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Biancolino ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?


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Biancolino, man of the match (cn4.it)

Cosenza – MINUTO numero 84′. Nell’afa dello stadio San Vito i 1550 tifosi rossoblu ammutoliscono. Seicento chilometri più a nord, sotto la pioggia di Terni, l’Andria segna il gol del 2-3. Quello che, in sostanza concreta, garantisce ai federiciani di festeggiare all’ultimo secondo utile la permanenza matematica in Prima divisione. Deviando il Cosenza in direzione delle Forche Caudine dei play out. Un Cosenza che, con buona pace di un Foggia sciatto e svogliato, sbadiglievole nel tepore estivo della città silana, aveva pure svolto il compitino metodico mettendo in cassaforte gli ultimi tre punti della regoular season con il solito golletto di Biancolino realizzato a satanelli dormienti al 29′ del primo tempo. Palla persa a centrocampo, contropiede, tocco sotto e 1-0.

Una formalità certo, sebbene Zeman non abbia guardato al calendario. In campo tutti i migliori e Foggia in formazione quasi tipo. Con l’assenza di Salamon e lo spostamento di Kone in regia, a destra il boemo schiera Agostinone subito avanti a Caccetta, con Rigione che torna al centro della difesa ed il solito trio offensivo. Non c’è da stupirsi, dunque, se a fine gara, dagli spogliatoi calabresi, il tecnico di Praga sbotta. Alla mente torna anche la manina furba del bomber dei lupi della Sila Biancolino nel girone d’andata: “Sono molto arrabbiato” ha tuonato Sdenko con i giornalisti, bacchettando “questo atteggiamento” dei rossoneri e constatando la mancanza delle motivazioni.

Fatto sta che la vera partita è quella che si consuma sugli spalti. Con i tifosi di casa in perenne fiato sospeso. Prima tristezza al vantaggio dell’Andria, poi l’esplosione al pareggio della Ternana, poi nuova desolazione al capovolgimento umbro, estasi all’ics rinsaldato, depressione al 2-3 definitivo. In mezzo, una partita tutto sommato noiosa, appesantita dal caldo e dalla melina delle squadre. Eppure, dopo neppure cinque minuti, Sau – ufficialmente re del gol nel girone B della priva divisione di Lega Pro – centra il palo ed induce a credere che si tratti di incontro vero. Passano 6′ ed è Farias a seminare il panico della retroguardia cosentina. Il brasiliano parte da destra si beve due avversari e serve Sau che, da limite, conclude in braccio a Marino. Il Cosenza è mogio, in attesa di conoscere, di capire, di tastare il polso alla classifica. E si espone alle sfuriate dei dauni. Al 13′ Insigne da urlo. Tunnel su Ungaro, dribbling su Musca, spettacolo puro fino alla puntata che spedisce il pallone ad impattare contro le gambe dell’estremo silano. L’ultima azione del Foggia è timbrata Farias che, al 20′ prova dal limite a bucare la resistenza di Marino. La sua botta, da posizione decentrata, scalda soltanto i guantoni del portiere. Nove minuti dopo, il vantaggio dei padroni di casa spegne i bollori di ragazzi di mister Zeman, che tirano i remi in barca e lasciano che i rossoblu prendano in mano le sorti dell’incontro. Che significa paralizzare ogni fonte di gioco. Tanto che, negli spogliatoi le squadre entrano senza un filo di acido lattico nei muscoli

Nella ripresa la radio dell’incontro resta sintonizzata sulle frequenze della noia. Solo Insigne (4′) e Kone (28′) tentano di dare il senso ad una giornata da sombrero e siesta, ma senza risultati concreti. Poi, il gol dell’Andria spegne ogni velleità e getta acqua sul fuoco dei festeggiamenti. Perfino la speaker calabrese, acquista in flemma a tutto scapito dell’allegria. Il San Vito tornerà ad aprirsi. Per lo Zaccheria, invece, se ne parla il prossimo anno, con tanti rimpianti ma poche certezze.

