Cronaca

Condotta Ofanto, Amati: “Richiesto stato emergenza a Protezione Civile”

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L'assessore regionale Fabiano Amati (archivio)

Bari – “PER fronteggiare il rischio imminente di rottura della condotta Ofanto, che lascerebbe a secco diverse zone della Puglia, ho richiesto al capo Dipartimento della Protezione civile Prefetto Franco Gabrielli l’emanazione di un’ordinanza che permetta di dichiarare lo stato d’emergenza e quindi di accelerare i procedimenti amministrativi utili alla realizzazione degli interventi urgenti di mitigazione del fenomeno di dissesto, causato da un movimento franoso in corso nell’area del Comune di Melfi”. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, che ha inviato una lettera al Capo Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli. “Alla luce della necessità di realizzare gli interventi nel più breve tempo possibile e dell’evoluzione assunta dal fenomeno – ha detto Amati – ho richiesto in particolare a Gabrielli la nomina di un Commissario delegato con specifici poteri derogatori che possano assicurare la celere realizzazione delle opere, che continuando a seguire le vie amministrative ordinarie, potrebbero risultare tardive, mettendo in serio pericolo la pubblica e privata incolumità e l’approvvigionamento idrico per una cospicua parte della Regione Puglia”.

Nella lettera Amati ha spiegato che si tratta di una grave situazione di dissesto idrogeologico di un versante sito in agro del Comune di Melfi (Pz), ai piedi del quale scorre il fiume Ofanto e che la frana sta interessando primarie infrastrutture di pubblica utilità (la Strada Statale 401 “dell’Alto Ofanto e del Vulture” e la linea Ferroviaria “Avellino -Rocchetta Sant’Antonio) e un tronco dell’Acquedotto Pugliese dell’Ofanto, destinato a servire il fabbisogno potabile e di prima necessità di gran parte della comunità pugliese. Amati ha inoltre spiegato che dal 2009 sono stati convocati tavoli tecnici nel corso dei quali è più volte emersa la veloce e pericolosa evoluzione del fenomeno gravitativo. Tecnici di Acquedotto pugliese e del Politecnico di Bari dunque, hanno elaborato ipotesi progettuali di sistemazione provvisoria e definitiva de tronco di acquedotto coinvolto nel dissesto e di realizzazione di un appropriato sistema di drenaggio superficiale e profondo dell’area di frana. Nell’ambito delle riunioni tecniche si è concordato allora di sviluppare, con oneri a carico dell’AQP, l’ipotesi di sistemazione provvisoria della condotta allo scopo di salvaguardare, in tempi brevi, la funzionalità del sistema idrico dell’Acquedotto Pugliese nelle more dell’attuazione di interventi maggiormente risolutivi. Questi ultimi prevedono la sistemazione idrogeologica del fenomeno franoso attraverso la delocalizzazione definitiva del tronco, il cui primo stralcio ad oggi risulta già inserito nell’Accordo di Programma sottoscritto nel dicembre 2010 tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Regione Basilicata ed autorizzato per una spesa di 400.000 €. In considerazione però della complessità degli interventi atti a garantire una soluzione definitiva della problematica, i cui tempi di attuazione non sono conciliabili con la situazione di emergenza che si è andata delineando, l’Acquedotto Pugliese ha elaborato, a sua cura e spese, un progetto esecutivo che prevede la realizzazione di un by-pass provvisorio dell’Acquedotto dell’Ofanto, consistente in una variante provvisoria in sito (a monte cioè della strada statale e della ferrovia), di importo pari a 2,7 M€, la cui spesa è già stata autorizzata dall’Autorità Idrica Pugliese (ex ATO Puglia) nel Programma Operativo Triennale 2010-2012. Si tratta di un progetto rispetto al quale Acquedotto pugliese ha recepito una serie di pareri e nulla osta previsti dalla normativa vigente, ma sta incontrando una serie di complessità procedurali che stanno rallentando l’iter di realizzazione delle opere.


Redazione Stato



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