CapitanataSan Severo
Grande partecipazione al convegno sui fatti del ’46, in sala i parenti di Allegato e Recca

“Ripartire da storia e orgoglio, San Severo ne ha bisogno”

Persiano: “Comune e partiti si sono dimenticati di ricordare una pagina gloriosa di storia”

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San Severo. “Nessuno, né il Comune di San Severo né gli eredi della tradizione democratica dei grandi partiti in questa città, ha ritenuto di ricordare i fatti straordinari del 1946, quando i cittadini, e le donne sanseveresi in modo particolare, furono un esempio positivo per tutta l’Italia. Allora fu scritta una pagina di storia memorabile dai sanseveresi che diedero un contributo enorme alla nascita della Repubblica e al radicamento delle istituzioni democratiche. Ecco perché abbiamo deciso di farlo noi”. E’ stato Franco Persiano, segretario provinciale dello Spi Cgil Foggia, a spiegare il significato del convegno che si è tenuto a San Severo, nella sala convegni di via Sant’Onofrio. L’iniziativa, intitolata “1946, un anno indimenticabile: San Severo al voto per il Comune, il Referendum e la Costituente”, è stata organizzata da Spi Cgil provinciale, Auser San Severo e ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della Capitanata. L’evento rientra nell’ambito delle iniziative di “Generazioni a confronto: per una memoria condivisa di Storia e Costituzione”. Alla serata, erano presenti i parenti di Luigi Allegato e Raffaele Recca, i deputati sanseveresi (rispettivamente di PCI e DC) eletti all’Assemblea Costituente nella storica tornata elettorale del 2 e 3 giugno 1946, quando l’Italia, oltre a essere chiamata a scegliere tra Monarchia e Repubblica, decise quali sarebbero stati gli uomini e le donne cui affidare il compito di scrivere la Costituzione Italiana.

Il compito di raccontare quanto accadde a San Severo e in Capitanata nel 1946 è stato affidato a Michele Galante, presidente provinciale ANPI Foggia, già Deputato della Repubblica, autore di numerosi libri sulla storia della Capitanata; e a Michele Monaco, insegnante, a lungo impegnato in politica e cultore di storia locale. Proprio Michele Monaco è l’autore di un eccezionale e commovente video documentario che raccoglie testimonianze, nomi, volti e immagini del 1946 a San Severo. Da entrambi i relatori, è stato lanciato un accorato appello alle istituzioni comunali: “Questa è storia viva”, ha detto Monaco. “I fatti del 1946 a San Severo vanno divulgati nelle scuole, in modo che i nostri giovani, conoscendo il valore della storia della loro città, possano innamorarsene, andarne fieri, capire l’importanza di impegnarsi per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Comunità”. Michele Galante, dopo la proiezione del video, ha ripercorso le tappe della vicenda storica di 70 anni fa, dal riconoscimento del suffragio universale e del diritto delle donne a votare e ad essere votate, alla nascita delle prime amministrazioni comunali libere, fino al referendum Monarchia-Repubblica e all’elezione dell’Assemblea Costituente. “In quell’anno memorabile, la Capitanata, complessivamente, riuscì ad eleggere 9 deputati all’Assemblea Costituente. La qualità di quella rappresentanza fu dimostrata dal contributo qualificato che i nostri deputati diedero all’interno delle Commissioni e nelle discussioni”. Alle elezioni comunali dell’aprile 1946, alle urne, si recarono 11.549 donne sanseveresi e furono in quattro a essere elette in Consiglio comunale.

“San Severo allora fu una eccezione positiva”, ha ricordato Galante, “poiché soltanto il Consiglio comunale sanseverese poteva vantare un numero così rilevante di donne: a Cerignola e Foggia, per fare un esempio, la rappresentanza femminile si limitò a due sole consigliere comunali”.

Mentre in Puglia prevalse l’opzione monarchica, scelta dal 67,3% complessivo degli elettori pugliesi, San Severo scelse la Repubblica alla quale furono tributate 11.782 preferenze, pari al 53,6%, contro i 10.171 voti (46,4%) accordati alla Monarchia. I sanseveresi si recarono massicciamente alle urne: espressero il loro voto 22.313 cittadini, 11.631 donne e 10.862 uomini, con una partecipazione del 93,43% mai più eguagliata in città. Da aprile a giugno, in tre mesi, nel 1946 San Severo fu dapprima chiamata a eleggere i suoi rappresentanti al Comune, con un voto che portò alla formazione di una giunta comunista-democristiana (sindaco Emilio Amoroso, del PCI), poi si gettò con totale coinvolgimento sul Referendum istituzionale e l’elezione della Costituente, portando nell’Assemblea i sanseveresi Luigi Allegato (PCI) e Raffaele Recca (DC). Al Referendum istituzionale, il risultato sanseverese fu in controtendenza sia rispetto a quello di Foggia città sia rispetto al dato complessivo della Capitanata, poiché la provincia accordò 153.913 voti alla Monarchia e 129.538 alla Repubblica.

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT



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