Cinema

Quasi amici – O. Nakache & É. Toledano, 2011


Di:

Éric Toledano e Olivier Nakache (fonte: movieplayer.it)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Intouchables
Nazione: Francia
Genere: commedia

A quasi due mesi dall’uscita italiana (24 febbraio 2012), l’inizialmente misconosciuta e innocua opera dei due amici-registi Olivier Nakache e Éric Toledano tiene oggi ancora saldamente banco nelle sale cinematografiche con un costante successo al botteghino senza colpi d’arresto. E’ merito di un passaparola questa volta meritocratico e di una formula semplice e vincente verso un’utenza molto larga, dallo spettatore occasionale fino al cinefilo più esigente.
Quasi amici, ispirato ad una storia vera, narra l’insolito rapporto tra Philippe, ricco tetraplegico dai raffinati gusti, e Driss, un improvvisato badante senegalese dai trascorsi delinquenziali. La loro relazione lavorativa si trasformerà in una bizzarra amicizia virile.

Quasi amici - Locandina

Candidata e premiata ai Premi César 2012, Premi Lumière 2012 e al Tokyo International Film Festival 2011, questa brillante commedia a base drammatica è una vera boccata d’aria fresca e pulita in una categoria, la commedia, che (non solo) in Italia conta una devastante e desolante quasi totale prevalenza di bieca comicità da basso avanspettacolo. Entusiasma veder applaudito e riconosciuto dal pubblico un lavoro così ben fatto, ma al contempo desta rabbia verificare quanto ciò accada solo se ne è veicolo un’esca di massa (il soggetto ed una comicità largamente condivisa), tristemente consapevoli che la diffusione del cinema di qualità non possa affrancarsi da strategie di marketing e sociali.

Quasi amici è una perfetta e genuina commedia imperniata su una formula semplice e consolidata (scontro tra opposti), sviluppata armoniosamente senza cedimenti e prolissità, architettata per passare gradualmente dalla fase di aspettativa dello spettatore dinanzi alla conoscenza dei due distanti protagonisti fino ad una serie di esilaranti gag magistralmente ricamate nel racconto. Siamo molto – e fortunatamente! – lontani dagli squallidi collage zelighiani che usano una debole storia come pretesto essendone, invero, indipendenti: qui ogni parte è ben amalgamata ed integrata, su un gioco facile, è vero, ma portato avanti con maturità e professionalità.

Ne sono prova tantissimi dettagli.
A cavallo di una sceneggiatura, come si diceva, ben strutturata e scevra di colpi a vuoto, due grandi interpreti occupano la scena, con una nota di merito per Omar Sy, di una bravura da standing ovation in una sorta di moderno Eddie Murphy depurato dai suoi aspetti macchiettistici tante volte rei di prepotenza cabarettistica, capace di fondere gli aspetti drammatici a quelli comici e umani mantenendo credibile l’intero personaggio. Di un’energia strepitosa, lascia al protagonista ufficiale, François Cluzet, il compito di spalla per situazioni comiche a tratti esplosive, come nello scambio di gusti musicali davanti ad una privata orchestra da camera.

Quasi amici - Dal film

Ulteriore e pregevole merito di questo scoppiettante lavoro è nella delicatezza della trattazione della malattia, mai adagiata su pietismi, facili compassioni e sentimenti, che lasciano posto a dissacrazioni che raccontano molto più e meglio le necessità emotive consegnate da un handicap. E in questo gioco di equilibri svolge egregio lavoro la colonna sonora di Ludovico Einaudi, la quale, dosata con opportunità, accompagna e sottolinea felicemente gli aspetti drammatici e tristi di entrambi i protagonisti senza mai sforare nel patetico.
Ancora meritevole di segnalazione il montaggio, che non ha terreno fertile su una commedia, ma mostra chiaramente le sue potenzialità nella sequenza iniziale d’inseguimento, fluida e dinamica come nei migliori film d’azione.

Quasi amici, avvitata su un plot ed una struttura classica ma non innovativa, non segna la storia del cinema, ma, se n’è certi, segnerà il 2012.
Imperdibile, è un buon esercizio, sul confronto con tanto cinema del genere, per chi ritiene non esistano parametri qualitativi per valutare il comico.

Valutazione: 7/10
Spoiler: 3/10

AltreVisioni

Lamerica, G. Amelio (1994) – cinema on the road per un viaggio nella speranza senza demagogie e pietismi * 7.5
Una sconfinata giovinezza, P. Avati (2010) – nostalgia come patologia della mente. Bravi interpreti per un film gracile ma non disprezzabile * 6
Fido, A. Currie (2006) – commedia horror a base zombie visivamente graziosa, ma che si esaurisce dopo il primo quarto d’ora * 4

In Stato d’osservazione

Diaz, D. Vicari (2012) – * 13apr
A Roma con amore, W. Allen (2012) – * 20apr
Il primo uomo, G. Amelio (2011) – * 20apr
Quella casa nel bosco, D. Goddard (2012) – * 20apr
The Avengers, J. Whedon (2012) – * 25apr

Quasi amici – O. Nakache & É. Toledano, 2011 ultima modifica: 2012-04-15T17:03:00+00:00 da Alessandro Cellamare



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