Manfredonia

“Con le soglie di Attolini resterebbe solo Foggia: salviamo il S.Camillo” (VIDEO)

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Un momento della raccolta firme per Corso Manfredi (st)

Manfredonia – “DIVENTEREMO la Città delle chiusure: prima il Tribunale, poi l’ospedale; quello che rimarrebbe di Manfredonia sarebbe un agglomerato di case: e noi sicuramente non lo vogliamo”. Raccolte firme da questo pomeriggio fino a domani della Federazione di Centro, Moderati e Centristi per Manfredonia e La Rosa Bianca per L’Italia, per la salvezza dell’ospedale di Manfredonia. L’iniziativa segue l’approvazione del Piano di rientro e di riqualificazione del SSR 2010-2012, modifica ed integrazione al Regolamento regionale 16.12.2010, n.18 e di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia, con dismissione entro il 31 dicembre 2012 dei reparti di Ginecologia ed Ostetricia di Manfredonia, causa il mancato raggiungimento della soglia dei 500 parti annui nel 2011.

“Sosteniamo il sindaco Riccardi nella sua campagna pro ospedale – dice il presidente di Moderati e Centristi Giovanni Caratù – ed anche i consiglieri regionali; certo saremmo felici di vedere vicini alla nostra raccolta firme anche gli altri gruppi politici: il futuro sanitario della città è a rischio”. “Dopo Foggia – aggiunge il capogruppo di MeC Matteo Troiano – il centro ospedaliero di Manfredonia assume una rilevanza strategica nel territorio, un genitore non può perdere il privilegio di poter far nascere il proprio figlio a Manfredonia; rispetto a San Giovanni la nostra città conta su 60mila abitanti ed un vasto bacino di utenza; certo il servizio va potenziato, specie nel post parto”. “La qualità del servizio spetta alla Regione e non al Comune – dice ancora il presidente Caratù – e dovrebbe essere l’assessore Attolini, e prima Fiore, a valutare le cause del mancato potenziamento del nostro punto nascita. Poi si parla della soglia dei 1000 parti annui: bene, anzi male, rimarrebbe soltanto Foggia e San Giovanni Rotondo, con la chiusura di Cerignola, San Severo”. “La nostra raccolta firme andrà avanti fino a domani sera, 16 giugno, finora l’esito è stato ottimo; le firme saranno inviate al nostro presidente Vendola; il problema è è sentito, la gente vuole essere ascoltata, vuole vivere”, termina Troiano.

Analisi dei parti San Camillo Manfredonia (2011/2010)

“La raccolta firme sta andando al di là di ogni più rosea aspettativa – dice il presidente de La Rosa Bianca Nunzio Giandolfi – puntiamo alle 2000; trovo assurde le soglie imposte da Attolini per i parti annui, Manfredonia potrebbe superare i 600 parti annui, il punto nascita deve continuare a vivere”.

Ieri l’incontro tra l’assessore Attolini e il sindaco Riccardi, speranze zero per ginecologia/ostetricia di Manfredonia. Verso una rivalutazione del Piano di riordino ospedaliero (dopo l’approvazione del regolamento relativo alla II fase ) ma nessuna speranza per il punto nascita. Al di là della raccolta firme, così dopo l’incontro di ieri tra il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi e l’Assessore Regionale alla Sanità, Ettore Attolini; l’incontro segue delle note a distanza tra sindaco e assessore, in seguito alla dismissione entro il 31 dicembre 2012 dei reparti di ginecologia ed ostetricia al San Camillo di Manfredonia. Causa: il numero dei parti inferiore al limite dei 500 annui. Dato contestato dal sindaco Riccardi per due motivazioni: doveva essere il 2010 e non il 2011 l’anno di riferimento per l’approvazione del regolamento (nel 2010 Manfredonia aveva superato i 500 – 515 – parti annui: “L’Accordo Stato-Regione, come da delibera, è del 16 dicembre 2010; la sottoscrizione nel gennaio 2011: come è stato possibile riferirsi al 2011?”), nel 2011 il reparto è stato chiuso per 4 mesi, con dato fermo a 329, dunque ipoteticamente superabili.


Posti letto ospedale civile San Camillo De Lellis (da 2010 a 2012 dopo P.rientro II - STATO@)

Riccardi ha invitato Attolini a rivedere il Piano, in particolare “rendendo più corposi i reparti con più specialistica, perché è necessario che l’area di Manfredonia sia attrezzata di un Ospedale che possegga una varietà di reparti tale da coprire tutte le eventuali necessità di cui il territorio abbisogna”.


Il Sindaco si è soffermato, in particolar modo, sull’assoluta inutilità di avere un reparto di Cardiologia senza che vi sia l’UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica), di cui è prevista la chiusura, ed ha quindi sottolineato questo controsenso logico oltre che di semplice assistenza sanitaria. L’Assessore Attolini, dal canto suo, ha assunto l’impegno di rivedere il Piano, nell’ambito delle valutazioni che sarà chiamata a fare la Commissione Regionale sulla Sanità, recependo parte delle considerazioni fatte dal Sindaco Riccardi nel corso dell’incontro odierno. Restano invece estremamente distanti le posizioni che riguardano il punto nascita sipontino. Riccardi ritiene, infatti, che la città e la struttura ospedaliera manfredoniana conservino i requisiti necessari ed indispensabili per mantenere attivo ed operativo il punto nascita; di diverso avviso è invece Attolini che sostiene che il taglio che riguarderà Manfredonia è soltanto uno dei tanti che seguiranno nei prossimi anni e che riguarderanno ancora altre strutture ospedaliere pugliesi, cioè tutte quelle che non avranno raggiunto la soglia minima dei 1000 parti annui.

