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Canone Rai: chiesto rinvio data autocertificazione

Canone Rai: chiesto rinvio data autocertificazione


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Roma. “Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sul canone Rai, che ha sospeso “l’espressione del parere, in attesa che l’Amministrazione svolga gli adempimenti”, il Governo non può procedere come se nulla fosse, limitandosi ad uno spostamento dei termini per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione dal 30 aprile o 10 maggio attualmente previsti al 15 maggio” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Spostare di 5 giorni i termini per l’invio telematico della dichiarazione suona come una presa in giro. Il ministero dello Sviluppo economico, infatti, deve rifare integralmente la nota del 22/2/2012 sui chiarimenti relativi alla definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni. Fino ad allora il cittadino è impossibilitato a presentare la dichiarazione di non possesso prevista dal quadro A della dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato, che, non a caso, attualmente cita e richiama la nota del 2012. Altrimenti il contribuente rischia di fare una dichiarazione mendace, con conseguenze penali. Il modellino attualmente predisposto dall’Agenzia delle entrate, quindi, va rifatto” ha proseguito Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede, quindi, la convocazione urgente del CNCU, alla presenza del sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Ricordiamo che anche il Consiglio di Stato considera quell’ “elemento informativo particolarmente utile per i cittadini (…) in riferimento all’autodichiarazione concernente il mancato possesso di apparecchi che gli stessi devono effettuare e alle conseguenze di carattere penale che possono derivare da una dichiarazione mendace”. “Quanti giorni di tempo si intendono dare al cittadino per poter compilare la dichiarazione, considerato che siamo già al 15 aprile e che, dal giorno in cui Agenzia ha emanato il modellino, ossia dal 24 marzo, sono già trascorsi inutilmente 22 giorni?” ha proseguito Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede lo slittamento al 31 maggio del termine per presentare la dichiarazione e lo spostamento al 15 giugno della data entro la quale l’ Acquirente Unico dovrà a sua volta trasmettere alle imprese elettriche tutte le informazioni necessarie all’ addebito del canone nella bolletta elettrica. “Altrimenti, è evidente che il Governo ed il Parlamento dovranno modificare urgentemente la legge di stabilità, rinviando la scadenza di luglio per il pagamento della prima rata del canone. Sarebbe, anzi, più serio e logico tornare a prevedere, per il 2016, il pagamento in unica soluzione per il mese di ottobre” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione ricorda alcuni dei problemi ancora irrisolti:

Radio: nella nota del Ministero per lo Sviluppo Economico del 22/2/2012, alcuni tipi di radio sono ancora indicati tra gli apparecchi atti a ricevere. Di conseguenza, il modello costringe il cittadino che possiede solo radio (e non deve, quindi, pagare il canone) a dichiarare il falso barrando ugualmente la casella, visto che non esiste altra strada per l’esenzione dal canone. Nella tabella della nota Mise del 2012, infatti, si riporta ancora che sono atti alla ricezione (quindi il canone va pagato): i ricevitori radio fissi, i ricevitori radio portatili, i ricevitori radio per mezzi mobili, i lettori Mp3 con radio FM integrata.

Vecchi tv analogici: decisamente poco chiaro cosa dovevano fare i possessori di vecchie tv analogiche, usate solo come monitor. Sono pochi giorni fa, la Rai (ma quello che è scritto nelle Faq della Rai non ha valore di legge, quella che conta è la nota del Mise) ha sostenuto che chi possiede un vecchio televisore analogico non deve pagare il canone, salvo poi ribadire che se “uso l’apparecchio televisivo solo come monitor per il computer o per vedere videocassette, devo pagare il canone tv”, senza distinguo tra tv vecchie e nuove.

Insomma, difficile distinguere che fare tra vecchie tv analogiche senza decoder digitale e nuove tv, private del sintonizzatore, usate entrambe solo come monitor per vedere vecchie videocassette. Tanto più che la nota Mise del 2012, l’unica che conta, nella tabella, senza alcun distinguo tra tv analogico e digitale, inserisce i “Ricevitori tv fissi” nell’elenco delle apparecchiature che devono pagare, mentre tra le apparecchiature né atte né adattabili inserisce solo i “PC senza sintonizzatore TV” e non anche le TV private del sintonizzatore.

Canone Rai: chiesto rinvio data autocertificazione ultima modifica: 2016-04-15T17:26:02+00:00 da Redazione



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