Manfredonia
FONTE, ARTICOLO Ship2Shore - di Angelo Scorza

Manfredonia preferisce gasarsi con i passeggeri delle navi bianche…

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Manfredonia. Nel porto del Gargano – il cui Comune continua ostinatamente a rigettare il progetto di deposito GPL della Energas – si attende con trepidazione la prima toccata, annunciata in autunno, di una nave da crociera. Di gran lunga meglio torpedoni di passeggeri che metri cubi di gas sulle banchine di Manfredonia.

Il porto della Capitanata, che da tempo oppone fiera e ferma resistenza al progetto di deposito GPL della impresa privata Energas Spa (licenziataria Q8), ignorando le rassicurazioni circa la (garantita) innocua invasività sul territorio dell’impianto che giungono dalla società napoletana, pensa ora di avere scoperto un piccolo Eldorado nel filone delle navi bianche.

Chissà se è solo il canto del cigno quello intonato dalla semi-fantomatica Autorità Portuale di Manfredonia; fatto sta che le ultime voci che rimbalzano dalla Puglia narrano di un accordo dell’Area logistica integrata del sistema pugliese-lucano – al quale aderiscono Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, RFI, Agenzia per la Coesione Territoriale, Regione Puglia, Regione Basilicata, e le Autorità Portuali di Bari, Brindisi, Taranto e Manfredonia – presentato in anteprima dal commissario alla port authority sipontina Gaetano Falcone ad un tavolo tecnico cui hanno preso parte il sindaco Angelo Riccardi, il presidente di Confindustria di Foggia Gianni Rotice, il comandante della Capitaneria di Porto Nicola Latinista, il rappresentante del consiglio della Camera di Commercio di Foggia Vincenzo Prencipe, agenzie marittime e rappresentanti dei servizi portuali, che consentirebbe “numerose e interessanti novità che aprono prospettive per tutto il sistema portuale locale, della cui evoluzione beneficerà lo sviluppo economico e occupazionale del Nord Puglia e della Basilicata. PON (UE), POR (Regione Puglia) e FESR saranno gli assi finanziari dai quali giungeranno le risorse per potere rinnovare e potenziare il Porto Alti Fondali (elaborato progetto esecutivo per 117 milioni di euro, intervento inserito all’interno del Piano strategico nazionale ALI (Aree Logistiche Integrate) che risolverà le carenze infrastrutturali che impediscono di esprimere al meglio le sue potenzialità” ha dichiarato Falcone, il quale confida che, “con tale adeguamento, tutto il sistema portuale di Manfredonia potrà ospitare tutti i settori merceologici: mercantile, passeggero e nautica di diporto.

Il Porto Alti Fondali, con l’accordo ALI, diventerà una importante connessione per tutto il sistema economico di Capitanata e Basilicata anche grazie all’accordo con le vaste e strategiche Aree retroportuali (di 12 ettari) e altre piattaforme logistiche come quella di Borgo Incoronata.

FONTE, ARTICOLO Ship2Shore – di Angelo Scorza

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