Redazione Stato, ddf@riproduzione riservata

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Commenti


  • re carlo

    I giochi ormai sono fatti è inutile raccogliere le firme, Ognissanti invece di abbandonare lo schieramento, per protesta perchè non ti dimetti tu e Gatta???
    è dolce l’uva!!!!!!


  • aldo

    non ci arrenderemo mai.
    una citta come manfrendonia, con il suo interland e il suo circondario non può essere trattata cosi.
    evidentemente voglio battaglia sino alla fine.


  • giuseppe

    Sono dispiaciuto…. ma purtroppo in questo ospedale manca professionalità, educazione, rispetto…. per questo la gente preferisce andare altrove.


  • naty

    dobbiamo tentare……perciò corriamo a firmare!!!!!!!!!!!!!!!!!


  • saionara

    Alle firma partecipa anche il SEL di Manfredonia? Vendola si candiderà alle politiche, per favore i nostri (ahi) politici pensino (ahi) ad un candidato alla regione migliore e non d’alemiano(AHI). Attolini scomparirà e noi ci terremo l’ospedale chiuso, perchè uan volta chiuse le cose non si riaprono PIU’.


  • naty

    ma cosa dici??? rispetto, educazione, professionalità????io ho trovato sempre tutto partendo dai portantini, infermieri, ostetriche e dottori!!!!ho tre figli e in questi dieci anni non ho mai avuto nessun problema in quel reparto…anzi mi hanno sempre aiutata a superare tutti i miei problemi con molta educazione e professinalità!!!!!a volte siamo noi che ci poniamo male nei loro confronti….quello che dai..poi ricevi!!!!


  • fattinonparole

    Hanno salvato una struttura privata(chiusa per gravissimi motivi),e stanno facendo chiudere un bene pubblico.
    GRAZIE POLITICI


  • Matteo

    Si chiude il tribunale,si chiudono le fabbriche,si chiudono le aziende,si chiudono gli Ospedali,ma il comune quando lo devono chiudere definitivamentè?


  • rosisottocosta

    cosa raccogliete a fare le firme se la gente va a visitarsi e a partorire altrui un motivo ci sarà, forse in questo reparto si pensa solo ad incassare i soldi per la visita (in nero senza nessuna ricevuta da parte di qualche ginecologo che tutto ha ma non le doti per fare questo lavoro.)e non avere rispetto per la salute e per la vita della mamma e del bambino, forse era meglio pensare prima a combiare il comportamento di qualche incompetente chiamiamolo pure dottore.


  • io

    per MATTEO:Mai.perche’dove la trovano un’altra citta’ cosi’ addormentata?


  • renzo

    e comunque non vedo nessuna mobilitazione da parte dell’amministrazione comunale.
    anzi
    andiamo a riprendere le interviste trionfalistiche di qualche mese fa di Riccardi, Ognissanti, Gatta?
    tutti paladini della giustizia
    anzi della sanità.
    ma fateci il piacere andate tutti a casa.
    MANFREDONIA SVEGLIATIIIII


  • cicerone

    carissimi,osservo con piacere che ci sono più critiche per un cattivo funzionamento del presidio ospedaliero che per il solito detto manfredoniano “c nuaiiii”. Per il primo c’è soluzione, basta servirsi dell’URP sanitario, invece per il secondo ai-ai-ai-.Mi piace sottolineare un fatto veramente pietoso sull’argomento che mi lascia basito.Mi son fermato di fronte al banco dove si raccoglievano le firme e ho potuto notare con grande meraviglia che non si fermavano nè amministratori, nè assessori nè segretari politici della maggioranza a firmare ma andavano via quasi con disgusto. Allora mi chiedo se è tutta una bufala l’interessamento di costoro a mantenere aperto i reparti in questione; eppure il manifesto era abbastanza esplicito che il tutto era d’aiuto al Sindacon e ai due consigkiere regionali.Meditate gente , meditate e aprite gli occhi per le imminenti elezioni.


  • LE IENE

    Ma di cosa stiamo parlando? Noi manfredoniani siamo troppo menefreghisti per portare avanti battaglie civiche e non, in compenso sappiamo lamentarci bene e la colpa di cio’ che accade è sempre degli altri e dei politici che ci governano. Ma quando cresciamo? Fino alla fine ci toglieranno pure le mutande ma noi saremo felici pechè ci sentiremo più liberi. Hai hai hai!!!!!!!!


  • rita

    si lamentano che le puerpuere si dirigono in altri ospedali… ma con tre ginecologi sospesi ed altri indagati come si fa a non rivolgersi altrove ? hanno contribuito soprattutto loro al declino del reparto e il conseguente calo di parti….


  • Redazione

    Ringraziamo

    quanti hanno contribuito alla raccolta firme in difesa del nostro civico ospedale.

    La battaglia deve continuare perche’ non ha senso combattere la paventata chiusura di qualche reparto ma bisogna battersi affinche’ questa citta’ e questo ospedale abbiano un piano di sviluppo perche’ la prima citta’ della provincia di foggia ed i suoi cittadini non possono avere una sanita’ di serie b rispetto a Cerignola e San Severo, di dimensioni inferiori alla nostra citta’, che hanno un loro piano di sviluppo.
    impegnamo il sindaco in questa battaglia di civilta’.

    http://www.moderaticentristi.it

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