Foggia
Contini: “Vuole ingraziarsi il leader?”

Landella in piazza, i salviniani di casa nostra non lo sanno

Invitato dal coordinatore nazionale di Fi

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Foggia. Pugnace e motivato contro Renzi, caloroso nell’appello all’unità del centodestra, il sindaco di Foggia nella piazza di Salvini è arrivato su invito di Marcello Fiori, responsabile enti locali di Forza Italia. Di questo il coordinatore regionale Luigi Viali ha saputo il giorno dopo tramite una telefonata dello stesso sindaco. Eppure il responsabile per la Puglia degli azzurri aveva avvisato con un’agenzia: “Inopportuna la presenza di sindaci forzisti”, fidatevi di chi ha una “visione più ampia delle cose nazionali” ha detto poi all’ospite fiorentino. Niente. Su quel palco è salito con la fascia tricolore, particolare che lascia perplesso qualche esponente locale: “Non si capisce perché, si indossa in circostanze istituzionali”.

Chi ha dimestichezza con Landella sa che è sempre stato molto moderato, uno dei primi a stringere rapporti con il nuovo coordinatore regionale dopo Fitto, ligio agli orientamenti baresi e quanto mai distante dal coordinamento provinciale di ‘Noi con Salvini’. Tanto che la trasferta a Firenze l’ha organizzata “per conto suo”, precisa Silvano Contini, coordinatore leghista per la Capitanata, che appare molto contrariato: “Se la prende con gli extracomunitari? E lui che sta facendo per il viale della stazione, per i venditori abusivi ai semafori, è venuto qui ad ‘arruffianarsi’ Salvini? Lui non mi conosce nemmeno, non ci siamo nemmeno salutati eppure mi è passato accanto, questa partecipazione è una buffonata”.

“Niente sponsor per manifestazione leghista”


Racconta di un evento dell’anno scorso: “Abbiamo organizzato una manifestazione sulla flat tax a Palazzo Dogana. La Provincia ci ha messo a disposizione una sala, provincia di centrosinistra, poi abbiamo chiesto una sponsorizzazione del Comune per i manifesti e ci è stata negata. Che fa Fi, viene a mettere il carro davanti a Salvini dato che perde i suoi buoi? Non condividiamo questo gioco con piedi in varie scarpe, nel suo partito e cose non vanno bene, evidentemente”. Che ci siano varie “anime” in Fi è noto, da quella più vicina al consigliere regionale Giandiego Gatta, a quella del presidente del consiglio comunale Miranda, l’unico alla manifestazione di esordio a Milano per Parisi. Inoltre- e Contini lo ricorda- tanti ex forzisti sono stati dimissionati da assessori al Comune pur con centinaia di voti, alcuni sono andati con Fitto, altri cercano di far quadrare la maggioranza.

Landella, che perde pezzi in casa, va a comiziare nell’arena del Carroccio mentre si alzano i cartelli “Salvini leader” ma dal territorio i militanti e dirigenti sanno poco di questo feeling perché mai espresso in Capitanata. Alle regionali ‘Noi con Salvini’ a Foggia ha ottenuto il 4%, la disponibilità ad accogliere arrivi da Fi è minima se non nulla. Contini ammonisce: “Alle prossime elezioni ci presenteremo da soli”.

Vitali: “Fi al sud non è sotto tutela”


E’ anche il giorno in cui Berlusconi gela Parisi: “Nessuna leadership se continua scontro con Salvini”. Allora il partito richiama la data fatale, quel 4 dicembre del referendum per cui i forzisti hanno scelto no, il monosillabo che unisce e che ha richiamato anche Landella sul palco mentre la manifestazione si trasformava in una proclamazione di leadership: “Una fuga in avanti- dichiara Raffaele di Mauro, coordinatore provinciale di Fi- dopo il referendum possiamo discutere, oggi il leader è Silvio Berlusconi”. Chiarisce ulteriormente il ruolo di Parisi il coordinatore regionale Vitali: “Incaricato di rianimare quella parte che non va a votare riportandola nell’alveo del centrodestra, i risultati dovranno essere portati su un tavolo a tour finito dato che sta girando l’Italia, certo non si litiga con un partito alleato”.

Poi i distinguo: “Noi abbiamo un radicamento nazionale, dopo il referendum ci saranno tavoli nazionali per regole e leadership, questo ragionamento su primarie e secondarie è stucchevole, alla gente interessano l’immigrazione, la pressione fiscale, la sicurezza. Non si vince senza la Lega ma nemmeno senza Fi, con le percentuali siamo sullo stesso piano. Ma non è il caso di andare a fare i balletti a Salvini, Fi al sud non deve essere messa sotto tutela né deve sembrare, come è sembrato, che una parte stia con la Lega e l’altra no”. Landella a Firenze è stato invitato da un forzista.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 15.11.2016)



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