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Foggia, cinema e cristianesimo, relaziona Gilda Sansone

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Foggia – IL cinema e i suoi risvolti nel sociale, l’impegno ideologico, la fede religiosa, le sfide per la difesa dei valori umani e dei propri ideali di vita sono i temi del penultimo incontro della rassegna culturale “Sapere e Saperi” II edizione 2013.
L’incontro, in programma per venerdì 18 ottobre alle ore 17,30 presso l’Auditorium della Biblioteca Provinciale di Foggia “ La Magna Capitana”, è organizzato dalla Società Dante Alighieri di Foggia. Ha come sfondo la storia nel suo inevitabile intreccio tra passato e presente e, attraverso la rappresentazione filmica, affronta problemi e fatti di impegnativa attualità: il martirio e la fede religiosa.

A relazionare sarà Gilda Sansone, docente presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia.

In particolare sarà analizzato il film di Xavier Beauvois Des hommes et des dieux (2010), distribuito in Italia con il titolo riduttivo “Uomini di Dio”, titolo che tradisce l’idea originale del cineasta francese che in questo film antepone gli uomini alle divinità, ma nella scelta del plurale accoglie anche il resto dell’umanità. In questo film Beauvois coglie con grande fermezza degli uomini nell’agone della storia. Evidenzia i mezzi che questi hanno a disposizione per contrastare la violenza, il tentativo di porsi in comunicazione con i portatori di altre divinità per poi non potere fare altro che seguire le tracce del martirio.

Il film narra, infatti, una storia realmente accaduta negli anni novanta: la strage in Algeria di sette monaci francesi. La narrazione filmica mette in luce il percorso che conduce il regista Beauvois a toccare due tematiche, l’una strettamente legata all’apostolato moderno che esalta la fedeltà di una comunità monastica alla propria vocazione religiosa e umana, l’altra saldamente ancorata al pluralismo religioso. L’artista ripercorre un viaggio nell’antica tradizione biblico-martiriale, discostandosi dai criteri classici della ricostruzione agiografica, privilegiando piuttosto una umanità profonda, laica e l’esaltazione della convivenza di identità religiose differenti.

Inevitabilmente il film di Xavier Beauvois s’innesta quindi in una tradizione di religiosità critica o comunque problematica in grado di dialogare anche con il versante laico della società. Infatti, pur essendo nato chiaramente per celebrare il sacrificio dei monaci, il film di Beauvois s’afferma prima di tutto come opera determinata da uno specifico cinematografico che, se da un lato sviluppa e amplia il cinema precedente del regista, dall’altro si confronta con una serie di modelli estremamente impegnativi: da John Ford (Missione in Manciuria) a Dreyer e Bresson.

Redazione Stato



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