Manfredonia

“Ospedale declassato ma in molti non lo sanno. A rischio assistenza per i malati” (Video)


Di:

Salvatore Castrignano, Coordinamento Associazione "Lavoro&Welfare" di Capitanata (ST)

Manfredonia – “MANCANZA di risorse, assistenza e funzionalità della struttura”. Preoccupazione di Salvatore Castrignano, coordinatore provinciale dell’associazione Lavoro & Welfare di Capitanata, espressa durante il sit-it dello scorso 15 ottobre contro il declassamento dell’ospedale di Manfredonia.

“Si tratta di una situazione di malessere generale – dice a Stato il coordinatore provinciale Castrignano – una situazione che va ad intaccare la spesa sanitaria di molti regioni italiane. La Puglia è in evidente difficoltà. Il piano di riordino delle rete ospedaliera (già approvato, ndR) sta determinando delle ricadute negative per diverse aree. In primis per Manfredonia dove sono stati ridotti a 159, da 189, i posti letto per la struttura ospedaliera del San Camillo De Lellis”.


Da qui il declassamento dell’ospedale da intermedio a di base.
”Al di là della professionalità delle figure impiegate, il declassamento determinerà una difficoltà nel locale per utilizzare le adeguate risorse, le strutture e soprattutto per definire la funzionalità necessaria per la struttura. Il declassamento andrà ad originare perdita di funzionalità – dice Castrignano – e quindi metterà a rischio l’assistenza dei medici per i pazienti. Come associazione non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per Manfredonia e la Capitanata. Quella di stasera rappresenta la prima iniziativa dell’associazione ma alla quale seguiranno altre. Come coordinatore provinciale lancio un monito, un appello ai responsabili locali e regionali, affinché valutino diversamente, dunque in un’ottica positiva, il futuro dell’ospedale di Manfredonia e della Capitanata. Le scelte e le fiscalità della burocrazia non devono influire sulla salute dei cittadini”, termina Castrignano.

Per Stato anche la dr.ssa Luisa Buonpane, responsabile del coordinamento di Manfredonia, presente in piazza anche con altri responsabili locali e con il professore, sociologo Silvia Cavicchia. “La riduzione dei posti letto è stata già approvata – dice a Stato la dottoressa Buonpane – 30 posti letto in meno con conseguente disagio per i cittadini, causa un’inevitabile carenza nei servizi. Abbiamo ascoltato ed informato anche il Tribunale per i diritti del malato di Manfredonia – continua la dottoressa Buonpane – i responsabili di tale organismo si sono detti molto preoccupati per la situazione emersa. Ma allo stesso modo non possiamo nascondere come siano diversi i cittadini ancora ignari della situazione in corso. Molti utenti dell’ospedale di Manfredonia continuano a rivolgersi al TDM per l’esenzione al ticket, per le liste d’attesa ma senza essere consapevoli di quello che sta accadendo a livello di perdita di funzionalità e della riduzione dei posti letto. Le faccio questo esempio – conclude la dottoressa Buonpane – nel reparto di ginecologia a Manfredonia i medici sono spesso obbligati ad indirizzare i pazienti verso altre strutture, causa l’assenza di personale”.

Attuale ingresso ospedale di Manfredonia San Camillo De Lellis (ST)

Focus declassamento ospedale San Camillo di Manfredonia. La missiva inviata dal sindaco Riccardi alle istituzioni e Le proteste dell’associazione, l’OdG dei consiglieri Gatta e Ognissanti

Il prospetto.
Posti letto al primo gennaio 2010 – Posti letto rideterminati
SAN CAMILLO DE LELLIS DI MANFREDONIA

Cardiologia: 9 (8+1) / 12
Medicina interna: 38 / 24
Geriatria:
Emodialisi: 14 / 0
Nefrologia:
Gastroenterologia: 12 (10+2) / 12
Pneumologia:
Chirurgia generale: 31 (28+3) / 24
Oculistica:
Ortopedia: 19 / 16
ORL:
Urologia:
Ostetricia e Ginecologia: 30 (27+3) / 24
Pediatria: 13 (11+2) / 12
Neonatologia:
Terapia intensiva:
Unità coronaria: 8 / 8
Psichiatria: 15 / 15
Riabilitazione Codice 56:
” Cardio:
” Pneumo:
Lungodegenza: / 12
– Totale: 189 / 159 –

