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Costa: Schettino in aula per incidente probatorio

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Il comandante F.Schettino dopo il precedente fermo di Pg (fonte image: style.it)

CON l’ingresso in aula del gip Valeria Montesarchio è cominciata al Teatro Moderno di Grosseto intorno alle 10:20 l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa Concordia. Il gip Montesarchio ha preso posto al centro del palcoscenico dando inizio all’udienza e quindi all’appello dei presenti.

Oltre al comandante Francesco Schettino, sono in aula presenti anche altri indagati, il suo vice Ciro Ambrosio, l’ufficiale Salvatore Ursino e il responsabile dell’Unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini. Tutti sono assistiti dai loro legali e consulenti. Il giudice Montesarchio ha illustrato il programma della giornata secondo cui il collegio di periti del Gip, inizierà a illustrare la maxi perizia sulla scatola nera. A parlare, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che lo presiede. Dopodiché interverranno le parti, la Procura, i legali delle persone offese e poi i difensori degli indagati.

In attesa dell’inizio dell’udienza un passeggero della nave è salito sul palco per salutare Schettino, che, seduto al banco degli imputati si è alzato in piedi e gli ha stretto la mano. Secondo quanto si apprende, i due si sono scambiati alcune brevi frasi e poi hanno ripreso le rispettive posizioni. “Schettino ha le sue responsabilità, ma dietro ci sono altre colpe di cui qualcuno dovrà rispondere”. I passeggeri che la notte del 13 gennaio scorso erano sulla Costa Concordia sono unanimi nel sostenere che la manovra del comandante non è stata l’unica causa della tragedia. Man mano che arrivano al Teatro Moderno di Grosseto per partecipare all’incidente probatorio disposto dalla Procura, ripetono quasi tutti la stessa cosa.


Fonte ANSA



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Commenti


  • Grazie Stato Quotidiano

    Mi fido più del famigerato Schettino della ns. classe politica..


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il “telemarketing” deve essere considerato una tipologia di lavoro subordinato e non una forma di “contratto a progetto”!

    Il Tribunale di Milano , con una recente sentenza, ha stabilito che è illegittimo assumere gli “operatori di telemarketing” con i “co.co.pro”; secondo tale pronuncia giurisprudenziale i dipendenti di telemarketing devono essere inquadrati piuttosto come lavoratori subordinati a tutti gli effetti. ( così Trib. Milano, sent. n. 3638 del 6.08.2012)

    La sentenza in questione ha, così, accolto il ricorso di un giovane, che era stato assunto come operatore telefonico di telemarketing presso un call center, ma inquadrato come lavoratore a progetto. Secondo il giudice, l’illustrazione di una proposta commerciale e l’obiettivo di contratti mensili non possono considerarsi veri e propri “progetti” e, come tali, non possono dar luogo alla stipula di un co.co.pro.

    Il Tribunale ha considerato irrilevante la difesa dell’azienda che sosteneva di aver imposto al dipendente un obiettivo: quello di raggiungere 21 contratti in un arco temporale predeterminato. Quando infatti l’attività dell’operatore si limita a illustrare una proposta commerciale a un possibile cliente, fissando poi un appuntamento per un incontro, cui si presenterà altro personale della stessa azienda per promuovere in vendita il bene offerto, in tali casi si è in presenza di tutti i caratteri della subordinazione.

    Il dipendente potrà quindi promuovere giudizio presso il tribunale ove si è svolto il rapporto di lavoro e chiedere tutela al giudice affinché dichiari che il rapporto di lavoro è a carattere subordinato, con la condanna al pagamento di tutte le differenze retributive, utili anche ai fini del T.F.R.
    Foggia, 15 ottobre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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