Editoriali

Dente per dente (Vincenzo Mannello@)

Di:

Erich Priebke, condannato all'ergastolo per crimini di guerra per aver partecipato all'eccidio delle Fosse Ardeatine, dove vennero fucilate 335 persone, durante la sua solita passeggiata nel giardinetto sotto casa, accompagnato dalla sua nuova badante e dall'immancabile scorta, Roma, 23 luglio 2013. Erich Priebke, sentenced to life imprisonment for war crimes for having participated in the massacre of the Fosse Ardeatine, where 335 people were shot, during his usual walk in the garden below the house, accompanied by his new caregivers and the inevitable commons, Rome, 23 July 2013. ANSA/MARIA NOVELLA DE LUCA

NON c’è niente da fare. L’odio che alimenta la vita di singole persone, di strutture associate e, in senso lato, di interi popoli, ad un certo punto trabocca da quel solco che esso stesso ha tracciato. Si spande dall’una e dall’altra parte, sviluppa le proprie potenzialità,portando a conseguenze spesso letali. Poi,per contingenze storiche o temporali,rientra nel solco stesso. Più o meno profondamente. Ciclicamente ristagna per tracimare alla prima occasione.

La morte di Priebke e tutto ciò che ne è conseguito mi hanno fatto riflettere.

Già la valutazione in vita del personaggio e dei fatti aveva abbondantemente diviso le parti. Proporzionalmente allo schieramento di vincitori e vinti. “Vae victis“dicevano,scrivevano e “praticavano” i governanti romani senza tentennamenti. Guai ai vinti….,e l’impero durò più di mille anni.

Tra stragi,distruzioni e deportazioni dei nemici, Roma alimentò la propria stessa grandezza. Cito Roma perché di Roma oggi si parla ma si poteva portare come esempio qualunque stato od impero del passato,presente e futuro. Ma il fossato,tracciato già da Romolo con il sangue di Remo,così si riempiva dell’odio dei vinti. Pronto a riesplodere alla prima occasione. Che,per la storia,non ha limiti temporali. I discendenti di molti popoli sconfitti ed umiliati dai trionfi dei Cesari,a turno,calcarono il suolo dell’Urbe e del defunto impero. Lasciando, a loro volta, laghi di sangue anche innocente.

Moltiplicando il tutto per quanto avvenuto nel resto del mondo,dalla apparizione dell’uomo ad oggi,avremo un quadro di come questo sentimento, l’odio, abbia segnato ed accompagnato il cammino stesso della intera umanità. Quello,addirittura immortale,venuto fuori contro Priebke defunto è ancor piú grave e virulento. Vilipendere anche la salma di un morto, negando il diritto ad un funerale ed una sepoltura, è segnale fortissimo che il concetto di pietà non trova cittadinanza alcuna tra i vincitori di ieri,ancora al potere oggi.

Ebrei,partigiani, resistenti veri e falsi, democratici ed antinazisti, comunisti ed antifascisti postumi, hanno decretato che il trattamento riservato alla salma di Priebke doveva essere il più spietato ed offensivo possibile. Con la benedizione e la partecipazione attiva del Vaticano e della Chiesa.

E chi abbia avuto la cortesia di leggere fin qui non ritengo possa essere fuorviato dalla giustificazione addotta dai vincitori: un tal mostro, cosa meritava di diverso ? Con questo ragionamento i vincenti in cosa si differenziano dai vinti ? Seguono tutti soltanto il precetto ebraico dello “occhio per occhio,dente per dente”.

Esattamente quello con cui verranno probabilmente ripagati dal ciclo della storia.

Tempo al tempo.

(A cura di Vincenzo Mannello – www.vincenzomannello.it)



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