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Da diversi anni occupato abusivamente da ben 24 nuclei familiari

RICONQUISTA, sequestro ex “Caserma Oddone” e 7 arresti (FT)

Il danno erariale determinato dagli indebiti pagamenti e dagli omessi introiti è stato quantificato nella somma totale di circa 972.000,00 euro

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Foggia. Foggia e la sua provincia sono devastate (oltre che da una criminalità organizzata pericolosissima) da un crimine diffuso e violento che ha pochi uguali sul territorio nazionale. Furti di autovetture, furti in appartamento, rapine a mano armata, estorsioni con l’uso di esplosivi micidiali sono purtroppo drammaticamente normali. Il crimine violento e predatorio è però solo una parte della situazione di grave degrado sociale e civile che tormenta la Capitanata e il suo capoluogo. Il quadro in cui tale crimine si inserisce è infatti quello di una illegalità diffusa, arrogante, esibita.

Espressione fra le più inquietanti di tale illegalità è la pratica dell’occupazione abusiva e sistematica di spazi pubblici che – sottratti all’uso della collettività – diventano strumenti dell’imprenditoria illegale e simboli di legittimazione di un potere criminale che agisce indisturbato.

Si pensi in proposito alla vicenda, già oggetto di una precedente iniziativa giudiziaria, dell’occupazione di suolo pubblico di manufatti abusivi destinati ad un altrettanto abusivo esercizio del commercio.

Tali comportamenti minano alla radice il senso di fiducia dei cittadini nei pubblici poteri e sono premessa – in qualche modo terreno di coltura – di altri e più gravi reati.

L’indagine denominata RICONQUISTA (riconquista dei luoghi; riconquista della legalità mortificata; riconquista di un senso nuovo del vivere civile le cui fondamentali premesse sono l’esistenza di regole e, soprattutto, la consapevolezza diffusa che tali regole verranno fatte rispettare) si è occupata di uno dei più eclatanti fra tali fenomeni di abusiva occupazione di un bene comune. Un vicenda che probabilmente non ha eguali nella storia giudiziaria degli ultimi decenni: l’occupazione di una ex caserma e la sua parziale “riconversione” in luogo di detenzione e spaccio di stupefacenti e, in definitiva, in fortino dell’illegalità. Il tutto, incredibilmente, a spese dei contribuenti: i costi delle utenze di gas, luce, acqua, venivano infatti sostenuti dall’amministrazione comunale.

Fin dalle prime ore dell’alba, la Guardia di Finanza del Gruppo Foggia è impegnata con 150 uomini nell’esecuzione di tre provvedimenti emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia:
– l’ ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nr. 7 indagati – dei quali 6 residenti a Foggia ed uno a Cerignola (FG) – responsabili, a vario titolo, di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e ricettazione;
– il sequestro preventivo, con conseguente sgombero, dell’intero complesso immobiliare denominato “Caserma ODDONE” – già in uso all’Esercito Italiano quale ex Distretto Militare e dal 2015 passato nella disponibilità del Comune di Foggia per essere adibito a “ finalità pubblico-istituzionali ad uso diretto dell’Ente (sedi istituzionali e di rappresentanza, uffici, ecc.) ”, – da diversi anni occupato abusivamente da ben 24 nuclei familiari, per un totale di 76 persone.

– Il sequestro per equivalente della somma di €. 360.961,56 a carico di 3 dirigenti pro-tempore del Comune di Foggia.

Alle attività, tuttora in corso, partecipano anche 80 agenti della Polizia di Stato e 80 militari dell’Arma dei Carabinieri, che contribuiscono a garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre a unità dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale e del “118”.

In particolare, i Finanzieri del Gruppo di Foggia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica hanno accertato che la base logistica di un gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla ricettazione di prodotti provenienti da furti ai negozianti del capoluogo dauno nonché alla detenzione illegale di armi, era collocata in un luogo insospettabile : nell’ex distretto militare di Foggia diventato un vero e proprio distretto dell’illegalità.

Tre degli arrestati ed alcuni degli indagati vivono con i propri parenti all’interno dell’ ex Distretto Militare di Foggia, luogo di riferimento per l’attività di trasporto, detenzione e confezionamento di sostanza stupefacente, in prevalenza cocaina, ma anche hashish e marijuana.

Il gruppo criminale utilizza infatti la sede dell’ex Distretto Militare per coordinare e organizzare anche materialmente l’attività di spaccio , garantito dall’impenetrabilità delle mura che circondano il luogo e dalla presenza di un alto cancello di chiusura del cui telecomando ha la disponibilità solo chi vive nell’immobile.

Si tratta di un gruppo che ha un modus operandi che si caratterizza per una serie di automatismi che fanno comprendere come lo svolgimento dell’attività illecita , monitorata per meno di un anno (settembre 2014-dicembre 2015) , sia consolidata nel tempo e funzionale all’obiettivo di conquistare sempre maggiori fette di mercato. Significativo in tal senso è l’utilizzo di un lessico intriso di metafore ed allusioni comprensibili, nell’intenzione di chi comunica, al solo interlocutore e altrettanto significativa è l’esistenza di un telefono “dedicato” ai rapporti con fornitori e consumatori , telefono che i correi si scambiano nello svolgimento dell’attività.

Attraverso una paziente attività di captazione di conversazioni e di servizi di osservazione , la Polizia Giudiziaria ha verificato centinaia di episodi di spaccio.

La Guardia di Finanza, su delega dell’Autorità Giudiziaria, ha inoltre accertato l’abusiva occupazione dell’immobile, originariamente destinato a distretto militare, ad opera della famiglie che attualmente vi abitano.

Nel mese di Novembre dell’anno 1999 infatti , a seguito dello sgombero dell’immobile ex Scivar , ritenuto pericolante, la Caserma sede dell’ex Distretto Militare fu ceduta provvisoriamente dal Reparto Infrastrutture di Bari dell’Esercito Italiano al Comune di Foggia, per fare fronte alle esigenze abitative urgenti determinate dallo sgombero, con l’imposizione al Comune di un termine perentorio di un anno per la restituzione dell’immobile.
Decorso il termine di un anno dalla consegna provvisoria, vista la non ottemperanza della riconsegna dell’immobile da parte del Comune di Foggia, si sviluppava una reiterata corrispondenza con la quale l’Esercito Italiano, con cadenza tendenzialmente annuale, sollecitava all’Ente locale la riconsegna dell’immobile.

Il Comune non ottemperava e l’immobile veniva nel tempo occupato oltre che dalle famiglie che ne avevano avuto originario e temporaneo diritto (comunque cessato nel novembre 2000) , nel contempo andate quasi tutte via , anche da molte altre che si impossessavano degli spazi interni alla caserma in assenza di qualsivoglia autorizzazione, ancorché temporanea.

I successivi accertamenti di P.G., permettevano in sintesi di verificare che l’ex Distretto Militare:
– è occupato, da circa 15 anni , da famiglie che non hanno titolo perché mai avuto o perché scaduto le quali hanno fatto di tale edificio pubblico la propria privata dimora, trasformando i locali, un tempo adibiti ad uffici militari, in abitazioni private e installando un pesante cancello di accesso in ferro alto tre metri dotato di telecomando di cui hanno l’esclusiva disponibilità;

– molti di questi nuclei familiari hanno redditi propri sufficienti per locare appartamenti : alcune di tali famiglie sono note per la loro caratura criminale (Prencipe, Ariostini);
– le utenze civili (acqua , gas e luce ) sono intestate e pagate dal Comune di Foggia e quindi messe a carico dei cittadini foggiani. Sempre a carico dei cittadini foggiani sono i mancati introiti delle imposte e tasse comunali (TARSU, TARES, TARI) mai richieste e corrisposte dagli occupanti abusivi.

E’ emerso che il Comune di Foggia si è fatto carico, dal 2000 ad oggi (ulteriori accertamenti sulla natura invariata della situazione risalgono ad una settimana fa), di tutte le spese relative alle utenze degli occupanti il Distretto, nonché del costi di vari interventi di ristrutturazione.

Il danno erariale determinato dagli indebiti pagamenti e dagli omessi introiti è stato quantificato nella somma totale di circa 972.000,00 euro.

Secondo l’ipotesi accusatoria le determine dirigenziali che nel tempo hanno generato l’ingiustificato esborso di tale somma da parte dell’ente comunale sono state artatamente congegnate al fine di ingenerare nell’organo pagatore, e cioè il Servizio Economico Finanziario del Comune, la convinzione che gli importi delle utenze e dei vari lavori di ristrutturazione fossero da imputare a consumi degli edifici comunali in genere, importi che invece hanno riguardato i consumi di quei nuclei familiari che occupano abusivamente i locali dell’ex Distretto e che non sono risultati titolari di contratti di utenza.

