Manfredonia
La liberazione è documentata da Legambiente nel video “Liberiamo la natura. Insieme” dedicato proprio a Ondina

A Manfredonia la tartaruga Ondina ritrova la libertà

La percentuale di tartarughe che espelle plastica durante la degenza presso il Centro di Manfredonia oscilla tra il 3% ed il 17% annuo

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(www.adnkronos.com). A Manfredonia, nel cuore della Puglia, la tartaruga Ondina ritrova la libertà. E’ in provincia di Foggia, infatti che una delle oltre mille tartarughe marine Caretta Caretta salvate e curate dal Centro di Recupero tartarughe marine, gestito da Legambiente e nato nell’ambito del Progetto Life Natura Tartanet Life 2004 NAT/IT/187, è tornata di nuovo a nuotare nel Mediterraneo, grazie ai volontari che l’hanno curata. Dall’anno della sua creazione, nel 2006, il Crtm di Manfredonia ha monitorato più di 1.250 tartarughe, occupandosi della loro cura, della riabilitazione e del rilascio in mare /Video.

La liberazione è documentata da Legambiente nel video “Liberiamo la natura. Insieme” dedicato proprio a Ondina, scelta dall’associazione ambientalista come simbolo della campagna 5×1000. Un video che racconta il lavoro portato avanti dai volontari a Manfredonia anche grazie all’aiuto dei pescatori locali.

Oggi Ondina nuota libera nel Mediterraneo ma non tutti gli esemplari della sua specie sono stati fortunati come lei. Ogni anno nei mari italiani sono circa 50mila gli esemplari di tartarughe marine catturati accidentalmente e sono oltre 10mila quelli che non sopravvivono.

C’è chi abbocca agli ami utilizzati per la pesca al pescespada o resta intrappolato nelle reti a strascico. Senza contare gli esemplari che muoiono o che hanno seri problemi per aver ingerito rifiuti di plastica scambiati per meduse o cibo.

La percentuale di tartarughe che espelle plastica durante la degenza presso il Centro di Manfredonia oscilla tra il 3% ed il 17% annuo. Un fenomeno, quello del “marine litter” che rappresenta una seria minaccia anche per le specie protette, come la Caretta Caretta, la tartaruga marina più diffusa nel bacino del Mediterraneo e inclusa nella lista delle specie in via di estinzione della IUCN.



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