Cultura
Questa edizione, con la traduzione di Anna Rosa Azzone Zwifel, è arricchita dal testo tedesco a fronte e dall’introduzione di Giuliano Baioni

Tonio Kröger – T.Mann, 1977

La malinconia, in particolare, è sempre presente nel giovane Tonio che già dal nome svela le sue contraddizioni, tutte interiori, tra origini borghesi e attrazione per l’arte, ovvero tra il paterno e il materno, o ancora tra nord e sud

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Bologna/Manfredonia. “Tonio Kröger” è apparso per la prima volta in edizione BUR nel 1977. Questa edizione, con la traduzione di Anna Rosa Azzone Zwifel, è arricchita dal testo tedesco a fronte e dall’introduzione di Giuliano Baioni.

TONIO KRÖGER. Tonio Kröger, scrittore in erba, si trasferisce da Lubecca a Monaco dove raggiunge la celebrità letteraria. La fama non placa però la sua irrequietezza e il suo senso d’inferiorità nei confronti di coloro che, come l’amico Hans e la giovane Ingeborg, sono tanto lontani dall’arte quanto semplici, liberi e spontanei nel vivere. Vero e proprio ritratto dell’artista da giovane, Tonio Kröger ruota intorno al contrasto, acutamente sentito da Thomas Mann, tra le esigenze dell’arte, che lo portavano a un’esistenza fredda, artificiosa e lontana dal sentire comune, e l’inconfessata, profonda nostalgia per la pienezza del vivere, la solidità e l’onestà borghese.

ANALISI. Nella bella nota introduttiva di Giuliano Baioni leggiamo che Thomas Mann ha definito “Tonio Kröger”, nelle “Considerazioni di un apolitico”: “Una mescolanza di elementi in apparenza eterogenei: malinconia e critica, intimità e scepsi, Storm e Nietzsche, stato d’animo e estro intellettualistico…”. La malinconia, in particolare, è sempre presente nel giovane Tonio che già dal nome svela le sue contraddizioni, tutte interiori, tra origini borghesi e attrazione per l’arte, ovvero tra il paterno e il materno, o ancora tra nord e sud. Tonio Kröger dice a Lisaweta: “La letteratura non è una professione o una vocazione, ma una maledizione” che nasce presto nell’animo sensibile di un artista portandolo all’isolamento, “si incomincia a sentirsi segnati, ad avvertire un incomprensibile contrasto con gli altri, i comuni e gli ordinari, e l’abisso di ironia, incredulità, opposizione, di conoscenza e di sentimento che separa dagli altri diventa sempre più profondo, è la solitudine, e da questo momento non è più possibile intesa”. “Tonio Kröger” è un piccolo capolavoro, scritto da Mann nel 1902 e pubblicato l’anno seguente, consigliato soprattutto ai ragazzi in età scolare, ai coetanei del protagonista nel quale si ritroveranno facilmente, anche perché è un’opera modernissima ed eternamente attuale, perché dice molte altre cose che vanno al di là dei concetti espressi ma che si percepiscono con estrema chiarezza, perché di fronte a pensieri del genere bisogna essere grati dell’esistenza della letteratura: “La felicità è amare, e carpire, a poco a poco, piccole illusorie vicinanze all’oggetto amato”.

L’AUTORE. Thomas Mann (1875-1955), una delle figure di spicco della letteratura europea del Novecento, fu insignito nel 1929 del Premio Nobel per la Letteratura.

A cura di Carmine
Thomas Mann
TONIO KRÖGER
1977, RCS Rizzoli

Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata



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