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Cera: “Festeggino pure ma lascino in pace l’UdC”

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Angelo Cera (fonte image: bisceglielive)

Angelo Cera (archivio, fonte image: bisceglielive)

Foggia – “E certo che deve esser difficile rassegnarsi alla sconfitta per chi è sempre stato abituato a dominare e disporre, peraltro immeritatamente. Ma c’è un tempo per tutto e per tutti. Conviene prenderne atto se non si vuole correre il rischio, a lungo andare, di trasformarsi in caricature di sé stessi, immagini sbiadite del tempo che fu”. Il commissario provinciale Udc, Angelo Cera, replica alle dichiarazioni rilasciate oggi agli organi di stampa dagli esponenti dell’Unione di Capitanata.

“Leggo con piacere che l’UdCap (o come dir si voglia) si prepara alla sua prima festa provinciale. Ebbene, festeggino pure se ritengono ci sia qualcosa da festeggiare. Ma lascino in pace l’Udc”. “Quella che loro chiamano “dirigenza Udc passata unita e compatta al nuovo partito” altri non è che la famiglia allargata di Franco Di Giuseppe&Co., coloro i quali, in nome e per conto di un nome e di un simbolo che non meritava simile scempio, hanno pensato bene di spadroneggiare sul territorio, con l’unico obiettivo di attingere a piene mani e a tutti i livelli, a mò di asso pigliatutto”.

“Ma, ahimè, la ruota non sempre gira nella stessa direzione.E l’arrivo di Angelo Cera ha rotto il giocattolo, smantellando piani e consuetudini dai quali per troppo tempo si è attinto in barba a qualsivoglia forma di merito, democrazia e trasparenza. Altro che sani principi! Hanno sfruttato a dovere e per il proprio personale vantaggio quella credibilità e quella garanzia di integrità e rettitudine che l‘Unione di Centro ha sempre offerto. Un partito ridotto ormai all’osso, dissanguato: è questo ciò che Angelo Cera ha trovato al suo arrivo”.
“Ma stiamo lavorando sodo, stiamo risollevando un nome ed un simbolo che hanno fatto la storia politica di Capitanata. L’Udc, oggi, è altra cosa. E’ un partito giovane, aperto, che non mira alla poltronuccia del momento ma guarda lontano, ad un più ambizioso progetto di costruzione della casa dei moderati. Un partito che alle scorse comunali si è saputo imporre con oltre il 20% delle preferenze, rivelandosi, ancora una volta, ago della bilancia decisivo, a conferma che senza di noi destra e sinistra non vanno da nessuna parte. Ma è anche un partito che non si lascia più incantare da pifferai di turno e che ha tutta l’ ambizione di continuare a viaggiare da solo, sulle proprie gambe”.

Certo, mi rendo conto, che per Di Giuseppe è difficile da mandar giù l’elezione alle scorse comunali di ben 24 consiglieri in quota Udc contro i miseri 4 seggi UdCap. Così come è difficile per Giannicola De Leonardis (che ci chiediamo come faccia a parlare di Udc non essendo mai stato un tesserato del partito) lasciare la prima poltrona della commissione regionale Affari Istituzionali, continuando a vivere alle spalle di un partito che ha sconfessato. Meglio soprassedere, invece, su Michele Bonfitto, la cui credibilità politica si commenta da sola”. “Chi semina vento raccoglie tempesta. Restino pure arroccati nei Palazzi in cui sono stati eletti in nome e per conto dell’Udc. Il tempo saprà essere galantuomo. E l’Udc non ha nessuna fretta. Un caloroso augurio e buona festa a tutti. Cin cin”, conclude Cera.


Redazione Stato



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