Foggia

“Fratello Sole” carabinieri, 9 arresti tra Rieti, Foggia e Isernia

Di:

Controlli carabinieri (Ph: clubuds)

Foggia – Si è conclusa con 9 arresti una complessa ed articolata indagine condotta dal Comando Provinciale di Rieti in collaborazione con il Comando provinciale di Foggia, avviata nel mese di Agosto scorso e volta a disarticolare un sodalizio criminale di matrice magrebina, responsabile di numerosi reati contro il patrimonio perpetrati nelle province di Rieti, Isernia, Teramo, Potenza, Barletta, Andria,Trani e Foggia.


I soggetti destinatari delle misure cautelari.
Con l’accusa di “associazione a delinquere finalizzata ai reati di furto aggravato e continuato, con l’aggravate del crimine trans-nazionale“, sono finiti in manette:
1. EL OUTRI HASSAN nato in Marocco il 14.10.1964,
2. EL OUTRI SLAHEDDINE nato in marocco il 10.9.1980,
3. EL BADDAQ ABDELKADER nato in Marocco il 13.4.1970,
4. HARRACH Rachid, nato in Marocco il 02.11.1975,
5. SAIFI Rachid, nato in Marocco il 01.01.1984,
6. MEKNASSI Abdelfatah, nato in Marocco il 01.01.1980,
7. SAIDI Mohamed, nato in Marocco in data 01.01.1984,
8. ESSALAMI Abdelilah, nato in Marocco il 21.06.1985,
9. AROUROU Rdouane nato in Marocco il 10.6.1985


I furti.
Nei confronti dei summenzionati indagati, tutti pluripregiudicati e clandestini, la Procura della Repubblica di Rieti (Dott. Francia) ha emesso Decreto di Fermo di indiziato di delitto che è stato eseguito la notte scorsa dai Carabinieri nella provincia di Foggia: Stornara, Ortanava, Carapelle e Torre Maggiore. La banda era specializzata nella perpetrazione di furti di pannelli solari e fotovoltaici, che venivano successivamente imballati e trasportati in Marocco, dopo essere stati imbarcati nei porti di Livorno e Genova e lì rivenduti.

I carabinieri operanti hanno ricostruito il modus operandi della banda ed i relativi profitti. Un pannello fotovoltaico del valore di circa 800 euro, veniva venduto dai ladri all’organizzazione criminale operante in Marocco ad un prezzo di 40 euro, quivi giunto veniva poi rivenduto ad un prezzo di circa 200 euro.

L’indagine ha preso avvio dalla constatazione di alcuni furti perpetrati nel territorio nella zona di Cittaducale la notte tra il 6 e il 7 luglio 2012, allorquando ignoti ladri penetravano all’interno dell’Azienda “Falegnameria F.lli CAROSI” – sita in S. Elpidio di Pescorocchiano, ove si impossessavano dell’autocarro Volkswagen Crafter con il quale si portavano al Bar M&M, sito in Corvaro di Borgorose, ove si impossessavano di nr. 6 apparecchi Slot Machine. Tramite complesse attività tecniche i Carabinieri di Cittaducale individuavano i ladri e iniziavano una articolata attività di monitoraggio. Invece di imbattersi nelle ormai tristemente note bande di Romeni, i Carabinieri hanno appurato che i ladri erano tutti Marocchini e che la loro vera specialità era quella dei furti di pannelli fotovoltaici. Andando a ritroso nel tempo i Carabinieri hanno scoperto che la banda aveva messo a segno, qualche mese prima, un furto ai danni della Società “Solsonica” con sede legale in Rieti di 3.500 pannelli solari (per un valore di € 1.400.000). Fatto commesso in Magliano dei Marsi (AQ) la notte tra il 20-21/0 Maggio/2011.

Ma i furti ai danni dei “parchi fotovoltaici” di cui la banda si era resa responsabile sono risultati ingenti e numerosi: Impianto fotovoltaico sito in Colledara (TE), ove si impossessavano di nr. 5 pannelli fotovoltaici, che trasportavano con un autocarro Iveco 35-10 rubato sulla pubblica via. Fatto commesso nella notte tra il 28 e il 29 giugno 2012. La stessa notte la banda colpiva anche al Bar “La Sosta”, in Colledara (TE),ove si impossessavano di nr.2 slot machine, gratta e vinci e ricariche telefoniche.

Impianto fotovoltaico, sito in Venafro (IS), ove si impossessavano dell’autocarro Fiat Iveco e 102 pannelli fotovoltaici. Fatto nella notte del 13 luglio 2012. Lo stesso oleificio Cooperativo di Venafro era già stato depredato dalla banda la notte tra il 10 e il 11 giugno 2012 ove si impossessavano dell’autocarro Fiat 35-10.

– Ditta MAE, sita in in Frosolone (IS), ove si impossessavano di nr.327 pannelli fotovoltaici, fatto commesso nella notte del 14 luglio 2012; ditta ENFO 40, ove si impossessavano di nr.547 pannelli fotovoltaici, fatto commesso in Palazzo San Gervasio (PZ) nella notte del 9/10 settembre 2012; ditta SOLAR PARK H s.a.s, ove si impossessavano di nr.196 pannelli fotovoltaici, fatto commesso in San Paolo Civitate (PT) nella notte del 18/19 settembre 2012;

Ditta SUNEX 5 s.r.l., ove, si impossessavano di 1.321 pannelli fotovoltaici, fatto commesso in Torremaggiore (FG) nella notte del 27/28 settembre 2012; oltre ai depositi di pannelli solari il sodalizio criminale risultava aver commesso altri furti ai danni di esercizi commerciali: bar Pit Stop – sito in Sesto Campano (IS), ove si impossessavano di nr. 3 apparecchi Slot Machine ed nr.1 apparecchio cambia monete. Fatto nella notte tra il 10 e il 11 giugno 2012.

Ditta APULIA FELIX s.r.l, sita in Margherita di Savoia (BT)ove si impossessavano di € 4.160,00, lt. 3.900 di gasolio Fatto commesso nella notte del 20/21 settembre 2012. Le indagini hanno così portato i Carabinieri nella provincia di Foggia, dove la banda aveva il suo “covo”, ed in particolare nell’area di Stornara, Ortanava, Carapelle e Torre Maggiore. Con enormi difficoltà, i Carabinieri sono riusciti ad identificare tutti i componenti dell’associazione a delinquere, malgrado le accortezze che gli stessi usavano per non farsi scoprire. Infatti gli stessi erano soliti dare sempre false generalità all’atto dei controlli delle forze dell’ordine e anche al telefono non si chiamavano mai per nome, ma usavano l’appellativo di “fratello” (da qui il nome dato all’operazione).

In data 6.Ottobre 2012, al porto di Livorno, la Guardia di Finanza, nell’area doganale portuale, su precisa indicazione dei Carabinieri, bloccava e controllava 4 furgoni Iveco, rinvenendo e sequestrando 580 PANNELLI FOTOVOLTAICI rubati dalla banda nella Provincia di Foggia. Il sequestro ha messo in allarme i componenti del sodalizio che hanno deciso di abbandonare il territorio nazionale e di andare subito in Marocco per festeggiare la Pasqua islamica (l’Eid al-Adha, è la cosiddetta festa del sacrificio: tale celebrazione, infatti, ricorda il sacrificio del profeta Abramo, primo patriarca dell’islam, nei confronti del figlio Isacco). Il pericolo di fuga, subito segnalato dai Carabinieri, ha indotto la Procura di Rieti ad emettere prontamente i Decreti di Fermo. I Carabinieri di Rieti ed i colleghi di Foggia sono riusciti, a seguito di difficoltosi servizi di pedinamento, a localizzare i domicili degli indagati.

E’ quindi scattato il blitz.

Tutti i destinatari dei provvedimenti sono stati catturati nella provincia di Foggia. 3 di loro (EL OUTRI HASSAN, che risulta il promotore dell’organizzazione, il figlio EL OUTRI SLAHEDDINE e EL BADDAQ ABDELKADER) sono riusciti a sfuggire inizialmente al rintraccio e sono partiti a bordo di un furgone in direzione di Livorno. Sono stati però intercettati sull’autostrada A1, all’altezza di Caserta e arrestati. L’operazione dei carabinieri di Rieti e Foggia assume rilevanza nazionale in quanto contrasta un fenomeno criminale dilagante. Negli ultimi anni i parchi fotovoltaici sono stati presi di mira dai ladri ed il fenomeno rappresenta ormai una piaga per proprietari. I furti provocano una perdita non solo a livello economico (svariati milioni di euro) ma anche energetico e pregiudicano la politica di investimenti in energie rinnovabili. Le regioni italiane più a sud sono quelle maggiormente colpite perchè più vicine ai paesi del Nord Africa dove la richiesta è alta ed è più difficile rintracciare i ladri e la refurtiva.

In Italia risultano installati 300.000 impianti. La Puglia mantiene il primato come Regione per la maggiore potenza installata. Nel Sud Italia si registra però anche il maggior numero di furti di pannelli fotovoltaici, anche se il fenomeno è diffuso pressoché ovunque. Per far fronte al dilagante fenomeno criminale è stato ideato un “sistema antifurto”: ogni volta che un pannello viene collegato alla rete elettrica, riceve infatti un codice di riconoscimento univoco. Ma i ladri hanno bypassato l’ostacolo rivendendo i pannelli rubati al di fuori della rete elettrica nazionale: in Nord Africa, in Romania e nell’Europa dell’Est. Non a caso in Marocco o Tunisia si registra un boom di fotovoltaico “nero”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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