OSPEDALI (posti letto e rideterminazione)
Cerignola: da 238 a 196
Manfredonia: da 189 a 159
Monte Sant’Angelo: da 26 a 0
San Severo: da 214 a 231
San Marco in Lamis: da 96 a 0
Torremaggiore: da 44 a 0
Lucera: da 163 a 127

Totale: da 970 a 713

Video, il sit-in in piazza del Popolo – 15.10.2011



Redazione Stato, gdf@riproduzione riservata

“Ospedale declassato ma in molti non lo sanno. A rischio assistenza per i malati” (Video) ultima modifica: 2011-10-15T17:29:42+00:00 da Redazione



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Commenti


  • gigetto

    Ma i dodici posti di lungodegenza dove sono finiti?


  • manfredoniaddio

    I nostri POLITICI,SINDACALISTI,DIRIGENTI,che sono riusciti a far RIaprire una casa di cura a 100 metri,come mai non riescono a rianimare l’ospedale?????????????????????????????????


  • Redazione

    Comunicato Associazione Lavoro & Welfare

    Notevole la partecipazione al sit-in sulla situazione dell’Ospedale di Manfredonia e dei servizi sanitari del territorio in conseguenza dei Piani sanitari di rientro e di riordino. I cittadini chiedono di essere informati e coinvolti.

    In tanti a dire no al declassamento del presidio da Ospedale intermedio a Ospedale di base. Preoccupazione e appelli alla politica e alle Itituzioni perchè non sia compromesso e cancellato il diritto alla salute di tutti i cittadini.

    Oltre 1.000 le firme raccolte in meno di tre ore a margine dell’appello contro il declassamento dell’Ospedale di Manfredonia e 1.500 le copie del dossier elaborato dall’Associazione, richieste e ritirate ai banchetti nel corso del sit-in di sabato scorso. Altre 6.000 copie erano già state messe in diffusione nei pubblici esercizi cittadini dalla redazione del quindicinale di informazione locale ManfredoniaNews.it, che ha collaborato all’iniziativa ed ha provveduto alla stampa del dossier con grande spirito civico.

    Indicativa ed encomiabile la partecipazione attiva di numerosi volontari delle Associazioni Arcobaleno e AVI che hanno raccolto l’appello ad unirsi ai promotori nell’organizzazione di un evento che testimonia l’importanza di essere in contatto con la gente quando si vuole esaltare l’impegno sociale unitario su temi che riguardano la qualità della vita.

    La politica deve svolgere un ruolo più incisivo. E’ necessario dare indicazioni e obiettivi giusti all’azione di quanti operano nelle delle Istituzioni.

    Tante parole si sono finora spese senza alcun esito positivo sull’emergenza sanitaria. I costi della cattiva gestione continuano a scaricarsi sui servizi essenziali e sui più deboli. Sbaglia chi ipotizza una efficienza da realizzarsi indipendentemente da come si legifera. Un Ospedale di base non avrà mai le risorse e i mezzi di uno Intermedio. Perciò non è indifferente essere l’uno o l’altro.

    I cittadini del sit-in hanno raccontato, fra l’altro, di un reparto di ginecologia azzerato nella funzionalità, di una ortopedia che viene by-passata dai pazienti che si dirigono spesso altrove per poter essere curati, di prestazioni di pronto soccorso in grosse difficoltà a causa della mancata concessione da parte del Governo centrale della deroga alla Regione per la continuità lavorativa dei precari e per le indispensabili nuove assunzioni.
    La preoccupazione e l’allarme pervadono i ragionamenti dello stesso personale sanitario e della dirigenza. Occorre fare chiarezza! La politica deve agire, è quello che chiedono i cittadini. Intanto si è fatto avanti nuovamente il Sindaco, che parla di una situazione gravissima e chiama in causa tutti, dal Presidente della Repubblica al Presidente della Giunta Regionale, dai Parlamentari ai Consiglieri regionali e agli altri Sindaci. Speriamo non sia già tardi per porre rimedio.

    Noi dell’Associazione “Lavoro&Welfare”, ovviamente, siamo già al suo fianco e continueremo a sensibilizzare e a promuovere informazione e partecipazione. Lo faremo insieme ad altri come noi. Così come il lavoro, la salute è un diritto, non una merce; e i diritti vanno difesi dalle decisioni ingiuste e dai soprusi con la mobilitazione democratica.

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