I TABELLINI – COSENZA: Marino, Musca, Giacomini, Ungaro, Fernandez, Matteini (dall´80´ A.Fiore), Aquilanti, Roselli, Biancolino, S.Fiore, Essabr (dal 77´ Degano). In panchina: De Luca, Scarnato, Thackray, A.Fiore, Martucci, Sommario, Degano. Allenatore: De Rosa
FOGGIA: Santarelli, Caccetta, Regini, Kone, Rigione, Romagnoli, Farias (dal 63´ Varga), Agostinone, Sau, Laribi (dall´80´ Marinaro), Insigne (dal 63´ Agodirin). In panchina: Dazzi, Candrina, Tomi, Marinaro, Salamon, Varga, Agodirin. Allenatore: Zeman

LE PAGELLE – Santarelli 6.5. Giornata inoperosa. Qualcuno lo ha visto contrattare con una vedova silana l’acquisto di un prezioso ventaglio in seta per smuovere l’aria ferma dell’area di rigore foggiana e trovare conforto dal caldo agostano. Peccato che le trattative si siano svolte in occasione di quell’unica occasione seria capitata sui piedi della volpe Biancolino. Si riscatta alla grande nel finale. Qualche incertezza sulle uscite, ma se la cava sempre. Non abituiamoci, tanto partirà anche questo. Destinato
Caccetta 6. Sarà l’atmosfera da rompete le righe, ma, per una volta, non fa piangere ed incazzare peggio di una puntata di Elisa di Rivombrosa. Anzi, nelle battute finali si destreggia decentemente anche in fase difensiva. Un paio di volte fa anche bei cross. Tardivo
Regini 6.5. L’unica cosa che consola è che, pur in caso di promozione, sarebbe tornato alla casa madre blucerchiata. Nel suo destino c’è la serie B. E c’andrà. E’ la nota delle note positive dell’anno primo della seconda èra zemaniana. Anche quando potrebbe dormire, corre come un cavallo imbizzarrito. Meritava la fascia di capitano. Con lui, il Foggia perde un gioiello. Spreco
Kone 5.5. E’ il primo, l’ivoriano, a dire che, se dovesse rimanere Sdenko, allora anche a lui non dispiacerebbe riprovarci. Stranamente, in questo, è stato il più veloce di tutti. Gioca da play e randella che è un piacere. Ma non imposta che il minimo indispensabile. E, a volte, nemmeno quello.
Rigione 5.5. Come Costacurta, sopravvive perché, accanto, ha chi copre le sue magagne. Billy aveva Franz Baresi, lui, a proposito di Milan, Romagnoli. Indeciso in molte occasioni, si lascia bucare sul gol del vantaggio. Da regolare
Romagnoli 7. Il voto risente della continuità impressionante che ha contraddistinto tutta la sua stagione. Anche a Cosenza non ne sbaglia una. Il Varese già lo corteggia per affidargli le chiavi della difesa. Il Pakistan lo avrebbe chiamato per prevenire l’attacco dei droni Usa. Smentisce l’adagio: a fare per tre è sempre lui. Radar
Farias 5.5. Veloce ma poco incisivo. Il Foggia si butta a sinistra e lui resta fuori dal gioco d’attacco. Quando prova a fare tutto da solo, si scontra contro il lunghissimo Marino. Bisognerebbe proporgli sin da ora l’occasione del riscatto. I numeri ci sono, serve continuità. Prenda esempio da Romagnoli.
Agostinone 5. Veloce nel giorno in cui non serve a nulla. S’impegna ma è un po’ pasticcione. Non ha il piede caldo, sbaglia cross, lanci, passaggi e punizioni. Il disimpegno dei compagni ed un campo non proprio ottimo lo penalizzano. Va bene l’impegno, ma bisogna concretizzare, Oggi non lo voleva nessuno. Forse, nemmeno lui
Sau 5. Capocannoniere spento.
Laribi 5. Mai in partita, si è addormentato un paio di mesi fa e nessuna bella principessa è riuscito a farlo rinsavire. Il piedino ce l’ha addormentato e questo nuoce a tutto il Foggia, cui sono mancati, e tanto, i suoi suggerimenti ed i suoi spunti. Non rende quanto dovrebbe. Al San Vito non si vede mai. Do not disturb
Insigne 6. Lo scugnizzo di Frattamaggiore ha provato a graffiare. Solo lui, in pratica, ha creato qualche grattacapo alla difesa rossoblu. Da show l’azione del primo tempo con cui si beve un’intera difesa, per poi sparare su Marino. Al Napoli non serve. Al Foggia sì
Zeman 5.5. Di più non poteva fare. Questa è la squadra. Resta, non resta, resta non resta. La margherita passa a Casillo. Consola che, perlomeno, non ha subito l’imbarcata di fine anno.

Biancolino ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? ultima modifica: 2011-05-15T18:51:13+00:00 da Piero Ferrante



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