Manfredonia
Ma qui vige il principio della finestra rotta...

Manfredonia un po’ Cipro e un po’ Amsterdam…

Intanto si continuano a depositare i rifiuti ovunque. Che fare? E se si rispolverasse la punizione di Manfredi agli inquinatori?

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Manfredonia. Secondo gli studiosi di environmental criminology, il degrado del paesaggio, specialmente urbano, è un importante fattore che innesca comportamenti criminosi e violenti. E’ il principio della finestra rotta, ogni vetro non sostituito invita a tirare un sasso su quello intero che si trova accanto e, se il degrado procede, l’intero edificio va in rovina in breve tempo.

A Manfredonia la scelta di mettere nel 1980 alcune famiglie di sfrattati a Villa Rosa ha portato in poco tempo quella struttura ad essere distrutta totalmente. Divelti marmi, bruciati infissi, ogni decoro asportato… La stessa sorte in locali della chiesa S. Maria, dove poi il Comune ha dovuto pagare centinaia di migliaia di Euro per risistemarli. Forse perché i poveri e gli sfrattati sono tendenzialmente criminali? O perché vengono confinati, emarginati dalla comunità, parcheggiati in quei luoghi senza cura e senza controllo? Scatta specialmente lì la sindrome del vetro rotto. La gara a chi sfascia di più. Il recinto in legno della pineta di Siponto ha resistito finché è rimasto intatto… qualcuno ha iniziato a rompere e ora è quasi demolito, come le staccionate che costeggiano i canali.

Chi vive in un quartiere brutto, sporco, mal tenuto, nel quale non riconosce nulla dei propri orizzonti interiori, niente in cui identificarsi, tende a violare ogni norma e ogni legge. “Al contrario, il miglioramento della situazione ambientale, cioè della qualità della vita, riduce o annulla l’incidenza dei comportamenti deviati” (Settis)

Manfredonia, "Ecco cosa resta di Villa Rosa" (gennaio 2017, VIDEO)

Manfredonia, “Ecco cosa resta di Villa Rosa” (gennaio 2017, VIDEO)

La città è sporca. La raccolta differenziata comporta un periodo di transizione difficile, di aumento della sporcizia. Ma c’è la sensazione che ci sia qualcosa d’altro. E’ una sindrome generalizzata del “vetro rotto”.

Uno dei luoghi simbolo: il molo di Levante. La cura del porto e di un attracco sicuro era la principale preoccupazione di Manfredi e Carlo d’Angiò. E’ un luogo splendido di esplorazione e di visione, da dove Manfredonia, seppur scandalosamente deturpata a livello urbanistico, cambia colore e aspetto: con le case bianche, che ancora si intravedono, i suoi mercati… appare una città mediterranea indolente e sensuale (qui è stato girato il film “Il Sole scotta a Cipro”); ma è anche, nei giorni di pioggia o nuvolosi, malinconica e avvolta in se stessa come Amsterdam. Ebbene la scogliera che protegge il molo in tutta la sua lunghezza è sommersa dalla plastica. Nei pressi del faro, una struttura che ha salvato tante vite, dove immaginavo racconti di mare e di coste, di avventure e di amori perduti e ritrovati… ovunque mi giravo vedevo polistirolo, sporcizie. E nel molo di ponente: residui oleosi, cordami sporchi, cassette ammucchiate in ogni angolo. Luoghi dove si possono vedere i pescherecci, che partono e arrivano, pochi ormai, e le grosse bitte d’ormeggio in ferro giacciono per gran parte inutilizzate. Pochi, se non assenti i visitatori, al contrario del porto turistico bianco, pulito, asettico, ritenuto molto più attraente

Non è stato sempre così. Manfredonia era povera, eppure tutti i viaggiatori ammiravano l’ordine e la pulizia delle strade.

All’inizio del 1800 Michelangelo Manicone (il monaco francescano ricercatore e naturalista) scriveva: “Non v’ha nella Daunia una città più bella e più lieta, e più ben mantenuta della marittima città di Manfredonia…”. E ancora: “Qua il forestiere vede, ammira e gode; tutto essendo ordine, simmetria, nettezza”. Eppure gli abitanti “han corta vita”, perché l’aria è “mefitica” (insalubre), per via delle paludi circostanti. In verità non era l’aria “mefitica”, ma la malaria e lo si scoprirà alla fine del 1800.

Intanto si continuano a depositare i rifiuti ovunque. Che fare? E se si rispolverasse la punizione di Manfredi agli inquinatori?

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte www.futuriparalleli.it – titolo originale testo “Manfredonia un po’ Cipro e un po’ Amsterdam. Ma qui vige il principio della finestra rotta”



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Commenti


  • Giovanni

    Anche Monte è tornata a essere sporca ora che non ci sono più i Commissari a governare. Quando c’erano loro era il paese meglio tenuto del Gargano, sono bastate poche settimane e tutto è tornato come prima del loro arrivo.


