Cronaca

Curto: taglio immediato degli assessori regionali esterni

Di:

Curto

Il consigliere regionale Udc E.Curto (image: www.senzacolonne.it)

Bari – “L’UDC conferma la disponibilità a razionalizzare il sistema politico regionale pugliese, così da ridurre drasticamente i cosiddetti “ Costi della Politica “. Nel contempo, però, ritiene inaccettabile la demagogia di un Presidente, quale è Vendola, che fino ad oggi ha brillato più per il suo disinteresse verso la Puglia e i pugliesi che per il contributo politico e amministrativo offerto per il rilancio della nostra Regione”.

A dichiararlo è stato il vicecapogruppo Udc in Consiglio regionale, Euprepio Curto, a seguito delle dichiarazioni rese da Niki Vendola, con cui il governatore della Puglia è intervenuto a piè pari sul dibattito in corso circa la composizione del futuro Consiglio regionale. “Vendola – ha proseguito Curto – ergendosi a paladino della battaglia per la riduzione del numero dei consiglieri regionali pugliesi, continua ad interferire molto pesantemente, pur non avendone titolo, sull’autonomia decisionale del Consiglio regionale, nonostante sia stato proprio lui, al fine di garantirsi una cospicua maggioranza in Consiglio regionale, ad aver auspicato – in prima e per interposta persona – un pronunciamento della Corte Costituzionale favorevole all’aumento a 78 del numero dei consiglieri”.

“Peraltro – ha incalzato l’esponente politico Udc – se Vendola è realmente preso da un sacro furore etico che lo impegna a favorire il taglio dei costi della Politica pugliese, incominci a dare lui stesso il buon esempio, tagliando drasticamente il numero dei suoi assessori esterni, un numero assolutamente ingiustificabile quantitativamente, e, ancor meno, qualitativamente. Renda pubbliche le sue personalissime spese di rappresentanza, gli incarichi professionali e le consulenze assegnate all’esterno, gli investimenti in marketing territoriale ( guarda caso, effettuati a mezzo di organi d’informazione politicamente orientati ). Chiarisca pure i motivi per i quali a tutt’oggi non ha speso una sola parola per favorire l’istituzione della Commissione d’indagine sugli sprechi nella sanità, di fatto coprendo – politicamente parlando – tutte quelle cattive gestioni che solo in minima parte sono state oggetto di attenzione da parte della magistratura “.

“Dispiace peraltro rilevare – ha sottolineato Curto – che in questa corsa alla demagogia più sfrenata Vendola trovi anche sostegno in chi ha la storica responsabilità politica di aver elaborato prima, e adottato poi, la più contraddittoria e faziosa legge elettorale regionale pugliese, oggi Palesemente disconosciuta senza un minimo di autocritica o assunzione di responsabilità “. “Certo – ha concluso Curto – sarebbe interessante conoscere i motivi reali che hanno spinto il governatore Vendola e il plenipotenziario del Pdl in Regione Puglia, Rocco Palese, ad imboccare la strada della più sterile demagogia. Per quanto ci riguarda ne azzardiamo uno: Vendola da un lato, e il Pdl dall’altro, subiscono giorno dopo giorno una costante flessione nei sondaggi. Pertanto, invece di correggere responsabilmente la propria azione politica, hanno scelto entrambi la via più breve ma anche quella più funesta per i pugliesi: quella della demagogia e della strumentalizzazione, finalizzata a consolidare le proprie parassitarie rendite di posizione. Su questa scelta politica l’Udc darà battaglia attraverso un proprio documento che conterrà la previsione di un taglio immediato degli assessori regionali esterni, con conseguenti risparmi, concreti e immediati, gia nel 2011. Al contrario di quanto va blaterando il demagogo Vendola, le cui proposte di tagli e risparmi, ben che vada, non potranno veder luce prima del 2015”.

Costi politica, Mennea: Tagliamo indennità di fine mandato e stipendio. “Riduzione dello stipendio del 50%, eliminazione delle indennità di fine mandato, divieto di cumulo dei vitalizi e riduzione della reversibilità di questi ultimi. Il tutto sin da subito”. È la proposta di Ruggiero Mennea finalizzata a tagliare immediatamente i costi della politica. “La riduzione del numero dei consiglieri, che ci viene imposta da una legge nazionale, in Puglia entrerebbe in vigore, nelle previsioni più ottimistiche, tra quattro anni. Serve invece un segnale forte nei confronti dei cittadini pugliesi, i quali si aspettano che la casta rinunci ad una parte dei propri benefici in un momento di grave difficoltà del Paese. Limitarsi alla riduzione del numero dei consiglieri, che tra l’altro andrebbe a ridurre la rappresentanza istituzionale e sarebbe solo una delle condizioni per ottenere eventuali premialità, vuol dire prendere in giro la gente, rimandare il problema adottando la logica dello scarica barile a danno delle future generazioni, visto che molti di coloro che oggi siedono in consiglio regionale già da diversi mandati non è detto si ricandidino”.

“E allora – aggiunge Mennea – perché non diamo un segnale di serietà e concretezza? Riduciamo sin da subito del 50% gli stipendi dei consiglieri regionali e di tutti gli amministratori pubblici e i manager che gestiscono le società partecipate della Regione Puglia, tagliamo le indennità di fine mandato, che sono ingentissime, e mettiamo mano al sistema dei vitalizi, che rischia di far esplodere letteralmente i conti della Regione”.

Redazione Stato



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi