Foggia
Stanziate metà delle risorse rispetto all’anno scorso

Foggia. Asili nido convenzionati: 200 bambini restano fuori

Lioia: “Andremo in Regione per sollecitare”

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Foggia. Asilo nido, una necessità per tante famiglie con genitori che lavorano. E’ stata stilata la graduatoria delle famiglie aventi diritto ai buoni per l’infanzia del Comune di Foggia. I bimbi accettati sono 95, ne restano fuori 200 che hanno utilizzato l’alternativa prevista dalla Regione, cioè un bando pubblicato il 29 luglio sul portale, per usufruire dello stesso servizio tramite l’ente barese come da procedura da qualche anno. Dopo poche ore la piattaforma è stata chiusa perché manca la copertura finanziaria. L’ultima parte delle risorse, 300mila euro, riguarda il 2015/2016, per l’anno scolastico in corso i soldi al momento non ci sono. Si sa che i mandati sono stati finanziati ma manca la firma, né si capisce quando si sbloccherà la situazione, l’accesso per nuove iscrizioni potrebbe anche ritardare di qualche mese. Notevole il disagio delle famiglie alcune delle quali hanno protestato presso l’assessorato alla pubblica istruzione, altre si sono rivolte alle strutture private chiedendo lumi.

Quest’anno le risorse stanziate dal Comune per i nidi sono state dimezzate, da 1milione e 200mila euro dell’anno scorso a 605mila euro di quest’anno. “Abbiamo avuto il taglio dei contributi statali – dice l’assessore alla pubblica istruzione Claudia Lioia– e il fatto che siano arrivati molti bambini con reddito zero o molto basso ci permette di prenderne di meno. Ma non mi arrendo, tornerò all’attacco per avere più fondi e andremo a Bari per sollecitare il finanziamento dei fondi”. Com’è noto, l’unico nido del Comune è il Tommy Onofri con un’accoglienza massima di 65 posti. Ogni anno i bambini vengono indirizzati verso le altre 15 strutture a disposizione con il punto interrogativo del sostegno economico visto che, col passare degli anni, il contributo delle famiglie è sceso sempre di più perché evidentemente, fanno notare i dirigenti del settore istruzione, in molti hanno perso il lavoro o sono diventati monoreddito. Un bambino costa 650 euro al mese, cifra fissata a livello regionale “chi ha più possibilità economiche a Foggia al massimo paga 350 euro di suo partendo da un minimo di 80”.

Il Comune di Foggia permette che la domanda sia inoltrata anche da famiglie con genitori disoccupati mentre il bando regionale richiede che abbiano un lavoro o che stiano svolgendo un corso di formazione presso l’ufficio di collocamento.

Il problema sono i ritardi nell’erogazione dei fondi regionali non solo sotto forma di buoni ma anche di pagamenti ai gestori privati alcuni dei quali avanzano cifre cospicue, chi 90mila euro chi 150mila. “Ma quale rischio d’impresa- si arrabbia Anna Maria Forgelli, gestore del nido Karol e Pio- chi lo dice non conosce le spese per un bambino, ci sono leggi chiare, pagamenti da 30 a 60 mesi, cosa che non avviene mai. Quando il Comune e la Regione derogano noi ci sentiamo persi, e poi il Comune non deve contare sul bando regionale che è un rebus, non si sa mai se lo rinnovano. I soldi quando arrivano tramite i servizi sociali si fermano negli uffici della ragioneria. So che l’assessore Lioia si sta battendo ma è l’unica, questo servizio nido è quasi raso al suolo. Noi diamo lavoro, aiutiamo le donne in cerca di lavoro. Fanno il fertiliy day e poi i bambini non sanno a chi portarli. Ci vorrebbe più considerazione per un servizio importante per la città”. Una città che, come verificato dall’assessorato preposto, perde, negli anni, i contributi delle famiglie per pagare la retta e per il 2016/2017, almeno fino a quando la Regione non interverrà, ne tiene fuori il doppio di quanti ne possa accogliere.

L’anno scolastico è cominciato, il bando prevedeva l’avvio dal 1° settembre.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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