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E' allarme per la filiera del sud

Alenia: 150mila ore di lavoro in meno nel 2017

Danza: “Ottimo kow how a Foggia”

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Foggia. L’ultima consegna dello stabilizzatore per il Boeing 777 è stata effettuata lo scorso novembre. Ci hanno lavorato per vent’anni, ora va in prepensionamento, non si fabbrica più. Esisterebbe una versione più moderna cui Finmeccanica non parteciperà. Benvenuti nello stabilimento Alenia di Foggia dove le commesse per produrre pezzi di velivoli durano una vita, o quasi, e se scadono, come sta avvenendo, si crea un vuoto non da poco. Qualche giorno fa si è svolto presso lo stabilimento Leonardo Finmeccanica un incontro tra sindacati e la direzione della divisione aerostrutture. Molto atteso, date le scarse rassicurazioni sul futuro prossimo già ventilate ad aprile: lavoro per 3 o 4 anni, poi non si sa. “Cassa integrazione non credo- dice Giuseppe Danza, Rsu di Fismc- ma l’aria che tira negli stabilimenti di tutto il sud non è delle migliori. Per il prossimo anno è previsto un calo di circa 150.000 ore di lavoro nello stabilimento di Foggia a causa di una flessione generale della produzione”, questa la sostanza del confronto con i vertici dell’azienda. In parte verrà colmata attraverso l’insourcing di alcune attività affidate negli anni passati a società terze e, dato l’incremento del Boeing 767, anche le attività precedentemente esternalizzate legate a questo programma torneranno nel sito foggiano.

Lavoratori interinali spostati al nord. Sono 950 i dipendenti di Alenia (ora si chiama Leonardo Finmeccanica) di cui 47 interinali e 200 lavoratori di ditte esterne. Una parte di loro è già pronta a partire per Cameri, in provincia di Novara, altri 25 montatori restano in Puglia destinazione Grottaglie. In questo modo, e con il rientro di attività prima esternalizzate, sarà possibile mantenere l’organico attuale nel 2017 ma le previsioni più ottimiste si fermano qui: “Non si può fare una stima di quanti lavoratori potrebbero perdere il lavoro, bisogna anche capire il mercato. In ogni caso se riprendi un’attività che avevi ceduto è un passo indietro, anche se non è detto che non se ne possano fare tre in avanti”. Vetusto pure l’Atr, un mezzo per il turismo regionale per il cui ammodernamento (turbo-prop la nuova versione) era stato messo a punto un progetto: “Chiesi fondi regionali ed europei ma intanto è rimasto a metà. Giudicato troppo costoso, Finmeccanica ha chiesto ad Airbus se volesse collaborare, i francesi non ne hanno voluto sapere”.

A “salvare” la produzione foggiana restano il Boeing 787-8 e il 787-9, che compiono dieci anni: del primo sono attivi fabbricazione e montaggio dello stabilizzatore, del secondo solo la fabbricazione. In prospettiva, l’incremento dei programmi su questi due aerei è sostanziale anche per la fabbricazione di alcune parti che verrà trasferita dall’estero. Nel frattempo a livello nazionale i sindacati confederali sono sul piede di guerra, con scioperi a singhiozzo, per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

Danza: “Ottimo kow how a Foggia”. A Foggia si guarda con preoccupazione a quali saranno i carichi di lavoro dopo il 2017 : “Senza nessuna commessa all’orizzonte, senza un nuovo progetto su cui poter lavorare, l’intera filiera aeronautica meridionale è destinata a pagarne le spese, il management si dia da fare per procurarci il lavoro. Foggia è uno stabilimento che negli ani ha mostrato il suo valore, primi per produttività, qualità, efficienza nel 2014, abbiamo un’esperienza trentennale nella lavorazione di materiali compositi. Sono andati i foggiani a Grottaglie per portare questo know how”. Pensare che magari Grottaglie potrebbe sottrarre lavoro a Foggia è errato: “Non hanno la nostra esperienza, certo hanno l’aeroporto, se l’avessimo avuto anche noi un aeroporto decente poteva atterrare il 747 che porta nella sua pancia il 787”.

Ma non è questione di infrastrutture, almeno sembra, si tratta di un quadro complessivo che cambia: “Foggia aveva grande mole di lavoro una volta, grande capacità di assorbimento. Accoglieva trasfertisti da Pomigliano d’Arco e americani. A nord sono state spostate già tutte le produzioni militari, la sicurezza lavorativa è maggiore, gli interinali che vanno a Cameri lavoreranno su mezzi militari. Spero che questa produzione, quella delle nostra divisione aerostrutture sia ritenuta ancora ‘interessante’, non solo ‘carpenteria. Confidiamo anche nell’aiuto della politica, la situazione a sud è difficile ovunque”.

(A cura di Paola Lucino, paola.lucino@virgilio.it)

Redazione Stato Quotidiano.it



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