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Incendio Rignano, Mennea: “La Protezione civile garantirà la tutela degli esseri umani”


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Bari. Il presidente del comitato di Protezione Civile del Consiglio regionale, Ruggiero Mennea, ha preso parte questa mattina al comitato per l’ordine e la sicurezza tenutosi in Prefettura a Foggia, convocato d’urgenza sulla questione dell’incendio che ha distrutto in parte il ghetto di Rignano Garganico dove attualmente vivono circa 300 immigrati che lavorano nelle campagne della zona.

Mennea ha spiegato che “questo governo regionale sta lavorando per risolvere il problema alla radice, tanto è vero che oggi pomeriggio era stato convocato l’incontro che doveva stabilire il piano operativo per la chiusura del ghetto e l’attivazione del modello di case modulari che dovranno ospitare i lavoratori nei pressi delle aziende in cui lavorano. Questo per allontanarli definitivamente dal ghetto e da una condizione di sfruttamento, legata alla presenza dei caporali. Teniamo conto del fatto – aggiunge Mennea – che attualmente il ghetto ospita 300 persone, ma nel periodo di raccolta del pomodoro queste diventano duemila”. Il ruolo della Protezione civile potrebbe essere importantissimo nella gestione di questa emergenza che, per fortuna, non conta vittime ma solo intossicati. “La nostra sezione di Protezione civile, proprio in virtù del progetto Smart Protezione Civile Puglia, intende – spiega ancora Mennea – attivare un’iniziativa che porta ad occuparsi anche dell’emergenza immigrati in generale perché riteniamo che la tutela degli esseri umani, al di là del Paese di appartenenza, sia sacrosanta”.
Redazione Stato Quotidiano.it

Incendio Rignano, Mennea: “La Protezione civile garantirà la tutela degli esseri umani” ultima modifica: 2016-02-15T16:50:09+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    Incendio ghetto Rignano. Cera: “Situazione insostenibile, cosa stiamo aspettando?”

    Nota del presidente del gruppo I Popolari, Napoleone Cera

    “Quattro migranti, questa notte, sono rimasti intossicati durante un incendio che ha colpito il cosiddetto “Ghetto di Rignano Garganico”. Una baraccopoli che si trova nel territorio a cavallo tra Foggia, Rignano Garganico e San Severo. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma la situazione era e resta gravissima. Innanzi tutto vorrei esprimere la mia solidarietà ai quattro migranti intossicati. Ma vorrei anche ribadire che occorre quanto prima risolvere la questione. Non è la prima volta, infatti, che si verificano incidenti di questo tipo, a testimonianza del fatto che la situazione sia diventata ormai insostenibile. La baraccopoli è totalmente abusiva, pericolosa, sporca, priva di servizi igienici adeguati, ai limiti dell’umanità. Ci vivono persone in condizioni estreme e questo è inaccettabile. Senza dimenticare che rappresenta uno dei peggiori simboli del caporalato. Una macchia per l’intera regione Puglia, da sempre terra di accoglienza.
    Come è possibile permettere tutto questo? Il governo regionale da anni promette la chiusura del ghetto. Ma ad oggi nulla è stato fatto. Che fine ha fatto “Capo Free? Ghetto Off”? Il piano di azione sperimentale per un’accoglienza dignitosa e il lavoro regolare dei migranti in agricoltura avrebbe dovuto risolvere la questione, invece il ghetto è ancora lì. Cosa s’intende fare in proposito? Speriamo solo che non servano altri incendi perché s’intervenga in modo definitivo”. /comunicato

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