Manfredonia
"Le perdite di esercizio, se non contrastate con determinazione, possono determinare l'erosione dell'intero capitale sociale in pochi anni"

Bilancio al 31.12.2014 Gespo srl Manfredonia, “perdita netta 1.7 mln”

Le "incertezze" ed i "fattori di rischio" sono "superabili (...) se gli amministratori rispetteranno i contenuti del piano, ovvero se gli amministratori stessi saranno in grado di reagire ai suddetti prontamente con nuove strategie"


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Manfredonia. ”E’ evidente che la società opera con estrema difficoltà. Pur non esprimendo un giudizio con rilievi, richiamiamo l’attenzione verso la Relazione sulla Gestione, che meglio descrive come la Società ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2014, registrando una perdita netta di euro 1.793.982, generata da una redditività operativa negativa pari a euro 2.250.786, da una gestione finanziaria anch’essa negativa per Euro 853.695, e da imposte anticipate pari a euro 1.311.009. E’ bene evidenziare che le perdite di esercizio, se non contrastate con determinazione, possono determinare l’erosione dell’intero capitale sociale in pochi anni“. Così dalla relazione del Collegio sindacale all’assemblea dei soci (ai sensi dell’articolo 2429 , comma 2. c.c.) relativamente al bilancio aggiornato al 31.12.2014 della Gespo srl di Manfredonia, come da dati visibili alla data odierna, 15 dicembre 2015.

Dal sito internet ufficiale della società (riferito alla data odierna) ”La Gespo srl società costituita nel 1990, con Capitale Sociale di Euro 14.100.000,00 interamente versato, è la Concessionaria per la realizzazione della Marina del Gargano – Porto Turistico Internazionale di Manfredonia (Fg). Attuale presidente del CdA è l’Ing. Gianni Rotice, Direttore: Ing. Enzo Botticelli”.

Il bilancio di esercizio redatto in forma abbreviata al 31 dicembre 2014 è stato approvato con ogni documento “ad esso correlato”, con verbale di assemblea ordinaria. Con il citato verbale di assemblea è stata “rinviata la copertura della perdita di esercizio 2014 di euro 1.793.982 euro“, nonchè “rinviate ulteriormente le perdite degli esercizi precedenti“. Con il citato verbale c’è stata anche la presa d’atto delle disposizioni contenute nel Piano d’impresa 2015-2019, la conferma e la nomina per il triennio 2015-2017 dei membri del Collegio sindacale. Tra i soci indicati nel verbale di assemblea ordinaria (bilancio aggiornato al 31.12.2014) risultano tra l’altro: “Coop. Mucafer LCA, Moteroc srl, Sdanga Costruzioni (per delega del socio Matteo Aucello al socio Antonio Sdanga), Golmar Rodit srl, Escal srl, Romeo Di Tullo (..)”. Vice presidente del CdA (come emerge dallo stesso verbale) è stato riconfermato il sig. Eliseo La Torre.

Tra i “fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio (2014,ndr)(art. 2428 n.6 c.c.): “(..) l’incasso della terza tranche del contributo in conto impianti per euro 4.5 milioni che ha ridotto l’operazione verso il sistema bancario per lo stesso importo. I primi mesi dell’anno 2015 sono stati caratterizzati da azioni giudiziarie di fornitori nei confronti della società per mancato pagamento di debiti scaduti. Alcuni di questi – si legge nella relazione sulla gestione al bilancio al 31 dicembre 2014 – sono stati resi immediatamente esecutivi dal giudice di competenza e ammontano complessivamente a euro 600 ml. Per far fronte ad alcuni di essi e non pregiudicare ulteriormente la continuità della società, alcuni soci hanno comprato a prezzo scontato del 30% alcune attività della Marina. E’ utile altresì precisare – come scritto ancora nella relazione – che alcuni di questi fornitori erano originariamente creditori del socio MUCAFER, cooperativa che ha realizzato in ATI il Porto turistico di Manfredonia. A seguito sopraggiunte difficoltà finanziarie della Mucafer i fornitori per proseguire i lavori hanno chiesto alla Gespo garanzia fideiussoria per l’intero valore del debito maturato nei confronti della Mucafer, che Gespo ha rilasciato per non compromettere la fine dell’opera con tutte le conseguenze del caso. Si valuterà, tramite apposita consulenza legale – amministrativa se, come ed in quale modo recuperare tali somme dal socio Mucafer, ora in liquidazione coatta amministrativa“.

Relazione del Collegio sindacale. Situazione finanziaria, economica e patrimoniale della società (bilancio aggiornato al 31 dicembre 2014). “(..) la relazione sulla gestione evidenzia inoltre che le passività correnti superano le attività correnti di oltre 7 milioni di euro. Pertanto – si legge – in assenza di adeguate iniziative come ad esempio operazioni di ricapitalizzazione, riduzione dei costi operatori, ristrutturazione del debito, tale circostanza potrebbe esporre la società ad una assoluta criticità finanziaria già nel breve periodo. “Per questi motivi, corre l’obbligo di porre l’accento su quanto evidenziato nel Piano industriale in termine di riduzione dei costi, con particolare attenzione agli Oneri finanziari, perchè ‘l’incidenza dei soli oneri finanziari pari a Euro 904 ml supera il valore della produzione, segno evidente di una situazione di grave crisi economica e finanziaria‘”. “In particolare si segnala a tal proposito che l’indebitamento verso il MPS comporta il sostenimento di circa euro 500.000 euro, oltre al rimborso di una rata capitale pari a altri euro 796.000 (..)”.

Nella relazione – conclusioni – resta naturalmente il riferimento alla “attuale crisi economica, che molti economisti considerano la peggiore della storia, seconda solo alla grande depressione dei primi anni del XX secolo” che con “le prospettive incerte della fase congiunturale, che tutti stiamo vivendo, aumentano i rischi cui le società sono esposte“.

Il Collegio “giudica applicabile il presupposto della continuità aziendale ex art. 2423 bis c.c. al verificarsi di tutti gli elementi di risanamento e di ristrutturazione specificati nel Piano industriale, tenuto conto delle incertezze rappresentate in esso e delle significative assunzioni che dipendono da terzi (..)”. Le “incertezze” ed i “fattori di rischio” sono “superabili” – come indicato nel già citato atto del Collegio sindacale – “se gli amministratori rispetteranno i contenuti del piano, ovvero se gli amministratori stessi saranno in grado di reagire ai suddetti prontamente con nuove strategie“.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Bilancio al 31.12.2014 Gespo srl Manfredonia, “perdita netta 1.7 mln” ultima modifica: 2015-12-15T19:37:10+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • svolta

    …. come volevasi dimostrare…. realizzazione inopportuna sotto tutti i punti di vista: luogo, tempo e modalità…. e chissà cosa ne deriverà…….


  • gino

    in poche parole, un vero fallimento, nn era il momento di costruire quel porto, sono altre le priorità a manfredonia.


  • napi

    Caspita. Già nel 1990 (25 anni fa) questi sapevano che avrebbero costruito il porto turistico lungimiranza. Non potrà mai salvarsi se la metà de.i soci sono già in procedure concorsuali….o quasi


  • bah

    Teniamoci pronti, dopo il mercato ittico, questo è il secondo fallimento. Aho ma chi gestisce sta roba?


  • l'olocausto di centinaia di metri di scogliera in pieno centro urbano

    un giornale cartaceo, parlava di 38 milioni di debiti e ingiunzioni in arrivo, forse sono io che ricordo male e che l’articolo si riferisse ad altre società. Comunque il fallimento non potrete evitarlo.
    Dove sono le centinaia di posti di lavoro promessi dai politici locali e dai voi?
    Ormai è solo un ammasso di cemento, utile per qualche pizzeria e gelateria estiva e per qualche passeggiata? A parte che i paraggi sono più degradati di prima a causa della moria di centinaia di tonnellate di posedonia e di immensi canneti e paludi, tanto che sembrano la foce del candelaro. E’ valsa la pena investire i vostri soldi e quelli pubblici? E che speranze coltivate per il futuro (nonostante il governo abbia elimanata la tassa sulle imbarcazioni) alla luce del rischio che a Manfredonia si piazzi un formidabile deposito di Gpl con tutto quello che ne consegue? Sincermanente non investerei un euro su quel porto.


  • Mattarello

    Venuto meno l’accordo con la società multinazionale del mediterraneo (o forse mai esistito) che avrebbe gestito tutto l’affare è normale che viene giù tutto. Mettete le persone giuste ai posti giusti altrimenti tutto verrà sempre giù perché il mercato è spietato e non sta a guardare alla sagra di pettole e pesci fritti e baccalà che ogni tanto organizzate, non è quello. Auguri vivissimi a tutte le teste pensanti da Ancona!


  • zonzo

    ma se menti pensanti e propositive non vengono minimamente calcolate nella nostra città….per voi è sempre campagna elettorale, l’importante è sistemare 2 -..l’importante è che abbiano voti!!!mentre tante persone potrebbero dare tanto a questo paese ma vengono spinte ad andare fuori da un sistema marcio fino all’osso. ci stanno prendendo in giro da anni…ma la colpa è nostra…ribelliamoci porca miseria. Ma non vedete che gente di maggioranza e di opposizione vanno allegramente in sintonia? e non perchè sono “la grand coalition” ma semplicemente perchè cosi deve andare…..tutto già scritto…tutto già deciso….siamo tutti colpevoli…cittadini in primis….ma anche chi per 2 lire (altro che panettone) non mette in risalto i problemi e le gravità del nostro sistema…..un giro stretto di persone ci tiene per le palle….e noi? non nulla silenzio…silenzio assoluto….si ha paura…..politici che si indignano per l’energas…quando i propri avi hanno venduto manfredonia all’enichem…e tutti pronti ad inchinarsi a commenti scritti dopo aver consultato google…..10 anni fa non l’avrei mai detto…ma ad oggi mi auguro il fallimento della nostra città….solo così capiremo cosa abbiamo buttato via…


  • Giovanni

    Questa è la dimostrazione del fatto che la continua cementificazione di pezzi di territorio non porta a nulla se non a impoverire ulteriormente. Si potevano valorizzare i moli esistenti invece di fare l’ennesima cattedrale nel deserto.


  • la rivincita della natura

    Godo!
    Che tristezza quando cementificavano la scogliera.
    Il porto sarà la vostra rovina


  • skipper

    La congiuntura è negativa, nessuno lo mette in dubbio, però la strada per cercare di salvare il salvabile era stata delineata quando si era avviata una partnership con la nota società di gestione dei Marina, MDL. Purtroppo però qualcuno dei soci con arrogante ignoranza, ha preferito prendere in mano direttamente la gestione pur non avendo le necessarie conoscenze e capacita’. Questo è stato il de profundis definitivo di questa colossale struttura che come una macchina di formula uno, ha grandi potenzialità ma richiede molte capacità da parte dei piloti. Il risultato evidenziato dal bilancio, era prevedibile cosi come è ineluttabile la più ingloriosa fine.

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