’anno soprattutto estivi, arriva ad ospitare centinaia e centinaia di persone, il tutto in condizioni igieniche scarsissime e precarie. Era settembre del 2015, quando il Presidente Emiliano proclamò ai quattro venti, che nell’imminenza si sarebbe chiuso il ghetto stesso, “ma ancora una volta – commenta Barone – alle parole non sono seguiti i fatti. Sono preoccupata soprattutto per le persone coinvolte che ancora non sappiamo come trascorreranno la notte, e ovviamente non si può non considerare anche il danno ambientale in corso, decine e decine di elettrodomestici incendiati e di materiale contenente amianto e mercurio hanno generato inquinanti dispersi nell’aria e nelle falde acquifere. Non dobbiamo dimenticare che nelle stesse condizioni versa il campo di Arpinova, sempre in provincia di Foggia, mi aspetto ora un intervento incisivo della Regione per questi ghetti, con un piano serio di rimodulazione e sistemazione abitativa alternativa per queste persone. Non aspettiamo che arrivi il prossimo disastro per versare lacrime di coccodrillo, quanto è accaduto è anche causato da una negligenza della politica regionale passata e dell’attuale governo”

De Leonardis: “Ghetto Rignano, fallimento dell’ultimo decennio di governo regionale”. Nota del Presidente del Gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare, Giannicola De Leonardis. “Regno dell’illegalità, l’aveva definito l’assessore alle Politiche giovanili, alla Trasparenza, alla Legalità e all’Immigrazione della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, nel corso di una riunione tenutasi alla Prefettura di Foggia il 13 maggio del 2014. Il riferimento era al ‘Ghetto di Rignano’, la baraccopoli abusiva nata una quindicina di anni fa nelle campagne tra Rignano Garganico, San Severo e Foggia, e diventata nel tempo un riferimento per gli immigrati di passaggio alla ricerca di un lavoro nelle campagne, e per chi ricerca manodopera a basso costo senza scrupoli di sorta. Una terra di nessuno, regno dell’illegalità (non solo legata al lavoro nero), ma anche dell’assoluta mancanza di decoro, igiene, di qualunque elemento possa caratterizzare una qualità della vita degna di un essere umano. Ben nota a chiunque, soprattutto dopo l’enorme eco mediatica prodotta nel 2006 dall’inchiesta del giornalista de L’Espresso Fabrizio Gatti, ‘Io schiavo’, nelle campagne della provincia di Foggia. Ma le risposte istituzionali, della Regione Puglia in primis, non si sono rivelate all’altezza dell’emergenza sempre più dilagante e preoccupante. Saltando una lunga serie di passaggi, di denunce, di prese di posizione, mi limito solo a ricordare la firma dell’ente nel maggio 2013 con l’Aquedotto Pugliese di un protocollo di intesa ‘per la realizzazione di un Assessement Watersanitation negli insediamenti di immigrati impiegati nell’agricoltura stagionale della provincia di Foggia’ (allegato C alla Deliberazione Giunta Regionale 3 maggio 2013, n. 853 – Piano Triennale dell’Immigrazione 2013-2015), dal quale si evinceva che, fra le 4 località in cui attivare i punti di prima assistenza igienico-sanitaria previsti per il 2013, insieme a ‘Cicerone, in agro San Marco in Lamis’, ‘Masseria Tre Titoli, in agro di Cerignola’ e ‘Palmori, in agro di Lucera’, fosse annoverato anche il Ghetto di Rignano, definito ‘località ‘Il Ghetto’, in agro di San Severo’, come se fosse compreso nel piano delle proprietà pubbliche, mentre quell’agglomerato fatiscente sorgeva su proprietà privata: iniziativa nata da intenti nobili ma discutibile sia sul piano formale che sostanziale. E ancora, il fallimento annunciato (e costoso) dei tre Alberghi diffusi nati da quelle stesse parti – uno dei quali attivato a sei anni dall’inaugurazione – ma riservati esclusivamente a braccianti con il permesso di soggiorno. La decisione del governo regionale di smantellare ‘definitivamente’ il Ghetto, secondo quanto definito nel ‘Piano di azione sperimentale per un’accoglienza dignitosa e il lavoro regolare dei migranti in agricoltura’, deliberato il 2 aprile 2014 (pubblicato nel B.U. R. Puglia del 16 aprile successivo), entro il mese di luglio. Ma quel Ghetto è rimasto lì, sospeso tra il sogno e la speranza impossibile di spazzare via quel regno di illegalità e prevaricazione, e garantire al tempo stesso a migliaia di ‘ospiti’, in particolare nella stagione estiva, una transizione e una permanenza decente, almeno decente, e alla luce della legalità.
Cambiato poi l’esecutivo regionale, il Presidente Michele Emiliano, dopo essersi sbilanciato nell’ennesima promessa nel corso di un convegno alla Fiera del Levante nel settembre dello scorso anno, ai primi di gennaio ne aveva annunciato la chiusura ‘ad horas’. E oggi, dopo l’ennesimo inquietante episodio che ha riacceso i riflettori mediatici sul Ghetto, ha spiegato che l’incendio della scorsa notte ha preceduto di qualche giorno le operazioni di ‘sgombero umanitario’ da attuare d’intesa con la Prefettura di Foggia per porre fine ‘a una situazione inaccettabile dal punto di vista umanitario, igienico e di ordine pubblico’. Ci sarebbe un nuovo Piano, per mettere fine a una vergogna che una fine sembra non conoscerla. Questione di giorni, dopo oltre un decennio di attesa. Speriamo”.

Redazione Stato Quotidiano.it

Ghetto di Rignano, Barone: disastro figlio negligenza governanti ultima modifica: 2016-02-15T15:50:51+00:00 da Redazione



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