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Foggia, Giunta Mongelli sostiene protesta contro Manovra

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Proteste a Milano, sindaci Anci (immagine d'archivio)

Proteste a Milano, sindaci Anci (immagine d'archivio)

Foggia – IL sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, è questa mattina in piazza Prefettura a Bari per manifestare insieme alla maggior parte dei colleghi pugliesi contro i nuovi taglia agli Enti locali decisi dal Governo con la manovra approvata ieri in Parlamento. In segno di protesta, questo pomeriggio saranno chiusi al pubblico gli uffici Anagrafe e Stato civile, funzioni esercitate dall’Amministrazione comunale su delega governativa. Anche il Consiglio comunale ha formalmente condiviso le ragioni della manifestazione odierna approvando all’unanimità dei presenti, nel corso della seduta di ieri, l’ordine del giorno predisposto dal Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per “dare un’unica voce al dissenso – commenta il presidente dell’Assise e componente del Consiglio nazionale dell’ANCI, Raffaele Piemontese – e rafforzare il carattere istituzionale delle più che giustificate iniziative che si stanno adottando in tutta Italia”.

Il documento sottolinea che ‘gran parte del peso finanziario delle manovre è stato posto a carico dei Comuni, i quali invece hanno già contribuito al risanamento delle finanze pubbliche per almeno 4 miliardi e sono chiamati a contribuire ulteriormente per 3 miliardi aggiuntivi’. E ciò nonostante i Comuni abbiano ‘dimostrato di avere tenuto sotto controllo la spesa, in particolare mantenendo inalterata la spesa corrente’, e pur continuando ad essere ‘l’unica garanzia per l’erogazione di servizi fondamentali alle rispettive comunità, nonché attori fondamentali per lo sviluppo economico ed occupazionale dell’intero Paese’. A parere dell’ANCI ‘il Governo persiste nell’adottare provvedimenti economico-finanziari che risultano inadeguati rispetto alla complessità e straordinarietà delle emergenze che il Paese si trova ad affrontare e tali da mettere a repentaglio lo svolgimento stesso dei compiti costituzionalmente assegnati’ ai Comuni. Ciò rende prevedibile ‘un colpo finale mortale all’esercizio dei compiti istituzionali dei comuni ed allo svolgimento delle funzioni di servizio alla propria comunità territoriale’.

Nel caso di Foggia, “come ha opportunamente rimarcato il sindaco ieri in Aula – afferma Piemontese – il bilancio del 2011 è stato costruito facendo a meno di 7,5 milioni di trasferimenti e quello del 2012 dovrà compensare altri 13 milioni di minori entrate. Il Governo, dunque, ha scaricato sui Comuni la responsabilità delle inevitabili scelte impopolari che dovranno essere adottate per far fronte ai servizi minimi ed essenziali. Ho registrato con sincero rammarico l’uscita dall’Aula dei consiglieri del PdL e dei gruppi di minoranza – conclude il presidente del Consiglio comunale – incomprensibilmente a disagio nel sostegno ad un documento largamente condiviso dai sindaci che a quell’area politica fanno riferimento”.

Il presidente dell'Anci Puglia Gino Perrone (ST)

LA PROTESTA. Circa cento i comuni pugliesi che hanno partecipato oggi alla mobilitazione indetta dall’ANCI, contro la manovra economica varata dal governo e diventata legge, dopo l’approvazione delle Camere e la promulgazione del capo dello Stato. Presenti, oltre al presidente dell’ANCI Puglia Perrone (Corato) e ai vicepresidenti Durante (Leverano), Rizzo (Uggiano), Romani (Monopoli ) e Spina (Bisceglie), anche i sindaci Emiliano (Bari), Maffei (Barletta), Mongelli (Foggia) e Stefàno (Taranto).

Il corteo dei sindaci riunitosi presso la sede ANCI si è poi recato presso la Prefettura di Bari, dove il presidente Perrone ha riconsegnato simbolicamente al prefetto Tafaro, la delega dei sindaci in materia di stato civile e anagrafe ed ha espresso le difficoltà dei comuni costretti a subire i pesanti effetti della manovra economica, che impediscono le politiche locali di sostegno economico (vincoli del patto di stabilità) ma soprattutto, compromettono l’erogazione di servizi essenziali ai cittadini.

“Siamo soddisfatti della numerosa partecipazione – ha dichiarato il presidente ANCI Puglia Perrone – che dimostra ancora una volta lo spirito dell’ANCI teso a salvaguardare l’autonomia comunale. Il senso di responsabilità istituzionale ci guida in questa mobilitazione, non abbiamo interrotto servizi o sollevato clamorose proteste. Pur comprendendo il particolare momento di crisi economico-finanziaria – ha continuato Perrone – riteniamo pesanti e inappropriati i provvedimenti che riguardano i comuni. Come sindaci ribadiamo le nostre proposte su revisione del patto di stabilità, riorganizzazione e razionalizzazione istituzionale, welfare e revisione della spesa, quali priorità da realizzare subito per il rilancio del paese. Salutiamo positivamente l’approvazione bipartisan della Camera dell’ordine del giorno sulle autonomie locali di ieri, che deve essere il rimo passo verso una concreta collaborazione inter istituzionale, e come ANCI solleciteremo il rispetto dei tempi”. Il presidente di ANCI Puglia infine, ha consegnato al prefetto il documento contenente le proposte e le iniziative dei sindaci pugliesi (in allegato) ed ha sottolineato l’importante appuntamento della Assemblea Annuale Nazionale dell’ANCI, evento che quest’anno si terrà a Brindisi dal 5 all’ 8 ottobre prossimi e che riporterà al sud ed in Puglia il dibattito sui temi degli enti locali.

Redazione Stato@riproduzione riservata



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  • Redazione

    OGGETTO: MONETA DI POPOLO: RIVOLUZIONE ITALIANA

    In queste settimane il Movimento Forza Nuova è impegnato a presentare in tutta Italia le proprie soluzioni alla crisi economica, che sta portando un Governo debole e servo della finanza a distruggere lo Stato Sociale, a proletarizzare un popolo fino a poco tempo fa ricco ed economicamente forte e a svendere (attraverso le privatizzazioni) le ricchezze nazionali a usurai e profittatori internazionali.
    In una serie di manifestazioni che toccheranno 100 piazze italiane Forza Nuova spiega ai cittadini che sono stati vittime da circa 50 anni, di una grande truffa che li ha espropriati di una ricchezza enorme, li ha resi debitori di una somma che mai è stata prestata ( perché non esisteva in quanto creata dal nulla), e li ha resi schiavi di banche e finanzieri a loro volta serviti dai politici il cui ruolo è diventato quello di “camerieri dei banchieri”.
    Forza Nuova afferma che con il ritorno dell’ emissione del denaro da parte dello Stato finirà la più grande truffa ed ingiustizia di tutti i tempi ed inizierà un periodo di pace sociale.
    Ma per arrivare a questo serve una Rivoluzione come quella avvenuta pochi mesi fa in Islanda ( e di cui i giornali non hanno assolutamente parlato), una Rivoluzione che libera il popolo dalla truffa e dal debito, mette in carcere i banchieri e restituisce alla Nazione dignità e libertà.
    A Foggia, Forza Nuova sarà in piazza il 17 settembre 2011 dalle 18 alle 21 davanti la villa comunale con un gazebo informativo, ed un massiccio volantinaggio.

    Per info fnfoggia10@libero.it
    Gruppo face book: Forza Nuova Foggia


  • Redazione

    Manovra ed azioni politiche, presidente del Cocer Aeronautica: dal governo solo «chiacchiere e distintivo»

    Roma, 16 set – (GrNet.it) I militari non ci stanno, ma non è solo una questione di “vil denaro” ad aver spinto il colonnello Guido Bottacchiari, presidente del Cocer dell’Aeronautica militare a stilare una lettera incendiaria con la quale passa in rassegna tutte le “anomalie” sofferte dal personale in uniforme: il modello di Difesa, la compressione dei diritti civili, il piano casa del ministero della Difesa compreso un accorato appello al presidente del Consiglio Berlusconi. Di seguito la versione integrale della nota ricevuta da GrNet.it.

    Passata l’ennesima manovra finanziaria, osservato il minuto di silenzio e coesione nazionale così come giustamente chiesto dal Sig. Presidente della Repubblica nonché Capo Supremo delle Forze Armate, vorrei analizzare le azioni politiche sin qui poste in essere dal Governo Berlusconi nei confronti del Comparto Difesa e Sicurezza e del suo personale. E allora, per iniziare, ho pensato ad una frase di un celebre film del passato che ultimamente mi risuona nelle orecchie..chiacchiere e distintivo..!

    Potremmo definire altrimenti la politica del Governo e della maggioranza sul tema della Sicurezza e ancor di più su quello della Difesa? E’ un interrogativo che mi assilla e che mi pongo da tempo ed a cui, per ciò che attiene alla Difesa, proverò, alla “Marzullo maniera”, a dare una risposta.

    Potrei partire dalla mancata riforma dell’attuale Modello di Difesa che prevede 190.000 operatori, non più sostenibile per le esangui finanze dello Stato ma che non è oggetto di alcuna ipotesi di revisione nonostante mesi di studio di una “Alta Commissione”, per passare ai continui tagli al “settore esercizio” del Bilancio della Difesa con le evidenti conseguenze in termini di sicurezza, addestramento, qualità della vita, capacità operative dei sistemi d’arma sempre più logorati dall’intenso uso, mentre stranamente continua l’ascesa delle spese per l’armamento. Ma questi argomenti sono più nel campo d’interesse del vertice istituzionale quindi mi asterrò da un esame più profondo ritenendo sufficiente aver lanciato un sasso nello stagno. Farò invece, con più attenzione e competenza (Presidente Cocer AM), una analisi delle azioni governative attuate sul versante delle politiche per il personale militare anche alla luce delle ultime tre manovre finanziarie che si sono abbattute sul pubblico impiego, non risparmiando assolutamente i militari in barba alla tanto decantata “specificità” ora riconosciuta pure per legge.

    E’ proprio questa norma della specificità che sa tanto di beffa. E’ stata fortemente voluta dal Ministro, dagli Stati Maggiori e Comandi Generali, ma anche da qualche collega sindacalista e cocerista, da tanti è stata applaudita al momento della sua approvazione, accolta come la panacea a tutti i mali e preludio ad un periodo di maggior favore economico e stipendiale per tutti noi.
    A tutti i plaudenti propongo per l’occasione la rilettura di alcuni miei “vecchi” pensieri sull’argomento (…come i peperoni…buoni ma indigesti), venati già allora da “qualche” scetticismo.

    Una “specificità” ovvia, liscia come l’acqua di fonte, che però nulla ha portato in termini economici al personale ma che molto tenta di comprimere in tema di diritti. Come se non bastassero, a qualificarci come ”specifici”, la costituzione, tre codici penali (comune, militare in tempo di pace e di guerra), una legge di principio, un ferreo regolamento di disciplina, specifiche norme di legge per lo stato giuridico di ogni categoria di militare. No! Serviva la norma della “specificità” per dire che il militare è tale!! Si, in realtà serviva, si è visto.

    Per riaffermare, o tentare di farlo, una visione isolazionista del mondo militare, per comprimere ulteriormente diritti e spazi di libertà faticosamente conquistati nel tempo con i sacrifici dei nostri “veci” che negli anni 70/80 per la conquista di tali diritti si sono battuti e son finiti anche in galera. Ed allora dagli con il ribadire divieti fuori dal “principio di legalità” non essendo espressamente previsti dalla legge. Riappare così il divieto di iscrizione ai partiti politici (inventato dal Ministro e non previsto dalla legge), il divieto di partecipazione a riunioni sindacali anch’esso non previsto per legge, spunta così anche il divieto di parlare di argomenti che siano riferiti ad attività collegate al servizio previsto ex-novo da una norma “fuori legge”, il cd Codice Ordinamento Militare. E si continua su questa linea con il “njet” appena pronunciato dal SSS On. Cossiga alle norme sulla paternità/maternità, con la non trasparenza sugli avanzamenti e sui trasferimenti, sino ad invocare da parte del Direttore Generale del Personale Militare addirittura l’esclusione dell’applicabilità della legge 241/90 (accesso agli atti) per i provvedimenti dell’Amministrazione.

    Ma il tempo galantuomo mai pensavo potesse portarmi più ragione di quella che ritenevo di avere (la norma sulla “specificità è pericolosa per i diritti!!)….ed invece…
    La “specificità penalizza il personale anche in campo economico. Cose da pazzi.!!

    E via! Blocco di 4 anni del contratto!! Va bene, non ci tiriamo indietro. E allora prenditi pure la tassazione ulteriore del 5% degli stipendi superiori ai 90 mila euro(contributo solidarietà). Tocca a tutti…(in realtà proprio a tutti non mi pare e non per tutti allo stesso modo: dipendenti del settore privato, liberi professionisti, “scudisti”, evasori, possidenti, lucratori, grandi investitori finanziari …cosa pagano della crisi????).

    Ma noi militari siamo specifici, perdiana, chi mai ci toccherà??

    Ed allora tiè!! Beccati pure il blocco dei meccanismi economici specifici comprese le promozioni!! Non ci credete? Le Forze Armate senza promozioni? E la gerarchia? Ma è costituzionale? Ma i Vertici Militari cosa hanno detto e dicono in proposito? Nulla? Non ci credo!! Bè in effetti un po’ di ragione l’avete. Le promozioni ci saranno peccato che saranno senza effetti economici – GRATIS! Provate a dire ad un funzionario di una banca o di una società o meglio ad un politico di assumere maggiori funzioni, magari dirigenziali, e non vedersele pagate per quattro anni almeno. Noi dovremo invece obbedire e fare di necessità virtù. Magari accettare anche un trasferimento di sede per meglio espletare le nuove e superiori funzioni del nuovo “gratis grado”.

    Ma il governo in un sussulto di bontà ha addirittura emanato un decreto legge per limitare gli effetti perversi appena narrati! E si, è vero. Peccato che i denari ce li abbiano messi gli stessi militari e poliziotti, rinunciando alle risorse già stanziate per il riordino delle carriere, già attuato e da tempo nel resto del pubblico impiego. Altro bell’esempio di specificità!

    E poi le risorse a disposizione non bastano neanche per un quinto di quello che necessita per i quattro anni, preludio ad inevitabili tensioni sociali. Bada bene: solo per ripristinare quelle specifiche indennità proprie di noi militari e dei poliziotti, poiché al contratto bloccato per quattro anni non ci pensiamo più.
    Alla faccia della specificità!

    Mi si dice: ma la crisi è forte, il debito pubblico fuori controllo, l’Europa ci sgrida, i mercati ci osservano, le Agenzie di raiting sono in attesa, i tassi d’interesse salgono…E come fai a contrastare queste verità! Ma la causa di tutto ciò mica saremo solo noi “fannulloni” del pubblico impiego ed in particolare noi militari “panzoni”, noi “guardiani della Fortezza Bastiani nel deserto dei tartari” ?

    Bè qualcuno potrebbe pensarlo (a destra come a sinistra e talvolta lo ha anche detto) e forse pensa anche con fastidio al nostro eccessivo patriottismo, condito di alzabandiera tricolori (il verde c’è però….), questo esser sempre pronti a cantar l’inno di Mameli, il tener fede agli impegni sempre e comunque a prescindere dai governi e dalle manovre finanziarie, in mezzo alle macerie ed alla “monnezza“ magari facendo anche un po’ di ordine pubblico, tra le pallottole che fischiano, in terra, per mare ed in cielo, con umanità tra i profughi di ogni nazione, in guerra come in pace, a casa o nei territori più lontani.