  • Fognadonia

    Un po’ Mogadiscio, un po’ favelas, un po’ Gibuti, un po’ Kabul


  • Manfredoniano

    A Manfredonia non ci vuole il commissario prefettizio, ci vuole l’esercito con almeno 5 mila uomini, gente che in pieno giorno deposita la monnezza per strada, gente che va in giro con cani enormi per il corso senza avere non dico la dotazione prevista ma neanche un fazzolettino scottex in tasca, la sporcizia regna sovrana, igine e senso civico zero, i vigili sono scomparsi!! Assurdo, pazzesco! Gli spazzini a senza soluzione di continuità, indisciplina civile, etica, stradale.. non di capisce più niente altro che Forcella, Zen e Scampia!


  • Cittadino schifato e indignato

    Condivido quanto scritto nell’articolo!


  • cittadino

    Bella disamina e descrizione di fatti e circostanze. Ma evidentemente stanno ancora vetri interi e nessuno si ingegna di come mettere riparo e/o intervenire almeno per le cose che si possono fare…, tipo pulizia, da’opta plastica ai molo, staccionata ecc.. ecc… Ormai anche queste piccole cose saranno irraggiungibili in quanto il bilancio PIANGE e piangera ancora per tanto tempo…. Bella foto, prof. Cascavilla.


  • patroclo

    A proposito di staccionate, avete notato che quella del belvedere in montagna perde continuamente i pali? il prossimo inverno quando servirà legna per il riscaldamento scomparirà del tutto.


  • Stufo

    COMMISSARIO PREFETTIZIO!


  • Pinoccje u bandut

    Povera Manfredonia nel 1964 tutto il mondo ce la invidiava mentre ora è un (autocensura). Buona notte


  • The King

    Complimenti prof. Cascavilla, ottimo articolo veritiero e crudo. Se mi consente, nonostante negli anni passati c’erano anche i vespasiani all’aperto Manfredonia era stupenda, civile, rigogliosa, c’era il riferimento e il rispetto per le autorità. Purtroppo la generazione dei giovani amministratori ha scaraventato Manfredonia nell’anarchia, nel l’ inciviltà, perché non e capace e non è stata mai capace di combattere l’ inciviltà, solo ha fatto solo a parole: i risultati ahinoi sono evidentissimi, anche se mi risulta che anche lei per un lungo periodo è stato a fianco di questi signori nel palazzo del potere.


  • La costa dei barbari

    Hanno distrutto una scogliera stupenda in pieno centro urbano per costruire il porto delle gelaterie, quella scogliera olocaustata grida ancora vendetta al cielo! I barbari poi hanno continuato con le mostruosità e i risultati sono quelli che possiamo notare sul lungomare del sole, adesso il capolavoro è completo: incuria, vandalismo degrado e sporcizia ovunque.


  • INDIGNATISSIMO

    MANFREDONIA E LETTERALMENTE INVASA DA RIFIUTI, CARTACCE BUSTINE CON MERDE DI CANE! BOTTIGLIE DI BIRRA, BOTTIGLIE DI PLASTICA INETTI VI VOLETE SVEGLIARE CHI CAZZO DEVE PULIRE STE BENEDETTE STRADE!!
    DAVVERO NON SE NE PUO’ PIU!!

  • Abito al 2º piano di zona.. qui siamo invasi dall immondizia e dall inciviltà ..polistiroli putridi e puzzolenti buttati nelle aree predisposte al veRde..immonzia lasciata X strada ovunque e di ogni genere basta farsi un giro in auto X questa zona X vedere Lo scempio è il degrado che dobbiamo vivere ogni giorno….e nessuno fa nulla X mettere fine a questa triste realtà


  • ilproletario

    In fondo all’ex cava Gramazio e su verso il ponte stradale, era stata costruita una specie di pista per passeggiate e/o footing, limitato da sassi in bell’ordine, accompagnati da un bel steccato in legno e, ben distanziati, un sedile in legno con affianco un cestino dei rifiuti. Adesso qualcuno si è divertito a spargere i sassi, a rompere lo steccato e a fregarsi uno o due sedili. I lavori non sono mai stati completati, la pista pedonale è invasa dalle piante selvatiche: è un’altra opera incompiuta della ns. Amministrazione!


  • razionalista

    Un esempio di “finestra rotta” colpisce i marciapiedi del Ponte lungo in viale G. Di Vittorio.ove, divelta una veletta circa 3 mesi fa, si assiste alla progressiva distruzione di ambedue i marciapiedi. E, più tardi si interverrà e più costosa sarà l’opera di rifacimento.
    In compenso è ammirevole il colore che tanti volenterosi contribuiscono a dare alla nostra città; penso agli quegli esercizi commerciali che occupano marciapiedi e strade con i loro contenitori di rifiuti, dei vari colori. Spettacolo secondo alcuni indecoroso e sprezzante perchè non dovuto ad anonimi. Invece noi, con un mastello di un solo colore per volta ed anche piccolino possiamo metterlo fuori casa solo a sera e dobbiamo ritirarlo al mattino.


  • Il fantasma del cinema Pesante

    Una città in ginocchio, quotidianamente umiliata, offesa.

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