ManfredoniaRicordi di storia
La testimonianza del nipote nella notte della drammatica alluvione, con un lieto fine da lodare

Manfredonia, “Raffaele Fatone, eroe di altruismo nel 1972”

Il livello dell'acqua era arrivato a circa un metro e mezzo di altezza e il capo famiglia disperato non sapeva in quale modo salvare la sua famiglia

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La testimonianza del nipote nella notte della drammatica alluvione, con un lieto fine da lodare

La notte tra il 14 e 15 luglio del 1972 si abbattè a Manfredonia una terribile alluvione che, a causa della mancanza di un sistema fognante che facesse defluire le acque, causò danni ingenti (documentati su youtube).

L’acqua entrò nei sottani e nei garage devastando tutto quello che trovava. In via Campanile al civico 27 all’incrocio con via Maddalena viveva una famiglia composta da padre, madre, due gemelle di 4/5 anni e i genitori anziani della signora.

Il livello dell’acqua era arrivato a circa un metro e mezzo di altezza e il capo famiglia disperato non sapeva in quale modo salvare la sua famiglia.

Al secondo piano di quella palazzina viveva il Cap.di corvetta Raffaele Fatone, ufficiale in pensione della Marina Militare, che accortosi delle gesta disperate di chi abitava di fronte al primo piano ed inerme assisteva a quella che avrebbe potuto divenire una tragedia, decise di intervenire.

Aveva con sè delle cime che da vecchio marinaio conservava perchè “non si poteva mai sapere” e nel giro di qualche minuto senza perdere tempo e con una freddezza incredibile, con le cime creò delle seggiole che dal balcone del primo piano calò nel sottano.

Il padre di famiglia, seguendo le sue istruzioni, legò dapprima le bambine, poi i vecchi, a seguire la moglie e quel poco di valori che avevano ed infine salì egli stesso aiutato da Raffaele Fatone meglio conosciuto come Lino.

Io Adriano Fatone ho assistito insieme alla mia famiglia a questo gesto eroico perchè abitavamo al primo piano e Raffaele era mio zio. Nel ricordarlo mi vengono ancora i brividi per la tranquillità, la freddezza, l’intelligenza e la capacità manuale dimostrata da mio zio .Ma la cosa che non dimenticherò mai fu il suo minimizzare, senza prendersi molti meriti, un salvataggio di ben 6 persone.

Oggi avrebbe avuto fior di articoli e interviste in tutte la tv. Mia cugina Grazia la figlia mi raccontò che gia si era reso autore di un salvataggio di una bambina che stava annegando nel porto di Brindisi.

Adriano Fatone

redazione stato quotidiano.it



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Commenti


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  • Fatone Tommaso Claudio

    Un uomo tutto d’un pezzo, nel lavoro e nrlla vita. C’ero anch’io al primo piano, anzi fui proprio io (allora avevo 12 anni) quello che, sentendo bussare forte e ignaro di quel che stesse accadendo, gli aprì la porta alle ore 7 di quel mattino di luglio. Orgoglioso di essere stato suo nipote. Il Signore lo ricompensi del bene fatto e degli esempi dati!


  • Francesco Paolo FORTUNATO

    Sicuramente un Uomo eccezionale……..non l’ho mai conosciuto ma ho la sua foto nell’ufficio di Presidenza dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia Gruppo di Manfredonia che lui stesso con Leonardo Salice ed altri hanno fondato. Dalle testimonianze dei Soci non ho mai sentito una sola critica nei suoi confronti e questo articolo lo dimostra. Avrei avuto piacere conoscerlo di persona. Mi dispiace che nel nostro Gruppo non c’è continuità del suo nome, perché nessun familiare si è più iscritto….

    Onori al primo Presidente del Gruppo

    Vice Presidente
    per.imd. Francesco Paolo FORTUNATO

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