Foggia
Un “manifesto ferragostano” è inopportuno al clima festivo di una città che vivrà ore spensierate

Manifesti ferragostani indigesti

Nel frattempo i soldi di chi ancora crede in una tessera di partito vengono spesi per affissioni, mentre le sedi di circoli o sezioni non si aprono

Di:

Foggia, venerdì 14 agosto 2015 – Sono iniziate le danze dei manifesti. Foggia ancora una volta è vittima di quel, a mio parere, malcostume di far politica a suon di affissioni. Se l’anno scorso e per anni precedenti tutti noi foggiani abbiam dovuto sorbirci i manifesti del centrodestra, da quest’anno e gli anni a venire dovremmo sopportare quelli del centrosinistra. Cambia il governo cittadino ma le usanze rimangono, sempre le stesse e con identiche problematiche, irrisolte e dolenti per i cittadini. Cambiano anche i colori di quei fastidiosi manifesti, prima bianchi con sfondo blu, ora bianchi con sfondo rosso. Tutta carta risparmiabile, che imbratta e solletica le dita di molti foggiani a strapparla, purtroppo lasciandola per terra incivilmente.

Nel frattempo i soldi di chi ancora crede in una tessera di partito vengono spesi per affissioni, mentre le sedi di circoli o sezioni non si aprono. Un tempo quelle sedi erano scuole politiche, agorà maieutiche; oggi, una o due al massimo aperte, sono solo ricettacoli per annoiati seduti a un tavolo con carte da gioco alla mano. Sarò retrò, ma per me la politica va fatta tra e con la gente, innanzitutto ascoltandola e parlandoci. Comunicare politicamente a suon di comizi, dove il cittadino può controbattere e suggerire, ha sempre sortito buon risultati ed era indice palpabile e istantaneo di gradimento, positivo o negativo. La comunicazione è importante, ma se non c’è feedback non serve a nulla. E un manifesto è come un muro tra chi propone o fa sproloqui e chi dovrebbe giudicare, scegliere, gradire, proporre e partecipare attivamente. Passeggiando molta gente legge quei manifesti e come l’anno scorso li condanna in nome di un fare politica come scatole cinesi, dove all’interno vi sono matrioske, sempre le stesse e messe dalla stessa mano. Un manifesto non risolverà i problemi di una città, allorquando il suo contenuto è riassunto in quella ripetitiva e ormai insignificante frase finale: “dimissioni”. Mai una volta una proposta, anche last minute ma fattiva e risolutrice ai tanti agognati problemi dei cittadini. Solo lamenti, offese, sproloqui ed ebeti pensieri di una politica distorta da gente che non versa sudore. Un manifesto non risolverà i problemi di una città, se dietro ci sono sempre le stesse persone, quelle che da trent’anni hanno decretato la morte di una Foggia che splendeva e lavorava. La cartina tornasole sono i consigli comunali, i vari cda, le segreterie politiche, che si sono succedute e che continuano senza pudore a convivere con il circondario, come parassiti sui cittadini.

Un “manifesto ferragostano” è inopportuno al clima festivo di una città che vivrà ore spensierate. Lo erano anche quelli precedenti di avverse fazioni politiche, che hanno allontanato l’elettorato.
E se il “galluccio ferragostano” sarà indigesto per qualcuno, non incolpate me o il pennuto o chi l’ha cucinato, leggete meno manifesti politici e i succhi gastrici ringrazieranno.

#puntidisvista #perunaFoggiamigliore

Ad Maiora!

(A cura di Nico Baratta, 15 agosto 2015)

Manifesti ferragostani indigesti ultima modifica: 2015-08-15T11:09:46+00:00 da Nico Baratta



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi