Politica

Legge Stabilità. Tagli sanità, c’è accordo

Di:

Il Premier Letta (statoquotidiano)

Non date retta a troppe indiscrezioni tutte foriere di cattive notizie che hanno riempito i giornali di oggi. La legge stabilita’ la faremo oggi pomeriggio“. Cosi’ il premier Enrico letta si limita a rispondere ad alcune domande sulla legge di stabilita’. “Sono tutte indiscrezioni foriere di cattive notizie… “, ha risposto Letta ai giornalisti che gli chiedevano se fosse confermato un impianto della legge di Stabilita‘ da 10-12 miliardi di euro e se in particolare fosse prevista una spending review sulla sanita’ con tagli fino a 4 miliardi di euro nonche’ interventi limitati a tre miliardi per quanto concerne il cuneo fiscale.

“Sì”, l’accordo sulla legge di stabilità c’è: così il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni risponde così a chi gli chiede se quindi l’accordo e’ stato fatto. “Le trattative le avevamo fatte prima che io partissi domenica sera, ieri siamo andati da Napolitano e adesso siamo nella fase di stesura dei testi”.



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Commenti

  • Buongiorno
    E’ un vero (dis)piacere per me che sono sempre stato un federalista convinto ascoltare il grido di dolore degli assessori regionali alla sanità del sud che lamentano l’arroganza di uno stato centrale che produce tagli lineari nella sanità per miliardi di euro sopra le loro teste, senza preavviso, senza che le regioni possano modificare od anche solo criticare un tale provvedimento dispotico e centralista.

    Ma la responsabilità di questa condizione di sottomissione allo stato centrale, centralista e centralizzato va imputata a chi, nel passato, ha respinto e bollato come non conveniente, non interessante, mortificante o dannoso un sistema federalista per il meridione italiano.

    Chi ha letteralmente terrorizzato le popolazioni meridionali con la menzogna che il federalismo le avrebbe impoverite, che le avrebbe danneggiate?

    E adesso, che le regioni e la classe politica meridionale non hanno quei poteri che ha rifiutato, abiurato, contrastato e combattuto, proprio adesso che solo il federalismo potrebbe conferire alle regioni poteri decisionali prioritari ed autonomi in materia ANCHE sanitaria e farmaceutica:

    di cosa si lamentano lor signori?

    Quale condotta politica hanno tenuto essi nei confronti del federalismo?

    Come avete votato e come avete fatto votare al referendum sulla riforma passata alla storia come la devoluzione del 2006?

    Che fine han fatto quei grandi interpreti dell’anti-federalismo come il segretario generale della CGIL provinciale di Foggia dell’epoca Nicola Affatato, il segretario generale della CISL provinciale di Foggia dell’epoca Giulio Colecchia, il professor Maurizio Ricci (all’epoca Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università di Foggia poi addirittura premiato per la sua “coerenza” con il rettorato dell’università di Foggia -viva il merito-) e tutti gli altri aderenti al comitato “Comitato per il NO: salviamo la costituzione”:

    quali responsabilità umane, professionali, personali, civili e politiche portano dinanzi al meridione ed ai meridionali?

    Ma chi pone queste domande solo all’apparenza retoriche, cosa faceva all’epoca per impedire il disfacimento dello stato ed il suo fallimento?

    Fondava un comitato che denominò sapientemente “Comitato Dauno per il Sì: Salviamo il Mezzogiorno”, comitato che sosteneva quelle riforme che avrebbero devoluto alcuni poteri alle regioni, quelle riforme che avrebbero diminuito costi e sprechi della politica, quelle riforme che avrebbe diminuito il numero dei parlamentari ed eliminato i limiti di età all’accesso al Parlamento.

    Ma lo sforzo veniva praticamente ignorato, disdegnato.

    Le tesi che portava innanzi quella azione, furono ignorate.

    Ed infine, vinsero quelli che volevano salvare la costituzione ed hanno invece affossato il paese e determinato il fall out dell’Italia quale stato di diritto repubblicano, democratico e costituzionale.

    Quegli stessi signori che invoco idealmente sono gli stessi oggi schierati per una maggiore decisionalità ed autonomia delle regioni in contrasto alle scelte di tagli lineari decise dallo stato centralista in ogni settore della vita pubblica, presente e futura, sono schierati per una diminuzione dei costi della politica, sono schierati per una eliminazione degli sprechi nella pubblica amministrazione, sono schierati per una diminuzione del numero dei parlamentari.

    Detto questo, solo per ricordare che la responsabilità personale, umana, politica, amministrativa, civica e civile in questo paese non determina una vittoria del merito e del paese reale, ma solo della casta, della clientela della casta, della sopravvivenza della casta.

    E voi, signori cui rivolgo queste riflessioni, voi, in quei giorni, dove eravate schierati, con chi eravate schierati?

    Con la casta partitocratica, burocratica e sindacatocratica o con il popolo meridionale?

    Perché una via di mezzo non c’è:

    non c’è mai stata.

    Ed un eventuale dualismo di fronte a queste scelte propone seri dubbi di sdoppiamento della personalità, sdoppiamento interessato, fisiologico o patologico che sia stato.

    Ecco i link al video ed il manifesto dell’unica manifestazione del “Comitato Dauno per il SI Salviamo il Mezzogiorno” qui a Foggia.

    Il video riprende una conferenza stampa aperta al pubblico avvenuta proprio nel giorno in cui veniva consegnato un avviso di garanzia a Raffaele Fitto, altro “grande leader” politico pugliese e meridionale che rifiutò il suo appoggio determinante alla vittoria in Puglia e nel meridione delle ragioni della
    devoluzione causandone la sconfitta.

    Dio esiste.

    I viziosi pure.

    I virtuosi anche.

    Buona continuazione di giornata e tanti saluti alla vostra coscienza.

    La mia, dorme sonni tranquilli di fronte al meridione ed ai meridionali, alla Puglia (prima di tutto) ed ai pugliesi.

    Gustavo Gesualdo, alias il Cittadino X

    PS
    La prossima volta che valutate una riforma del paese, non chiedetevi se è un alleato politico con cui spartite qualcosa (potere pubblico) che la promuove ovvero un avversario, ma domandatevi cui prodest.

    Smettete di demonizzare chi fa qualcosa per tentare di fermare il declino ed il fallimento di un paese che era il Belpaese, che era una potenza economica mondiale e che oggi è ridotta ad una carta sporca.

    E siate fedeli al giuramento di fedeltà a quelle popolazioni che tutelate e difendete, a parole.

    Questo paese è morto per quelle parole.

    Perché vincere le elezioni ed occupare la pubblica amministrazione danneggiando il popolo meridionale non è definibile come meridionalismo.

    Affatto.

    http://www.ilcittadinox.com/blog/i-tagli-del-governo-centralista-e-il-federalismo-negato.html

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