Editoriali
Una legge ristretta, ritagliata qua e la, che merita appena la sufficienza

La legge sforbiciata

Le forbici ad escludere, al momento, la possibilità di affrontare temi importanti, l’adozione del figlio del partner era solo un piccolo punto

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Roma. Una legge importante quella che reca il titolo “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” appena approvata dalla Camera. Importante non solo per le coppie omosessuali, tutta l’attenzione solo su di loro. C’è infatti una parte che disciplina le convivenze, lungamente agognata dagli stessi eterosessuali, che potranno stipulare i loro contratti di vita comune davanti ad un notaio, finalmente con tutele di tipo successorio ed assistenzialistico. Una legge insomma, che colma un vuot giuridico ormai divenuto insostenibile per un paese civile. Una legge, soprattutto che sancisce delle ridefinizioni culturali importanti per tutti i conviventi, gay o etero che siano, sul piano civile, sul piano sociale e su quello giuridico. Una legge, comunque, che “dice” a tutta la società. Eppure una legge ristretta, ritagliata qua e la, che merita appena la sufficienza; ma Renzi, il grande comunicatore che tutto gestisce, ne fa squilli di tromba e trionfalismi a gogò. Io sto con Michela Marzano, che ha rassegnato le sue dimissioni dal gruppo Pd alla Camera criticando la posizione assunta dal partito sulle unioni civili. Non si poteva fare oltre perché non ci sarebbero stati i numeri, e questo treno non sarebbe stato fatto passare?? Bene, meglio dirlo chiaramente! Piuttosto che autoincensarsi col lavoro svolto “ottimo ed abbondante”.

Anch’io credo che“aver eliminato ogni riferimento a famiglia e familiare – parlando delle unioni civili come una semplice specifica formazione sociale – e aver stralciato la stepchildadoption rappresentino un vulnus difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente”. Dobbiamo “pesare” attraverso le parole i valori? Cioè dobbiamo temere di “scippare”, attraverso le parole,status superiori non spettanti ai fruitori della nuova legge perché ancora, e sempre, sovrapponiamo, identifichiamo e confondiamo tout court piano civile e piano fideistico? Non sono famiglie fattuali quelle costituite da coppie etero o gay non sposate?Non possiamo permetterci di uscire dal dito dietro il quale ci nascondiamo per il sacro terrore che crollino totem simbolici in alcun modo minacciati, a onor del vero, dalla nuova legge?

Le parole demarcano, ma anche confondono territori che tra loro andrebbero distinti. Qualche tempo fa, promuovemmo un convegno, mentre il ddl Cirinnà era da “partorirsi”. Ci fu un piccolo dibattito interno; io ero per chiamare l’incontro “famiglie”, semplicemente. E non “famiglie arcobaleno”. Questo sia per dare l’idea dell’apertura, a 360 gradi, al confronto fra tutte le tipologie di famiglie fattuali e/o formalizzate oggi esistenti, sia per dare la disponibilità davvero a tutti d’intervenire. Non era un incontro creato solo per parlare di o ad alcuni. Inoltre, ritenevo che fosse un segno importante, culturalmente importante, attribuire il sostantivo famiglia (socialmente e non strettamente fideisticamente intesa) ad ogni formazione nucleareesistente.
Le parole non possono creare gerarchie di status. I piani non possono essere sovrapposti, fatti salvi i valori e l’etica morale di ciascuno.

La “legge sforbiciata” è un punto di partenza. Le forbici ad escludere, al momento, la possibilità di affrontare temi importanti, l’adozione del figlio del partner era solo un piccolo punto, ma già su questo una levata di scudi che nemmeno s’immagina, e che ancora continua!Come la possibilità per i conviventi (etero o gay) di adottare secondo le norme e i criteri già in vigore per le coppie sposate. La scienza da decenni studia il tema; la scienza promuove le relazioni efficaci tra genitori e figli e indica che i ruoli possono essere espletati anche slegandoli dal sesso biologico, e, infine, non è promoter del vangelo, perché non ha giurato sul vangelo (per parafrasare l’arguto premier).

Se la maternità surrogata è percepito come un fantasma negativo e terrifico che spaventa, trasversalmente, tanti perché non affrontare la discussione in via diretta e risolutiva attraverso il percorso dell’adozione ex lege? Totem troppo strutturati nel pensiero comune;la paura “allaga” grandemente ogni possibilità di confronto e discussione. L’immagine che accompagna il testo, un “manifesto funebre” affisso dal parroco di Carovilli, a testimonianza di come la confusione sulle questioni alimenti la confusione del mondo.

“Nominare in maniera corretta le cose è un modo per provare a diminuire la sofferenza e il disordine che ci sono nel mondo”. Albert Camus

(A cura della dottoressa Vittoria Gentile, Manfredonia 15.05.2016)



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