Scuola e Giovani
James, nervoso più che mai, uscì velocemente dal suo ufficio mentre stavano discutendo l’ultimo caso da portare in tribunale

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi” (IV)

L’avvenente avvocato si prese il suo bel due di picche, buttò via il mazzo di peonie e tornò in ufficio con la coda tra le gambe: un motivo in più per dimostrare il suo talento..


Di:

(IV – continua). James, nervoso più che mai, uscì velocemente dal suo ufficio mentre stavano discutendo l’ultimo caso da portare in tribunale: il mancato pagamento di una grossa ditta ai suoi operai.

E’ lo studio legale più prestigioso di New York. A capo suo padre James senior. James figlio era un idealista nato, paladino della giustizia, e credeva di poter difendere i più deboli a dispetto dei criminali. Il destino è crudele e spesso porta le persone a comportarsi in maniera irrazionale. Non riusciva a dare una spiegazione logica; in fondo, conosceva Veronica solo da ventiquattro ore e pensava esclusivamente ai suoi occhi, come se lo avessero stregato.

Non ne conosceva nulla a parte il suo indirizzo e numero telefonico, niente di più; voleva assolutamente rivederla, a costo di prendersi un due di picche! Quella ragazza, così insolita, timida e schietta allo stesso tempo, era una creatura misteriosa che si aggirava nei dintorni.

Deciso più che mai a conquistarla, James sfoderò le sue doti da detective e scoprì, attraverso i social network, dove si trovava. Fece una buffa risata e le scrisse di nuovo “i miei più sinceri auguri dottoressa JOHNSON”.

Il locale dove pranzarono Veronica ed Eric era un posto molto tranquillo, situato in vecchio parcheggiato abbandonato. Il proprietario, un italoamericano di nome Fabrizio, lo aveva trasformato in qualcosa di davvero sorprendente: semplice e modesto utilizzando materiali ecosostenibili.

Le pareti erano tutte di legno, tanto da sembrare una vecchia casa colonica. I tavoli semplici, con annesse panche molto spaziose, anche la cucina ottima, semplice e genuina, cosa che un buon medico apprezza. Frequentato da tirocinanti, medici alla ricerca di un posto tranquillo dopo una lunga giornata lavorativa.

Eric parlava e riparlava dei suoi ultimi progressi della sua nuova dieta, la stessa che seguiva J. LO. Fan delle diete lampo: poi se lo diceva J.LO. era legge!

Veronica assorta nei suoi pensieri non diede retta a ciò che diceva, anzi, conosceva a memoria tutti i suoi discorsi tanto da continuare lei stessa con le parole. Nella sua testa un groviglio di emozioni: il neonato malato di cancro, la morte di Eliot e poi quel tarlo James Monroe! Il solo nome le arrecava fitte allo stomaco! Non doveva significare nulla. Decise di accantonare quel pensiero una volta per tutte. Il suo cuore doveva restarne fuori così come il suo stomaco.

“ Hai ascoltato almeno una parola di quello che ho detto ?”
“ SI Eric, ascoltavo, sono fiera di te”“
“ Ma ti senti? Oggi sei davvero strana!”.
“Andiamo Eric piantala con questa storia!”. “Sono solo stanca e il turno è lungo“.
“Voglio ricordarti che a me non sfugge nulla andiamo ! Come si chiama ? Non rispondere Eliot !”.
“Tu sei matto da legare!”. “Per sfuggire al terzo grado in corso scorse il telefono ed ignorò i suoi messaggi, non era quel tipo di ragazza frivola e disperata voleva capire fino a che punto lui si sarebbe spinto”.
“Eric si chiama James ma non è il mio tipo!“.”Stai scherzando? Quel James dello studio Monroe?”.
“Si, è lui. Ieri mi ha colpito con una palla da football per fare colpo su di me. Che tentativo patetico!”.
“E’ favoloso tesoro, i suoi occhi azzurri e i suoi capelli biondi… mi sento male .. oh mio DIO !”
“Non è il mio tipo. NON VOGLIO USCIRCI!”

“Ah si ?”.

Scacco matto. Eric aveva centrato il punto. A lei piaceva più di quanto credesse ed era il motivo di tanta agitazione. Non voleva aprirsi. I tipi come lui spezzano i cuori alle brave ragazze. Doveva restare con i piedi per terra e diventare chirurgo pediatrico.

Niente favole e sogni ad occhi aperta. Le era già successo una volta e non accadrà più si disse.

Terminato il pranzo lei ed Eric ripresero servizio in ospedale, mentre davanti all’ingresso c’era qualcuno che gli attendeva.

James la sorprese nel suo elegante abito di lino bianco, Veronica lo ignorò completamente, il suo cuore batteva all’impazzata e comparvero le farfalle. Non diede retta a quei stupidi segnali ed Eric, sorpreso, rimase a bocca aperta nel vedere tanta indifferenza.

Presa più che mai dalla consapevolezza di non essere un robot , proseguì dritta nel reparto di pediatria e con il resto dell’equipe tornò a concentrarsi sul neonato.

L’avvenente avvocato si prese il suo bel due di picche, buttò via il mazzo di peonie e tornò in ufficio con la coda tra le gambe: un motivo in più per dimostrare il suo talento.

James intanto portò il caso del suo assistito in tribunale. Doveva farle cambiare idea e dimostrarle che non era il ragazzo che credeva : arrogante e stupido, in apparenza frivolo ma leale e di buon cuore, doveva mostrare queste sue qualità e lo fece impegnandosi. Vinse la causa ottenendo prove schiaccianti sul titolare dell’ azienda FLOWERS POWER, scopri tutti i suoi illeciti e soprattutto si spacciava per un americano quando in realtà era un immigrato messicano ; queste prove inchiodarono il signor Smith. Gli operai furono ben risarciti, ne fu soddisfatto adesso, doveva conquistare la ragazza altezzosa colei che aveva rapito il suo cuore.

Vivian Foster, entusiasta più che mai della promozione, prese sul serio quell’opportunità. Organizzò nel dettaglio il lavoro da svolgere, gli obiettivi da usare, la location e persino gli abiti che il soggetto doveva indossare e non era una persona. Chiunque era il suo idolo, il suo sogno proibito seguiva il suo percorso artistico da sempre e ne era ammagliata !

Il risultato? Centrare l’ obiettivo al massimo e magari poi forse farsi invitare da Jared per un drink. Vivian la bella tenebrosa: la determinazione personificata.

(A cura di Vittoria Plazzo, Manfredonia – Giugno 2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi” (IV) ultima modifica: 2017-06-15T16:32:46+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi