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Iniziativa di Pacilli e Scotellaro alla 3° edizione

Il fermento nel mondo dell’arte di Capitanata (FOTO)

Mostra “Grand Tour”, il ritorno degli artisti nella loro terra


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Foggia. “Acciuffare gli aquiloni e riportarli qui”, cioè a Foggia. Gli aquiloni sono gli artisti che sono andati via dalla città, si sono formati in varie parti del mondo e che la mostra “Capitanata Grand Tour” riunisce. Da un’idea di Antonio Scotellaro (Jam Progetto Arte) e l’editore Andrea Pacilli, l’iniziativa è giunta alla terza edizione nel cartellone del Foggia Estate. Ma nasce nel circuito museale del Comune, con la regia del dirigente alla cultura Gloria Fazia e poi si immette nel programma di luglio. Tre anni fa il volantino disegnava un sommergibile che emerge dalla fontana del Sele, ad indicare la creatività sepolta di Foggia che si palesa all’improvviso. L’anno scorso raffigurava Diomede, eroe legato alle nostre terre, che “mangia la città”, il rito di chi la fagocita per farla rinascere. Al vernissage di quest’anno il logo di presentazione è un albero, o anche un fungo atomico, un cervello. Lo spunto è di cronaca, il rogo della discarica di via Castelluccio, un “disastro ecologico- dice Scotellaro- da cui ripartire”.

Le tecniche e gli stili dell’artista
18 artisti espongono le loro opere, qualcuno non è italiano ma vive a Foggia da molti anni, qualcun altro come Jim Picco della prima edizione, è un americano che è andato a vivere a Panni. Darie Kirpach è russa, autrice del volantino su Diomede. Storie diverse, accomunate dal legame con Foggia, cui il giro in questa provincia offre una scena. Non sono pittori e basta, ma grafici, musicisti, attori. Lavorano con la pirografia, la carta, il vetro. Seguono i percorsi dell’arte classica, come Mario De Biase, oppure illustrano su carta, come Daniela Tzvetkova che si ispira alle favole giapponesi. Ester Favilla fotografa secondo il gioco di luci e ombre di Caravaggio ma i suoi personaggi reggono cellulari, Gerardo Konte stampa su digitale e in un trittico descrive la sua vita. Alberi, radici e vita per Ruggero Valentini, attore che espone gi schizzi preparatori per un spettacolo su Tolkien, Diari di Niggle. Motivi gotici e noir per Boris Squarcio, vernice su vetro sintetico, le linee di Valentina Scarinzi, che recupera l’800.

La rete e le imprese
“In tre anni abbiamo storicizzato 60 artisti, pensiamo ad una biennale fra qualche edizione – dice Antonio Scotellaro- l’arte contemporanea ha molto fermento fuori dalla Capitanata, l’obiettivo è riportarlo qui”. Creare la rete, eventi oltre il “viaggio di ritorno”. “Far capire che si può fare impresa con l’arte, ma manca la disponibilità dell’individuo a costruire il proprio vissuto al di là delle solite cose”. Così commenta Andrea Pacilli riguardo alle ricadute economiche e culturali di queste iniziative e alla possibilità che diventino rete, business, contatti: “Manca la disponibilità delle imprese a sfruttare questi mezzi per advertising dove il mio marchio viaggia con un progetto culturale”. Organizzate le “residenze d’artista”, lo Spring Festival in un’ottica didattica, azioni di supporto ad un’iniziativa forse “pioneristica ma cui si doveva dare una scena”. In sala grigia del palazzetto ‘Andrea Pazienza’, la presentazione si è svolta con il dirigente alla cultura Gloria Fazia e con l’assessore all’istruzione Claudia Lioia. Le opere resteranno esposte fino al 25 agosto.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 15.07.2017)

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Il fermento nel mondo dell’arte di Capitanata (FOTO) ultima modifica: 2017-07-15T09:26:16+00:00 da Paola Lucino



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