Manfredonia
Da nove anni Michele Nenna porta avanti la tradizione

Manfredonia, “un pian terreno per salvare ‘I Sepolcri in casa’”

Nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo, l’altare sepolcrale era visitato da numerose devote e pie donne, che solevano sedersi intorno al Sepolcro


Di:

Manfredonia – “SALVIAMO la tradizione dei ‘Sepolcri in casa’”. Appello a Stato Quotidianodi Michele Nenna, promotore da anni di un’antica tradizione per la quale, fino al termine degli anni ’50/ inizi anni ’60, dal Giovedì al Venerdì Santo era consuetudine secolare a Manfredonia allestire “u Sebbòleche” (il Sepolcro) nei pianoterra “ndi suttène”, nelle scale di abitazioni rialzate “sope i pertungine” e negli androni di antichi Palazzi del centro storico della Città.

Da nove anni Michele porta avanti tale usanza, “lasciando aperto” il sepolcro al pubblico fino a tarda sera. “Si tratta di una tradizione antichissima, molto diffusa a Manfredonia nei primi anni del ‘900 –aveva detto Michele a Stato-. La sera all’apertura si recita il Rosario tutto rigorosamente in dialetto. Successivamente si recita la cosiddetta “giugulatoria”. Tanta dedizione per l’allestimento del sepolcro, curato nei dettagli con statue, dipinti e oggetti simbolici.

“Si tratta però di una tradizione che sta perdendo il clamore di un tempo, forse perché ormai –ha detto Michele- manca l’usanza di tramandare, di generazione in generazione, i diversi riti che un tempo facevano da sfondo alla festività pasquale, allontanando da essi anche i giovani”.

Per continuare a conservare la tradizione a Manfredonia dei ‘Sepolcri in casa’, da Michele rinominata “Esposizione dei misteri in casa”, è necessario trovare dei cittadini “disposti a offrire gratuitamente un piano terra in zona San Francesco (via I° Maggio, Via Pasubio, zona Cimitero) dal 17 marzo 2016 al 13/14 aprile”.

“Mi appello a tutti i manfredoniani di cuore, per poter continuare a preservare questa importante tradizione pasquale”.

E’ possibile contattare Michele a questo numero: 340 7007797 o la Redazione di Statoquotidiano: segreteria@statoquotidiano.it

———————————————————————
I Sebboleche (sepolcri in casa a Manfredonia)
– FINO alla fine degli anni ’50, inizi anni ’60, dal Giovedì al Venerdì Santo, era consuetudine secolare a Manfredonia allestire “u Sebbòleche” (il Sepolcro) nei pianoterra “ndi suttène”, nelle scale di abitazioni rialzate “sope i pertungine” e negli androni di antichi Palazzi del centro storico della Città.

Uno dei sepolcri più spettacolari, tra quelli allestiti nel ‘900, era quello costruito dalla signora Addolorata Guerra nel seicentesco palazzo Delli Santi “ndu pertòne i Sande”, in via Santa Maria delle Grazie. Mi raccontava anni fa, Mattia Guerra, una anziana pia donna, della “rivalità” che esisteva sia nelle chiese sia nelle case, nell’allestimento del più bel Sepolcro.

L’addobbo del sepolcro in casa, fino agli inizi degli anni ’60, era eseguito con fiori, piante ornamentali, drappi rossi, piatti di grano germogliato (alto 25-30 cm) e intrecciato con nastri, piatti di germogli di lenticchie, lupini, e cicerchie (con riferimenti ai Giardini di Adone), messi al bagno in contenitori con semina in zolle di terra a forma circolare o a mò di Croce. Dopo la semina del grano e dei legumi le piantine venivano tenute in un luogo al buio, per accelerare la crescita. I sepolcri erano illuminati con lumini a olio. L’olio veniva questuato dalle “bezzoche” (per i lumini del sepolcro nelle Chiese), mentre da ragazzine per i sepolcri che veniva preparati nelle abitazioni.

Alla base del Sepolcro veniva collocata una statuina di Gesù Morto in posizione supina “Criste murte ‘nderre”, insieme a statuine o busti che rappresentavano la passione di Cristo “Criste alla cannocce” (Cristo legato con una canna tra le mani), “Criste alla Chelònne” (Cristo legato alla colonna). Il Sepolcro veniva altresì, addobbato con statuine dell’Addolorata, Cristo in Croce con ai due lati le due croci con i due ladroni “u mal latròne” (il cattivo ladrone) e il “u bbune latròne” (il buon ladrone); su un altro ripiano del sepolcro veniva messo il “Calvario” (la croce sulla quale erano posti gli strumenti del martirio:la corona di spine, il martello, la tenaglia, i chiodi, la scaletta etc.), e l’Addolorata con Cristo morto tra le braccia.

Era usanza, per devozione, che quando si vestiva l’Addolorata alcune pie donne in segno di lutto si tagliavano le trecce (i capelli una volta si portavano legati a mò di trecce) e con le stesse si rifaceva la parrucca nuova alla Madonna per il Sepolcro. Agli inizi degli anni ’60, questo antico rito del sepolcro allestito in numerose case è scomparso, sostituito da piccoli altarini allestiti su mobili di casa. Verso la fine degli ’90, Gaetano (Tanine) Lauriola, sagrestano, organista e cantore dalla bella voce tenorile, allestitore per anni,tra il Giovedì e il Venerdì Santo, presso la Chiesa di S.Matteo, del più bel e tradizionale sepolcro di tutte le chiese di Manfredonia, approntò per anni uno straordinario sepolcro nella sua abitazione in via delle Antiche Mura.

Nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo, l’altare sepolcrale era visitato da numerose devote e pie donne, che solevano sedersi intorno al Sepolcro e cantare insieme a Lauriola antichi canti popolari della Passione di Cristo in una atmosfera commovente e struggente. Dopo la morte di Lauriola, un giovane sipontino, un certo Michele Nenna, ha intrapreso da alcuni anni l’allestimento del sepolcro in un pianoterra in via Podgora, per continuare, in questo modo, una tradizione, che sembrava scomparire per sempre.

E’ possibile visitare, anche quest’anno, il bellissimo sepolcro di Michele Nenna, tra Giovedì e Venerdì Santo, in via Podgora, dove pie donne insieme a Nenna reciteranno e canteranno antiche preghiere, nenie e canti popolari della Passione, in dialetto manfredoniano.

*Da studi e letture di libri, di articoli di giornali e di riviste varie sui riti e tradizioni della Pasqua, non solo della Puglia ma anche di altre regioni, ho riscontrato che Manfredonia, è stata una delle poche Città, forse l’unica, in tutto il centro meridione, dove era radicato il rito dell’allestimento dei sepolcri nelle case e negli androni dei palazzi. Uno studio più approfondito del perché di questa unicità, troverà spazio nella mia prossima pubblicazione “I Riti della Pasqua a Manfredonia”.

* Va ricordato che il Sepolcro è il luogo di reposizione “du Sacramende” di Gesù Eucarestia. (A cura di Franco Rinaldi)

VIDEO


Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

Manfredonia, “un pian terreno per salvare ‘I Sepolcri in casa’” ultima modifica: 2016-02-15T17:00:13+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • fato

    Grazie per questa rivisitazione delle usanze locali Che se qualcuno le divulga male non fa.abbiamo bisogno di riscoprire i valori e le tradizioni.un bell’articolo.a risentirci al prossimo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi