Foggia

Dema Impianti, S.Denora: falliti “per crediti”


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Foggia – E’ consuetudine parlare di aziende in difficoltà a causa della crisi nazionale. Si discute meno delle difficoltà dei politici ad intervenire in merito, specie quando i problemi derivano da circostanze “più facilmente risolvibili”. E’ il caso della Dema Impianti srl di Altamura (BA) correlata all’appalto pubblico della Nuova Cittadella dell’Economia di Capitanata, nuova sede della CCIAA di Foggia.

“Un problema che – secondo i referenti della Dema Impianti – è scaturito dalla mancanza di vigilanza, di tutela da parte dell’ente appaltante e da regolamenti poco chiari dello Stato, anzi regolamenti che non vengono messi in atto, con mancanza di buon senso e spirito del buon padre di famiglia”.

LA VICENDA. Da raccolta dati, si fa riferimento ad un progetto partito nel 2005, quando la Regione Puglia approvò il PIT 1 “Tavoliere”, il “Programma di Sviluppo e Innovazione dell’economia rurale ed agroalimentare attraverso l’integrazione e la diversificazione produttiva” e che, “attraverso bandi e lauti sovvenzionamenti sia statali sia regionali”, “è giunta sino ad oggi senza che la Cittadella dell’Economia abbia ancora visto la luce”. Una vicenda che ha trascinato sull’orlo del precipizio anche due società altamurane, la “Dema Impianti S.r.l.” e la “Tecnoelettra S.r.l.”, “ree di aver confidato in un progetto pubblico capitanato da un consorzio, il fallito CAT di Ravenna del gruppo CCC di Bologna, che per statuto dovrebbe solamente trattenere quel 3% di commissioni per i lavori ‘ceduti’ ai propri consociati, quali le due imprese della provincia di Bari”.

Sono in corso residue lavorazioni per completare l’opera, la cui consegna è stabilita al 31 marzo 2014 ”. Così il Ministero dello Sviluppo Economico (sottosegretario De Vincenti) in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata sul tema dal deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), il 25 ottobre scorso 2013.

“Il fallimento del consorzio CAT e la conseguente necessità per la Camera di Commercio di individuare altra impresa consorziata – aveva scritto De Vincenti nella sua nota – ha comportato un allungamento dei termini di ultimazione dei lavori che, iniziati il 28 maggio 2009, sono giunti al 95,06% come percentuale di avanzamento” nel dicembre 2012.

La risposta del sottosegretario De Vincenti non aveva convinto il deputato pugliese L’Abbate (M5S) che ha presentato una nuova interrogazione parlamentare per chiedere “se al 31 ottobre scorso i lavori impiantistici e strutturali siano stati ultimati, visto che gli stessi sono certificati dall’ente essere già al 95% alla data del 19.12.2012 e quali società, in questo caso, abbiano certificato gli impianti realizzati dalle due società di Altamura”. E per chiedere se “i ministeri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e dell’Economia siano a conoscenza della fase di stallo creatasi dal mancato rilascio delle certificazioni delle società che hanno eseguito i lavori come previsto dalla normativa nonché come intendano adoperarsi per garantire l’apertura della “Cittadella”. Infatti, se il CCC di Bologna ha richiesto, post fallimento CAT, il subentro di un’altra ditta consorziata (il CEIF di Forlì), le due società altamurane, rifacendosi al decreto 37/2008, hanno diffidato la CCIAA Foggia dal far certificare e modificare i propri impianti a terze società, visti gli stati di consistenza in loro possesso attestati anche dall’ente stesso“.

“A pagarne le conseguenze, in questo caso – aveva detto Giuseppe L’Abbate (M5S) – non sono solamente i cittadini foggiani che, stando a quanto dettato dalla legge, non potranno beneficiare della Cittadella dell’Economia ma anche le società private pugliesi ed i loro lavoratori, che hanno dovuto pagare una gestione opaca dell’appalto. Sono curioso di comprendere quali soluzioni intenda prospettare il Governo Renzi per uscire da quella che pare sembrare una vera e propria fase di stallo completo. Come al solito – concluse L’Abbate – le tasse dei cittadini italiani, destinate allo sviluppo, paiono prendere altri percorsi”.

L’AZIENDA. “In virtù di questa vicenda – scrive a Stato Sandro Denora – è partita la crisi di quella che è un tempo è stata un’azienda con picchi di 40 dipendenti. Abbiamo riscontrato l’impotenza da parte della classe politica locale e nazionale. Il Presidente della Repubblica nel marzo 2014 – a mezzo della sua segreteria – ci comunicava il suo impegno rimettendo nelle mani delle autorità locali questa vicenda”. Ma da allora “nessun riscontro”. Lo stesso dicasi per il governatore Vendola e l’onorevole Lilliana Ventricelli. “Segnalo – scrive Denora – le interrogazioni presentate dall’On. Giuseppe L’Abbate del M5S, che ringrazio per il suo impegno in questa vicenda; attendiamo in merito risposte, dal marzo 2014, dal Ministro Giuliano Poletti”.

In particolare, i referenti della Dema Impianti puntano l’indice contro il “CAT Consorzio Alta Tecnologia soc. coop., consorzio mutualistico e senza fini di lucro di Ravenna, facente parte della galassia della Lega COOP” che avrebbe “incassato soldi che spettavano alle ditte che vi lavoravano nel citato appalto, per poi dichiarare il fallimento”.

Come detto, oltre alla Dema Impianti è rimasta coinvolta negativamente nella vicenda anche la ditta Tecnoelettra srl di altamura (BA)”. In particolare si fa riferimento ad un “appalto di circa 22.000.000 di euro” dal quale “la Dema vanta un credito di oltre 1.100.000,00”.

Tanto come Dema quanto la Tecnoelettra srl di Altamura abbiamo diffidato l’ente a certificare gli impianti come previsto dalle norme vigenti. Ecco perchè l’on. L’Abbate chiede allo Stato chi certificherà gli impianti della Nuova Cittadella dell’Economia. Prima avevano detto che avrebbero inaugurato la struttura a settembre, poi si è parlato di una messa in vendita di quanto realizzato. Ci chiediamo: ma si può mettere in vendita una struttura di 22.000.000,00 di soldi pubblici ancor più non certificabili? Noi della Dema ci chiediamo: ma è mai possibile che dobbiamo fallire per crediti e vedere vanificati i sacrifici di una vita?”, conclude il direttore tecnico della citata azienda Sandro Denora.

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Redazione Stato@riproduzioneriservata

Dema Impianti, S.Denora: falliti “per crediti” ultima modifica: 2014-12-15T23:35:52+00:00 da Redazione



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