"Sono sconfortato, non per le azioni intraprese dall’A.T.C. di Foggia, ma per l’operato del servizio regionale"

“Ripopolamenti e soppressione centri fauna, rimetto il mio mandato a Emiliano”

"Le chiedo di essere realista esigendo l’impossibile, il rispetto dell’ambiente e della fauna selvatica per dare un futuro migliore al nostro territorio"


Di:

Foggia. ”Egregio e stimato Presidente della Regione Puglia dott. Michele Emiliano, le scrivo perché, ormai, in me prevale lo sconforto e il senso di inutilità della mia presenza all’interno del Comitato d’i gestione Ambito Territoriale caccia di Foggia come delegato alle questioni ambientali dell’Associazione ACLI Foggia.

Sin dal pri”mo giorno del mio mandato ho cercato di sollevare, e contribuire a risolvere, gli enormi problemi della struttura cui è demandata la gestione della caccia per la provincia di Foggia, problemi che cominciavano dalla gestione delle pratiche (non era stato attivato un protocollo elettronico), dalla trasparenza del sito (le delibere erano pubblicate solo con il numero e senza riferimento all’oggetto), problemi che poi si traducevano in interventi di dubbia regolarità che hanno richiesti l’intervento delle “autorità di indirizzo e controllo” per poterli superare almeno in parte. In seguito agli interventi di alcune delle associazioni ambientaliste rappresentate nell’A.T.C.si è riusciti, per la prima volta dopo molti anni, a contenere il numero dei permessi giornalieri rilasciati ai cacciatori extra regionali con un probabile contenimento del “prelievo venatorio” della fauna migratrice e, sempre per la prima volta, si è riusciti a ottenere che nel 2016 l’immissione di lepre comune per ripopolamento fosse attuata tenendo conto delle raccomandazioni di ISPRA, ossia a oltre cinque chilometri dal perimetro del PN del Gargano ove è accertata la presenza della “lepre italica”, una specie diversa di lepre, non cacciabile e minacciata di estinzione nella nostra provincia e nella nostra regione.

Per conseguire questi piccoli risultati, piccoli per noi ma importanti per la tutela della fauna selvatica, non abbiamo esitato a fare pressione sull’opinione pubblica diramando comunicati e rilasciando interviste con il solo scopo di rendere partecipe la popolazione su cosa accade attorno al mondo della caccia. Questo ha sempre destato le ire di gran parte dei consiglieri dell’ATC di Foggia, ire che hanno avuto seguito con l’approvazione di due delibere, la prima (n° 17/2016) “iniziative a tutela dell’A.T.C. di Foggia a seguito articoli di stampa” con cui si da mandato al Presidente dell’A.T.C., l’avvocato Basile, di verificare se vi siano gli estremi della diffamazione a mezzo stampa, la seconda delibera (n° 24/2017), molto più esplicita e anche a Lei indirizzata, “Segnalazione dei comportamenti del consigliere Cislaghi Fiorenzo Giorgio” dove la maggioranza dei consiglieri dell’ATC evidenza il clima di conflittualità e perdita di fiducia a seguito di articoli apparsi sui giornali, articoli, voglio precisare, firmati non da un singolo consigliere dell’ATC ma da tre sigle del mondo ambientalista.

Che ci sia urgenza di un intervento legislativo regionale per rimettere ordine alla gestione della caccia partendo dalla tutela della fauna e dell’ambiente, questa è lo spirito della legge quadro nazionale di riferimento, è attestato dalle iniziative intraprese dalla sua Giunta Regionale che ha avviato l’iter per la riscrittura della Legge Regionale. Purtroppo, debbo sottolineare che questo intervento è tardivo e nelle maglie del ritardo si sono prodotti effetti, alcuni sanabili, altri non più sanabili.

