CulturaMacondo
Numero 153. In collaborazione con Marilù Oliva. Questa settimana recensioni de "Il bambino che parlava la lingua dei cani", scritto da Joanna Gruda e portato in Italia dalla E/O e "Racconti di Adriatico" di Paola Rambaldi. Il Foro, questa settimana, è dedicato ai 25 finalisti del Premio Scerbanenco. E vi diciamo la nostra cinquina...

Macondo – la città dei libri

Di:

Logo macondo“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~••~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~~•~~•~~•~~•~~•~~
Di bambini, compagni sovietici e cani umanizzati
di Piero Ferrante
coverChi è Julek Gruda? Julek, si direbbe, è un bambino. E poi è un ragazzo. Ebreo. Uno strano essere di bambino, per la verità. Julek infatti ha, di base, non due, bensì tre genitori: una madre, Lena; un padre, Emil; e una grande mente, il Partito comunista della Polonia. Funziona così: a rendere gravida Lena, la compagna Lena per la precisione, è Emil. Va da sé che, fin qui, si tratti di biologia. Ma, per la verità, a decretarne ufficialmente e irrevocabilmente la nascita è l’Ufficio politico del Partito, riunito in sessione plenaria per l’occasione e rigorosamente spaccato in due tra chi considera la nascita di Julek un regalo alla controrivoluzione e chi, viceversa, ne vede le potenzialità future per il trionfo del sol dell’avvenir. Di nascere, Julek nasce. Di vivere, poi, meglio ancora. A dieci mesi viene affidato a una coppia di zii, che crederà i suoi genitori. Di lì a breve, finisce in Francia, destinazione l’orfanotrofio Avvenire Sociale, gestito dal sindacato comunista transalpino e dove i giovani vengono tirati su tra etica, fantasia e disciplina. Durante la Seconda guerra mondiale, in fuga dai nazisti, cambia genitori, storia, nomi, sarà ricercato e poi dimenticato. Studia, s’innamora, lavora, parla con gli animali. Impara a ricamare situazioni sulla sua vita, fino al punto che la sua vita stessa diventa una leggenda che necessita sempre di un particolare in più, dell’invenzione d’un parente lontano, magari di qualche fratello smarrito nelle pieghe di chissà quale tragedia o perso nella povertà della guerra. Julek vaga a zonzo per i vialoni della Storia, percorre le strade della guerra, della rinascita, dei grandi sogni di giustizia, ora errabondo tra i vicoli di Varsavia, ora sperduto negli arrondissement di Parigi. Un Tom Sawyer bolscevico e problematico, se vogliamo.

“Il bambino che parlava la lingua dei cani” è il racconto di queste peripezie, oltre che di un’epoca intera. Ma soprattutto un diario emotivo, familiare, buffo ed appassionante che è anche un’eredità, un lascito, una dedica, un ricordo. A firmare il libro, edito in Italia dalla E/O, è infatti Joanna Gruda, figlia di Julek. Joanna riprende tutte le mille sfaccettature dell’infanzia di suo padre con la stessa sfrontata naturalezza con cui un monello intinge le mani nelle tempere prima di inzaccherare il muro bianco di casa. Dona gioia alle situazioni di caos, intiepidisce i razzismi fino a schernirli, dipinge a cromìe vive le macerie morali, urbane e civili che la guerra si è lasciata dietro in tutta Europa. Ne “Il bambino che parlava la lingua dei cani” suona un inno alla vita, canta all’infanzia prematuramente svanita, osanna quei cuori che non smettono di battere – o per anatomia o per ideali – neppure quando la notte è più notte e nel mondo ci sono più nemici che amici e il sibilo della morte produce sorde esplosioni tutto intorno. Un libro resistente, soprattutto alla banale stupidità del male. Resistente e volontariamente ingenuo, di quella ingenuità bonaria e libera da secondi fini, quell’ingenuità sorridente e un po’ fanciulla che ci porta ancora a sorprenderci del canto di un usignolo o della vista di una lepre nel cespuglio. Quell’ingenuità che fa bene all’anima e che forse salverà il mondo ancora una volta.

