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De Leonardis: “Tribunale di Foggia, rischio collasso”

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Esterno Tribunale di Foggia (St@)

Bari – “SE nove Regioni, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica (oltre alla Puglia l’Abruzzo, Piemonte, Marche, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Basilicata e Calabria) si sono spinte a chiedere il referendum abrogativo per arginare gli effetti devastanti prodotti dalle norme introdotte per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, sarebbe il caso di riflettere e non bollare l’iniziativa come mero campanilismo. E nonostante l’inammissibilità della richiesta sancita dalla Corte Costituzionale, la Politica non può e non deve ignorare l’emergenza e il grido d’allarme lanciato dai rispettivi territori, non può minimizzare il rischio concreto che una spending review solo presunta possa provocare il cortocircuito dell’intero sistema, e scavare un profondo fossato tra la Giustizia e i cittadini”.

Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, paventa il rischio di “un collasso generalizzato in particolare nella provincia di Foggia, dove un unico Tribunale già caratterizzato da un’allarmante carenza di personale e risorse materiali non può reggere l’impatto con la considerevole mole di pendenze, fascicoli e procedimenti provenienti da sedi decentrate che avevano logica e senso, in considerazione della particolare geomorfologia, dell’estensione territoriale e delle distanze dal capoluogo. Per non parlare della ricerca di nuovi locali, che comporterà nuovi esorbitanti costi, e dei disagi arrecati agli addetti ai lavori e ai cittadini. Considerazioni incredibilmente ovvie, che meritano appunto la correzione di una linea tracciata sulla carta senza tenere nella dovuta considerazione, in questo caso soprattutto, le specificità di un territorio peraltro caratterizzato da un alto indice di criminalità e illegalità” sottolinea.

“Tocca adesso ai senatori della Repubblica cercare di mettere una pezza e di salvare il salvabile, sulla scia delle indicazioni tracciate dal testo approvato in Commissione Giustizia alla fine dello scorso anno, nella speranza e nell’attesa di un ravvedimento complessivo, per me doveroso” il suo auspicio e la sua conclusione.

Redazione Stato



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