E’ sanabile, con intervento del Servizio Caccia della Regione l’atto con cui l’ATC di Foggia ha pubblicato le graduatorie dei cacciatori che chiedono di poter venire a sparare nella nostra provincia, dal resto della regione e dalle altre regioni d’Italia, perché le graduatorie pubblicate sono parziali e non esaustive. Non è sanabile il probabile danno arrecato alla povera Lepre Italica con la liberazione di Lepre europea in zone limitrofe al PN del Gargano perché, chiarimenti ISPRA inviati all’ATC di Foggia alla mano, è ricordato che “nel piano d’azione per la lepre italica viene riportata come azione prioritaria per la conservazione di questa importante specie autoctona la sospensione dei ripopolamenti con Lepre europea nelle aree di presenza della Lepre italica o idonee alla presenza della specie”.

Sino a quando, come ambientalisti, dovevamo confrontarci con i soli atti dell’ATC di Foggia potendo contare su una organizzazione comunque operante fatta dall’Osservatorio Faunistico Provinciale, dal servizio caccia provinciale e regionale. Potevamo contare su apporti qualificati sia per quel che riguarda le procedure amministrative che per quel che riguarda la tutela ambientale ma oggi, dopo il trasferimento delle competenze sulla caccia alla regione, dopo lo svuotamento dell’Osservatorio faunistico Provinciale, un minimo errore, una minima sottovalutazione degli atti, obbliga ad azioni di difficile riuscita per la tutela dell’ambiente. Questo è successo con l’autorizzazione per il ripopolamento di quest’anno (atto protocollo Regione Puglia A00036/25/5/17 n° 8737) dove il dirigente della Sezione concede “… l’autorizzazione all’immissione di nr. 600 capi di “Lepre” sul territorio destinato alla caccia programmata …”, inutili gli interventi successivi in cui il servizio regionale ricordava la presenza di Lepre italica perché i ripopolamenti sono cominciati in comuni adiacenti le zone di accertata presenza della Lepre italica: San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis.

Purtroppo le “offese” al nostro territorio non sono limitate al “piccolo mondo” della Lepre italica ma, con atti del mese scorso, regione Puglia ha disposto la chiusura del “centro recupero rapaci” di Lago Salso e del “centro recupero ungulati” di Celenza Valfortore (di prossima attuazione). Che i due centri avessero dei problemi era cosa ben nota ma i problemi potevano essere risolti e i centri valorizzati trasformandoli in “attrazione turistica” se si fosse valorizzato il “centro visite” annesso. Bastava un piccolo investimento per evitare il disagio di dover percorrere, oggi, oltre duecento chilometri per consegnare all’Osservatorio faunistico Regionale la fauna ferita, chilometri che costano non solo di carburante ma anche di personale di polizia distratto da altri compiti.

Quanto le ho elencato non è che una piccola parte dei problemi che affligge il “piccolo mondo della caccia” e l’A.T.C. di Foggia che, tra l’altro, non ha una sede idonea a ospitare lavoratori e pubblico e da luglio 2016 manca anche il Collegio dei Revisori dei Conti a cui rivolgersi per far valutare gli atti di spesa oltre a non aver permettere la certificazione dei bilanci e della situazione di cassa.

Sono sconfortato, non per le azioni intraprese dall’A.T.C. di Foggia, ma per l’operato del servizio regionale che, me ne duole, si muove in direzione ben diversa dall’impegno ambientalista, che condivido, dimostrato da Lei e dalla Regione in occasione del referendum contro le trivellazioni in mare, della difesa del territorio dal piano TAP e per l’ambientalizzazione dell’ILVA e le esprimo la mia totale contrarietà all’operato dei suoi uffici. Le chiedo di essere realista esigendo l’impossibile, il rispetto dell’ambiente e della fauna selvatica per dare un futuro migliore al nostro territorio, per dare un’idea diversa del vivere la natura che non sia solo prelievo e sfruttamento delle limitate risorse. Per quanto esposto chiedo a Lei, Presidente della Regione, di valutare il mio comportamento in seno all’A.T.C. di Foggia come da delibera dello stesso, rimettendo alla sua valutazione se potrò continuare, o meno, a rappresentare in seno all’A.T.C. di Foggia l’associazione ACLI Foggia che mi ha conferito la delega all’Ambiente”.

Fiorenzo Giorgio Cislaghi – Consigliere A.T.C. di Foggia

“Ripopolamenti e soppressione centri fauna, rimetto il mio mandato a Emiliano” ultima modifica: 2017-06-15T08:10:34+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi