Manfredonia

Sel contrasta eolici off-shore. Ma spunta nuova richiesta ex Ats Engineerig

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Impianti eolico off-shore (immagine d'archivio)

Manfredonia – PARCHI eolici off-shore: nuova richiesta alla Capitaneria per la concessione di uno specchio acqueo. Mentre è recentissima (oggi la conferenza stampa) la discussione sui progetti della Trevi Energy (2 gli impianti eolici offshore previsti: uno da 50 torri per 150 megawatt a Chieuti, nel Foggiano ai confini con il Molise, ed un altro nel golfo di Manfredonia, da ben cento torri per 300 megawat), la società Parco Eolico Marino Gargano Sud srl (già Ats Enginering srl) con sede legale a Torremaggiore (Fg) alla piazza G.Paolo II n.8 ha chiesto l’assegnazione in concessione per la durata di 50 anni alla Capitaneria di Porto di Manfredonia – con istanza del 14 maggio 2011 – di uno specchio acqueo per complessivi 86,40 kmq. Questo per realizzare un parco eolico per la produzione di energia alternativa di tipo off-shore.

La progettualità prevede l’installazione di 95 aerogeneratori, disposti ad una distanza di circa 10 chilometri e ricadenti nelle acque antistanti i comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata, Zapponeta e Margherita di Savoia. 30 i giorni per presentare osservazioni in forma scritta alla Capitaneria di Porto, in seguito alcuna possibilità di reclamo e avvio delle pratiche per la concessione demaniale richiesta.


Il progetto della Trevi, gruppo Sel contesta
. Intanto proprio oggi ( Parchi eolici off-shore: contestazioni Sel) si è svolta a Palazzo Dogana una conferenza stampa dei consiglieri regionali Sel, Michele Losappio, Pino Lonigro e Arcangelo Sancandro, contro l’installazione di parchi eolici nel Golfo di Manfredonia. “Riteniamo che si debba respingere il progetto della Società Trevi di impiantare nel Golfo di Manfredonia 65 pale eoliche a circa 8 km dalla costa. Questo progetto, oggi nel pieno della procedura di VIA, aveva già ricevuto un parere negativo della Regione nella precedente legislatura, parere che l’Assessore Nicastro ha confermato e rivendicato anche come esempio in negativo rispetto all’impianto di Tricase che per distanza, potenza e configurazione (su galleggianti) ha invece giustamente ricevuto il SI della Giunta”, la posizione dei consiglieri.

Il presidente della I commissione regionale A.Sannicandro, consigliere regionale Sel (ST)

“La società proponente lo ha poi modificato riducendo in parte il numero delle pale, tutte stabilmente da impiantare sui fondali, e lo ha ripresentato anche come apripista per altri insediamenti nel porto di Brindisi. In queste condizioni auspichiamo, certi della sensibilità dell’Assessore, che la Regione non modifichi il proprio precedente giudizio nel solco di una comune impostazione che vuole difendere mare, costa e risorse naturali da ogni forma di aggressiva invasione”.


Nuzziello
. A sostenere la battaglia dei tre componenti di Via Capruzzi, anche Anna Nuzziello, unica consigliera donna in assemblea ed eletta con le insegne della civica del Presidente. “Il nostro è un categorico – ha ribadito la Nuzziello – che si schiera contro un progetto che vuole distruggere una terra che tutte le stime nazionali come punta di diamante del turismo nazionale”. “L’impianto eolico in mare – ha aggiunto il consigliere Nuzziello – che la Trevi SpA vuole costruire è incompatibile con il sistema economico e ambientale del nostro territorio. E su questo abbiamo voluto aprire una riflessione politica e tecnica da condividere con i cittadini, le istituzioni e gli operatori economici del territorio. Non siamo contrari alle energie rinnovabili, e le politiche energiche innovative intraprese dalla regione Puglia si commentano da sole, siamo diventati la prima regione in Italia per quantità prodotta ma anche per la qualità prodotta. Il comparto energetico si muove in sinergia senza entrare in conflitto con gli altri settori produttivi, quali il turismo, la pesca e l’agricoltura. Oggi vogliamo dunque tranquillizzare gli operatori turistici che non è cambiata la nostra linea di sviluppo. All’assessore regionale all’ambiente Nicastro abbiamo chiesto di attivare tutte le procedure in potere della regione Puglia, così come ha fatto per bloccare le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi nel mare adriatico, affinchè la Trevi non installi l’impianto di eolico offshore nel golfo di Manfredonia, perché è incompatibile con le politiche di sviluppo e di tutela ambientale della Regione Puglia”.


Contro l’impianto delle pale in mare, anche la segretaria regionale della compagine vendoliana, Annalisa Pannarale. “In questo modo rischiamo di trasformare quella che è una risorsa, le energie rinnovabili, in un problema” ha calcato la mano la Pannarale, chiosando che “Sel intende vigilare una volta di più sulla giustezza di questi progetti”.