La Procura della Repubblica, a conclusione delle indagini, oltre all’applicazione delle misure cautelari personali e al sequestro dell’immobile, cui si è fatto cenno in premessa, ha chiesto ed ottenuto dal GIP presso il Tribunale di Foggia il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente fino alla concorrenza della somma di €. 360.961,56 a carico di 3 dirigenti pro-tempore del Comune di Foggia responsabili di aver autorizzato, nel tempo, il pagamento ai fornitori, da parte dell’Ente, delle utenze relative al complesso immobiliare in argomento.

La valutazione relativa alle ulteriori somme indebitamente corrisposte dal Comune di Foggia, poiché riguarda reati ormai prescritti, è stata devoluta alla Procura Regionale della Corte dei Conti cui sono stati trasmessi gli atti.

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Il sindaco di Foggia Franco Landella - ph maizzi

Il sindaco di Foggia Franco Landella – ph maizzi

Sgombero ex Distretto Militare, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella. «Esprimo apprezzamento e piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e degli organi inquirenti in riferimento alla vicenda relativa allo sgombero dell’immobile dell’ex Distretto Militare, attualmente all’attenzione della Procura della Repubblica di Foggia. Con riferimento a ciò che investe la responsabilità dell’Amministrazione comunale, valuteremo con scrupolosa attenzione gli atti prodotti in ordine ad una situazione che ha una “anzianità” di almeno 17 anni – che attraversa dunque ben 4 Amministrazioni comunali – e le eventuali responsabilità di carattere individuale che riguardano il ruolo e la funzione della tecnostruttura.

D’altro canto l’atto di indirizzo fornito ai dirigenti al momento del mio insediamento è stato quello di mettere in campo tutte le iniziative utili ad eliminare le indennità di occupazione degli immobili presi in fitto dal Comune di Foggia, a predisporre i conseguenti sgomberi per coloro i quali occupavano in maniera abusiva strutture appartenenti al patrimonio pubblico ed a verificare l’esistenza di allacci abusivi alla rete pubblica, messi surrettiziamente a carico dell’Amministrazione comunale. Ne è conferma l’attività posta in essere dal Comune nell’area che ospita i container di via San Severo per il distacco delle utenze abusive, con l’obbligo per i residenti di siglare singoli contratti a loro carico con l’Enel, la cancellazione dei fitti dei locali ubicati in località Salice e del fabbricato in vico della Pietà, solo per fare alcuni esempi.

Decisioni non semplici, che in molti casi hanno generato forti proteste che hanno inciso anche sul fronte dell’ordine pubblico, ma che andavano adottate proprio nell’ottica del contrasto a queste forme di abusivismo, i cui costi per troppi anni sono stati scaricati sulle spalle dei cittadini».

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Miranda (statoquotidiano)

Miranda (statoquotidiano)


Sgombero ex distretto militare: dichiarazione del Presidente Miranda. Il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Miranda ha espresso soddisfazione per l’operazione con cui la Guardia di Finanza, questa mattina, ha sgomberato l’ex Distretto Militare e sgominato una centrale del crimine organizzato che aveva posto la sua base nell’ex caserma.

“L’ex Distretto Militare di Foggia – ha dichiarato Miranda – torna finalmente nella disponibilità del Comune di Foggia. Questa mattina i militari della Guardia di Finanza di Foggia hanno sgomberato l’immobile da chi lo occupava abusivamente, e che in questi anni era diventato una base logistica della criminalità dedita allo spaccio di stupefacenti, ricettazione e armi. Desidero ringraziare – continua il Presidente Miranda – la Guardia di Finanza che ha operato lo sgombero in esecuzione dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Foggia. Desidero ringraziare anche i Carabinieri, la Polizia di Stato e i Vigili Urbani del Comando Municipale di Foggia che hanno coadiuvato le Fiamme Gialle nell’operazione di sgombero.

L’efficienza della ottima Procura della Repubblica di Foggia e delle Forze dell’Ordine ha messo a segno un significativo colpo alla criminalità organizzata. La mia gratitudine – conclude Miranda – è quella dei foggiani onesti, che vedono nell’attività della Procura e delle Forze dell’Ordine la presenza autorevole dello Stato, la supremazia del diritto, l’affermazione concreta del principio di legalità”.

FOTOGALLERY VINCENZO MAIZZI

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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