    Sempre fieri di essere ITALIANI!

    Vero, il Governo legittimamente eletto fa le sue scelte. Noi però rimarchiamo che in campagna elettorale al “nostro mondo” è stato “venduto” un prodotto diverso!
    Rimangono peraltro tutt’ora irrisolti quei problemi che era stato garantito di risolvere all’epoca delle promesse elettorali. Quello grandissimo del precariato dei nostri giovani militari, sino a nove anni di ferma tra un teatro operativo e l’altro (“guerre”) mentre altrove sono stati stabilizzati, del crescente demanzionamento specie tra i più giovani, della cronica mancanza ed inadeguatezza degli alloggi (a proposito Sig. Ministro La Russa il piano casa per i militari da 5,4 miliardi lo avete portato all’On.le Tremonti?), del continuo peggioramento delle condizioni di vita all’interno delle caserme a causa dei tagli al bilancio, della mancata partenza della Previdenza Pensio-nistica Integrativa, del riordino dei ruoli, potrei continuare ma mi fermo qui.
    Sig. Presidente del Consiglio e Sig.ri Ministri i tempi sono difficili, le scelte dolorose e spesso doverose. Fatele con la consapevolezza che anche noi militari siamo in grado di capirle e giudicarvi!

    Non chiediamo di essere fuori dal contesto sociale ed economico del paese.
    Al contrario vogliamo starci sempre più, in maniera democratica e con orgoglio. Vogliamo partecipare al risanamento dei conti dello Stato al pari e più di altri. Non vogliamo però che il nostro “status particolare”possa far pensare a qualcuno che oltre a non avere una vera rappresentanza sociale (sindacato) siamo pure senza pensieri, anima e voce, disposti sempre e comunque ad accettare supinamente tutto senza neanche essere informati o sentiti al pari delle altre realtà e parti sociali del Paese.

    Da ultimo un pensiero per il Signor Presidente del Consiglio On.le Silvio Berlusconi.
    Lei che talvolta ama paragonarsi ad illustri politici del passato che con la loro visione strategica hanno fatto l’Italia, provi a lasciare un segno nel nostro mondo: accordi ai militari quel diritto di libero sindacato o almeno di libera associazione che già l’On.le Aldo Moro negli anni ‘70 avrebbe voluto concedere non riuscendovi frenato dai soliti immancabili conservatorismi. Faccia almeno una vera norma specifica per le libertà fondamentali del cittadino con le stellette che consenta di ricacciare indietro il ricorrente pensiero che il nostro universo sia separato ed ispirato a principi giuridici “speciali”, extra e sovra l’ordinamento giuridico ordinario.
    Ci dia, Sig.Presidente una vera rappresentanza sociale con più spazi di libertà, di espressione e di rappresentanza sociale, libera ed indipendente. Tutto ciò, non costa denari ma vero spirito liberale! Lo troverà in se?

    Vedrà che così facendo sarà ricordato con affetto dagli appartenenti delle Forze Armate, contribuirà al pieno rispetto della volontà dei Padri Costituenti, determinando una necessaria ed ulteriore apertura e “democratizzazione” della stessa struttura Militare.

    Come? ….. non ho ancora dato risposta alla domanda iniziale: il governo e la politica sulla Sicurezza e Difesa nel nostro Paese?? La risposta è nei fatti: male…molto male!!! Ma c’è tempo per rimediare…… mancano due anni al termine della legislatura e i conti si fanno alla fine.

    P.S.: So già che qualcuno avrà la tentazione di catalogarmi come oppositore per partito preso all’attuale compagine governativa ed anche di aver travalicato il diritto di critica. Ed allora mi appello al mitico On.le BORGHEZIO “sia detto tutto, con il massimo rispetto per le autorità religiose, civili, militari e politiche”…. Ergo la libertà di espressione è tutelata della Carta Costituzionale!

    *(INCIDENTALMENTE ANCORA)
    Presidente del Co.Ce.R. – A.M. X Mandato

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