La precedente sentenza della Consulta. “LA Regione Puglia ha usurpato la funzione amministrativa, attribuita ad un organo statale da una legge governativa, nell’esercizio della sua competenza esclusiva in materia di tutela ambientale”. Così in sintesi la sentenza numero 171/2010 della Corte Costituzionale che aveva dichiarato che non spettava alla Regione Puglia indire una conferenza di servizi per la valutazione di impatto ambientale di progetti di impianti eolici offshore presentati il 16 gennaio 2008. Dopo la legge n.244 del 24 dicembre 2007 ( Legge 24 Dicembre 2007, n. 244 ) e fino al 12 febbraio 2008, la competenza per la autorizzazione dei soli impianti eolici offshore (quali quelli per cui è causa) è, pertanto, passata allo Stato e, con essa, è passata allo Stato anche la competenza in ordine alla VIA (mentre è rimasta alle Regioni quella relativa ad ogni impianto eolico su terra – Focus Consulta).

Progetto Trevi: Manfredonia e Chieuti graziate. E’ bene sottolineare che il Presidente del Consiglio dei ministri aveva chiesto alla Corte il totale annullamento dei progetti i eolici offshore presentati a quattro diversi impianti, da realizzare da parte della impresa Trevi Energy, del vice presidente di Confindustria, compresi due progetti di impianti eolici offshore in Puglia: uno come detto da 50 torri per 150 megawatt a Chieuti, nel Foggiano ai confini con il Molise, e un altro nel golfo di Manfredonia, da ben cento torri per 300 megawat. Per gli altri tre impianti, invece, la Consulta non aveva sospeso il provvedimento regionale: mancano, avevano osservato i giudici, «elementi che possano individuare la data di avvio dei procedimenti relativi agli altri tre impianti». In concreto, non essendoci al momento una data di presentazione ufficiale dei progetti non possono essere sottoposti ad una legge ratificata dalla stessa maggioranza di Governo.


g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • Redazione

    La Puglia non è territorio da trivellare !
    Il nostro petrolio è di pessima qualità ma costa poco.

    Il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” ribadisce ancora una volta e con forza il suo parere negativo verso ogni progetto di richiesta, da parte delle società petrolifere, ad effettuare prospezioni geo-sismiche tramite air-gun e successive installazioni di piattaforme petrolifere.
    La situazione pugliese è sempre più critica e delicata. La nostra amata Regione è nel mirino di diverse società petrolifere.
    Sulla terraferma sono già state concesse 14 autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi.
    Sono quattro, invece, le società che hanno presentato al MSE istanze di permesso in mare: la Petroceltic in zona Tremiti, la Northern Petroleum nel tratto di mare antistante le coste che vanno da Bari a Leuca, l’Eni su Brindisi e la Spectrum Geo per tutta la costa pugliese.

    La Petroceltic si è impegnata a non svolgere alcuna attività nel mare delle Isole Tremiti fino al 22.3.2012, quando il Tar del Lazio prenderà una decisione definitiva.

    La Northern Petroleum, come illustra la cartina, oltre ad essere già titolare di due permessi di ricerca idrocarburi, den.F.R39.NP e F.R40.NP (campi Giove e Rovesti in verde), ha presentato istanze per il conferimento di ulteriori sette permessi di ricerca: d149 D.R-.NP, d60 F.R-.NP, d61 F.R-.NP, d65 F.R-.NP, d66 F.R-.NP, d71 F.R-.NP, d72 F.R-.NP( in giallo). Nelle aree in verde, come previsto nella 1°fase del programma dei lavori, in autunno/inverno inizieranno i lavori atti ad effettuare prospezioni geo-sismiche usando air-gun. Una volta concessi 2 permessi, per effetto domino, non sarà difficile accordare i restanti sette del progetto e poi, in caso di esito positivo delle ricerche, passare alla 2°fase che prevede l’esecuzione di un pozzo esplorativo.

    Numerose le Osservazioni presentate dalle Istituzioni e da noi del Comitato al Ministero dell’Ambiente e al MSE e diversi i ricorsi al Tar. La partita non è ancora finita!

    L’Eni ha presentato, già dal ’93, a Brindisi il progetto “Aquila” e nel 2009 ha assegnato alla Saipem la conversione di una sua petroliera in un impianto galleggiante (FPSO) atto allo sfruttamento di un giacimento che si trova a 25 miglia da Brindisi.

    La Spectrum Geo, in ultimo, ha sottoposto al MSE due istanze di permesso di prospezioni geofisiche che interessano tutto il Mar Adriatico ed in particolare la “d 1 F.P-.SP” che riguarda l’Adriatico meridionale, costeggiando in toto le coste pugliesi per una lunghezza di 3898 Km ed una superficie 16.169 Km2.

    Invitiamo tutti, istituzioni e singoli cittadini, a presentare Osservazioni al Ministero dell’Ambiente entro il 4/10/2011.
    (Per info : nopetroliopuglia@gmail.com )
    Silvia Russo –
    Portavoce “Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”


  • dinoiaangelo@libero.it

    ma perchè non volete le pale eoliche??????
    sono così belle (sembrano dei mulini a vento olandesi in chiave moderna) e poi sono innocue e allo stesso tempo producono “energia rinnovabile” , cosa volete di più, un lucano????
    domanda : chi ha dato i 2 permessi alla northern petroleum?
    la verità è che il partito di sinistra ecologia e libertà si riempie solo la bocca della parola ecologia e poi fa come a borgo tressanti, da il consenso a costruire l’inceneritore, evviva vendola , evviva l’ipocrisia


  • FABIO

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