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Taranto, mostra fotografica di Alessandro Nuzzo

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Foto Alessandro Nuzzo (cplcastello@)

Taranto – SI svolgerà dal 18 novembre all’8 dicembre 2012 la Personale fotografica di Alessandro Nuzzo, nella sede dell’Associazione Culturale SE.GRE.TA in Via Crispi 85b a Taranto. Inaugurazione: domenica 18 novembre, ore 21,00. Orario: 18:00 – chiusura (circa 01:00). Ingresso libero. Informazioni: cel. 3493871016.


Biografia.
Alessandro Nuzzo, classe 1984, laureato in informatica; si avvicina alla fotografia fin da tenera età grazie alla stessa passione condivisa con il padre. In età adulta ha conseguito diverse certificazioni in fotografia e post-produzione, ed è socio attivo del circolo fotografico “Il Castello” di Taranto. Ultimamente è impegnato anche in ambito cinematografico come fotografo di scena e backstager.

Gli scatti in mostra, appartengono a quattro filoni differenti che definiscono il carattere fotografico dell’autore: “Il Doppio Lavoro”. Progetto ideato e realizzato in collaborazione con Vincenzo Cuomo*, fotografo ed amico. L’opera nasce dall’esigenza di riportare in immagine l’arte di arrangiarsi, la disoccupazione dilagante, la noia del proprio lavoro (quando alienante) e la reinvenzione di se stessi. Il progetto è stato definito da Fausto Raschiatore (Fotocult) “Uno studio interessante in linea con i tempi”. *Vincenzo Cuomo, classe 1983, esperienza nel mondo cinematografico e della comunicazione, ha frequentato corsi di comunicazione e fotografia.


“Nulla è per sempre” e “Luce abbandonata”.
I due progetti, per definizione dello stesso autore, nascono dal fascino che i luoghi fotografati emanano; luoghi un tempo vissuti e che ora, per qualche motivo, non lo sono più. La ricerca degli oggetti del quotidiano lasciati lì, per destino o per caso, risveglia l’immagine di quei luoghi un tempo abitati e fa nascere il desiderio di immortalarli. I progetti nascono anche dal rapporto ossessivo che l’autore ha con il passato, oltre che dalla convinzione che “nulla è per sempre” e dalla riflessione sul tempo ed il lavoro impiegato per erigere tutti quei luoghi posti al centro dei progetti. L’autore immortala, attraverso i suoi scatti, non solo tracce di vita vissuta; ogni luogo, infatti, rappresenta una forma di resistenza della vita oltre il fallimento dell’uomo.

“Giochi di fuoco” Lavoro che presenta un’impronta ed un fine puramente estetico. L’immagine di apertura rappresenta un mangiafuoco e si evolve naturalmente in un crescendo geometrico di giochi di luce e fuoco.


Redazione Stato



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