Joanna Gruda, “Il bambino che parlava la lingua dei cani”, E/O 2014
Giudizio: 3.5 / 5 – prova a prendermi…
Da leggere ascoltando: Les Deserteur (scritta da Boris Vian)
~•~~•~~•~~•~~•~~•~~••~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~~•~~•~~•~~•~~•~~
∞ Racconti adriatici ∞
di Marilù Oliva
downloadTitolo: Tredici storie d’Adriatico
Autore: Paola Rambaldi
Editore: Edizioni del gattaccio
Il libro:Racconti di pianura, che guarda verso il suo mare per non arrivarci, fermarsene cento metri indietro. Dietro le cabine, le dune, la piada. Dove le cose succedono davvero. Di sera tardi o di mattina presto. Vicende che vengono dalla campagna – uguale adesso a decenni prima – con gelosia, animali da cortile, moto, pallettoni, etichette scritte a mano sulle bottiglie. Romagna, inconscio del mar Adriatico. Romagna, albe di nebbia, cronaca nera. La Bassa che crea un’atmosfera.
Soprattutto storie di donne di lì o che arrivano lì. Lavoro duro – qualsiasi lavoro – e occhi aperti. Prendono decisioni all’improvviso e se la cavano. Ma non sempre..
Uscito: ottobre 2014
Pagine: 212
ISTRUZIONI PER L’USO
Categoria farmacologica:
Raccolta di racconti spray
Composizione ed eccipienti:
Tredici tappe sull’Adriatico, tredici spaccati di vita quasi tutti noir, che partono dal Lido delle Nazioni e finiscono a Casal Borsetti).
Indicazioni terapeutiche:
Cromogliato disodico per allergia alle piadine
Consigliato a tutti, benefico per:
– Chi non ha mai visitato la nostra Riviera.
– Arrampicatori di staccionate, muri, reticolati.
– Chi non ha mai visto una salina.
– Chi ha l’ansia di raccomandare, precisare, chiarire.
– Femmine pazze.
– Chi non ascolta da chissà quando una canzone di Battisti. Ogni tanto ci vuole.
– Chi valuta le persone in base all’aspetto.
Controindicazioni:
Se avete in casa delle forbici affilate, nascondetele.
Posologia, da leggersi preferibilmente:
Godendosi anche le espressioni dialettali
Effetti indesiderati:
Vi verrà voglia di risentire il profumo della pineta
Avvertenze:
Attenti allo iodio!
La recensione completa la trovate su il Bugiardino, sezione de il LIBROGUERRIERO, blog della scrittrice Marilù Oliva
~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~••~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~•~~~•~~•~~•~~•~~•~~
IL FORO DI MACONDO. I 25 FINALISTI DEL PREMIO SCERBANENCO 2014. E LE NOSTRE SCELTE…
premio-scerbanenco-620x372A partire da oggi, sabato 15 novembre fino alla mezzanotte del 28 novembre 2014 sarà possibile votare i propri 5 titoli preferiti nella sezione Scerbanenco del sito Noirinfestival. Come si legge sullo stesso sito, la cinquina dei finalisti sarà determinata dalla somma ponderata dei voti dei lettori e della Giuria Letteraria, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola.
I cinque finalisti saranno presentati al festival di Courmayeur il 10 dicembre; tra loro la Giuria Letteraria sceglierà il vincitore del “Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2014″ che verrà consegnato l´11 dicembre a Courmayeur.
Questi i 25 finalisti:
– Alessandro Bongiorni, LA SENTENZA DELLA POLVERE, Piemme
– Cristiana Carminati, IO NON ESISTO, E/O (scelto da Macondo. Qui la nostra recensione del 13 luglio)
– Gianrico Carofiglio, UNA MUTEVOLE VERITÀ, Einaudi
– Eleonora Carta, LA CONSISTENZA DELL’ACQUA, Newton Compton
– Roberto Costantini, IL MALE NON DIMENTICA, Marsilio
– Roberta De Falco, IL TEMPO NON CANCELLA, Sperling & Kupfer
– Romano De Marco, IO LA TROVERÒ, Feltrinelli
– Patrick Fogli, DOVREI ESSERE FUMO, Piemme
– Roberta Gallego, DOPPIA OMBRA, Tea
– Alessia Gazzola, LE OSSA DELLA PRINCIPESSA, Longanesi
– Nicola Lagioia, LA FEROCIA, Einaudi
– Massimo Lugli, OSSESSIONE PROIBITA, Newton Compton
– Antonio Manzini, LA COSTOLA DI ADAMO, Sellerio
– Marilù Oliva, LE SULTANE, Elliot (scelto da Macondo. Qui la recensione dell’11 novembre)
– Santo Piazzese, IL BLUES DI MEZZ’AUTUNNO, Sellerio
– Stefano Piedimonte, L’ASSASSINO NON SA SCRIVERE, Guanda (scelto da Macondo)
– Paolo Pietroni, IO SONO UN ANGELO NERO, Mursia – Barion
– Cristina Rava, DOPO IL NERO DELLA NOTTE, Garzanti
– Francesco Recami, IL CASO KAKOIANNIS-SFORZA, Sellerio
– Giovanni Ricciardi, IL DONO DELLE LACRIME, Fazi
– Gianni Simoni, CHIUSO PER LUTTO, Tea
– Matteo Strukul, LA GIOSTRA DEI FIORI SPEZZATI, Mondadori (scelto da Macondo. Qui la recensione del 25 maggio)
– Giada Trebeschi, LA DAMA ROSSA, Mondadori
– Stefano Tura, TU SEI IL PROSSIMO, Fazi
– Valerio Varesi, IL COMMISSARIO SONERI E LA STRATEGIA DELLA LUCERTOLA, Frassinelli

Con il ritorno di Macondo, abbiamo ancora più bisogno di sentire la vostra voce. Inviateci suggerimenti, critiche, proposte, consigli a p.ferrante@statoquotidiano.it

Macondo – la città dei libri ultima modifica: 2014-11-15T18:13:55+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi