Cronaca

San Severo, frode azienda vitivinicola per oltre 2,8 mln

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Controlli dei militari della Guardia di Finanza

Controlli dei militari della Guardia di Finanza di Foggia-San Severo (immagine d'archivio, fonte image: lastampa)

Foggia – UNA frode fiscale “rilevante” è stata accertata e segnalata all’Agenzia delle Entrate dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia, all’esito di complesse indagini di polizia tributaria e giudiziaria, nel settore della produzione e commercio di mosti ed uve da vino. L’attività d’indagine ha riguardato una srl del settore, con sede amministrativa a San Severo, in via Apricena.

FATTURE FALSE PER 1,3 MILIONI DI EURO – Nello specifico, nei confronti di due aziende vitivinicole della Provincia, è stata constatata una frode fiscale per oltre 2,8 milioni di euro, l’utilizzo di fatture false di acquisto per circa 1,3 milioni di euro, una contestuale evasione di pari importo in materia di Irap, un’evasione di Iva per circa 250mila euro.

L’evasione fiscale è stata realizzata tramite l’utilizzo di fatture per operazioni insistenti – attestanti acquisti di uva e mosto – emesse da altra azienda compiacente negli anni 2007 e 2008 (classico sistema: cd ‘frodi carosello’, diversa sede delle aziende per rendere maggiormente ardui i controlli degli ortani competenti).

OPERAZIONE ODIERNA RELATIVA AD INDAGINE ESTESA NEL TERRITORIO: FRODE PER 13 MILIONI, 12 DENUNCIATI – L’attuale operazione rappresenta in realtà un tassello di una più ampia indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, che ha visto fionora l’accertamento di una frode fiscale per oltre 13 milioni di euro e per la quale già 12 persone (altrettanto titolari di aziende vinicole della Provincia di Foggia e della Bat) sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Fra queste un’azienda Spa, dedita alla produzione di vini da tavola, con sede amministrativa a Trinitapoli in via Trattuttello. Il sistema è quello consolidato dell’emissione della fattura da una sede e dell’annotazione da parte di un’altra azienda posta in un altro centro, questo come detto per rendere complicati i controlli da parte degli organi competenti.

Redazione Stato, riproduzione riservata



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