Manfredonia

Morte in carcere 38enne di Zapponeta, Mastrulli: escludo coinvolgimento agenti

Di:

D.Mastrulli (polizia penitenziaria Coosp)

Bari – “ESCLUDO categoricamente un coinvolgimento, anche morale, dei baschi azzurri relativamente alla morte del 38enne di Zapponeta, avvenuta nel carcere di Lucera”. E’ quanto dice a Stato il segretario generale C.o.o.s.p. – Coordinamento Sindacale Penitenziario – Domenico Mastrulli. Come anticipato ieri, l’uomo era detenuto dal 2012 nel carcere di Lucera con l’accusa di tentata estorsione, resistenza, violenza, lesioni a P.U. e tentato omicidio; la vicenda è legata a contatti che il 38enne avrebbe avuto con una donna conosciuta in chat.

Un lancio Ansa ha riferito stamani che l’uomo si sarebbe “impiccato in una cella” del carcere del centro federiciano. Il 38enne era da solo in cella da 5 giorni perché “aveva avuto un alterco con un agente penitenziario”, come riferito in una nota dall’Osservatorio permanente sulle carceri. L’uomo – a quanto viene riferito – stava per essere trasferito in un altro istituto di pena.

“Esprimo vivo rammarico per i fatti – dice Mastrulli a Stato – e grande amarezza per il terzo decesso avvenuto dal gennaio 2014 nelle prigioni italiane. La mia solidarietà ai familiari della vittima, quale appartenente ad un corpo di polizia, ma l’inciviltà della struttura penitenziaria di Lucera deve diventare presto priorità per il ministro Cancellieri”.

Intanto non sarebbe stata ancora disposta l’autopsia sul corpo dell’uomo; i familiari della vittima, che hanno nominato un nuovo legale, non avrebbero ancora potuto vedere il corpo del proprio caro e neanche avrebbero avuto notizie sul luogo dove al momento è presente la salma del 38enne di Zapponeta. I familiari del 38enne si sarebbero recati nel carcere di Lucera pochi giorni prima della tragedia.

Da raccolta dati, i familiari hanno nominato 3 legali relativamente a possibili sviluppi della vicenda.

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • ciro

    Fuori la verità..avete stancato di difendere i servi dello stato..


  • Zapponetano

    Considerato il fatto che Enrico avrebbe avuto i domiciliari a breve (circa un mese), COME SI PUÒ SPIEGARE l’ATTO ESTREMO? Dai forza F U O R I LA V E R I T A. Chi ha sbagliato deve pagare.


  • Zapponetano

    Si si il battibecco e’ avvenuto con un agente che ha negato a Enrico di dare le caramelle ai figli, le indagini dovrebbero partire da questo episodio.


  • romy

    Perché nn fare vedere il feretro alla famiglia?cosa nascondete? Noi aiuteremo la moglie ad avere la verità,nn finisce qui! Tutta italia deve sapere! I DETENUTI DN ESSERI UMANI…E IL O I presunti RESPONSABILI PAGHERANNO PER AVER TOLTO UN PADRE E UN MARITO….


  • atenoppaz

    Giustizia per ENRICO……..non si può morire in carcere


  • oreste

    Ho conosciuto Alberico durante gli ultimi mesi della mia detenzione e posso confermare che non era assolutamente una persona depressa. Socievole e disponibile con gli altri detenuti e allo stesso tempo molto educato con le guardie; una persona che guardava con fiduciosa speranza al futuro, vogliosa di riscattare agli occhi della moglie e dei figli quell’amara realtà che stava vivendo e che aveva infangato il suo nome. Una realtà crudele ove la dignità umana viene calpestata. Soltanto una persona che ha vissuto sulla propria pelle tale infernale esperienza può capire cosa significa la parola “carcere”. Non credo in un suo suicidio per tante ragioni che quest’amara esperienza mi ha insegnato. Concludo questo mio breve commento rivolgendo un saluto ad Alberico:
    “R.I.P amico mio, questa eterna libertà che tragicamente ti sei costruito, non te la può negare nessuno, in me resterà sempre vivo il ricordo di una persona speciale con la quale ho trascorso momenti di gioia e di sofferenza in un luogo lugubre lontano d’ogni umana immaginazione”. Mi associo al dolore della famiglia e alla voglia di far chiarezza su quanto accaduto.


  • l'aria e' amara

    Carissimo segretario mastrulli mi sembra un po’ normale insospettirsi su quanto accaduto se propio coloro che erano all’interno del carcere nn sanno dare una spiegazione su quanto accaduto.Lei si metta nei panni dei famigliari che nn hanno avuto tutt’ora oggi la possibilita’ di vedere il propio caro, questa mi sebra una cosa fuori dal normale fuori da ogni ragione sociale una VERGOGNA indiscutibile a parire dai magistrati alle istituzioni ecc.


  • Zaroma

    Questo mi sembra davvero il caso Cucchi 2 della situazione.
    Il fatto che non facciano vedere il corpo della vittima, è davvero una delle notizie più sconvolgenti.
    Invito chiunque a vedere cosa succede ad un corpo dopo la morte. Faranno passare per “livor mortis e algor mortis” i segni ( eventuali nel caso di omicidio) lasciati sul povero malcapitato.
    Faranno come hanno fatto per il suddetto caso.
    Ma questa volta lo stato ha già parecchio materiale, per cui molte cose le sa già.
    Giustizia sarà fatta. Ci vorrà tempo. I colpevoli verranno presi. Ma Enrico non tornerà più.
    È una tragedia su tutti i fronti.
    Indignato per questo stato ingiusto e disordinato.


  • Miriam Lattarulo

    Sara fatta siamo tut
    ti con voi


  • Miriam Lattarulo

    Cosa vorreste una medaglia parlate di tentativi per rianimarlo vegogna se avete un minimo di cuore e un pizzico di coscienza dite la verita MAI MAI Enrico avrebbe fatto soffrire le Persone a lui care e sopratutto i suoi figli e inutile mentire tanto la famiglia di Errico non sidara pace fino a quando giustizzia sara fatta siamo tutti con voi Enrico riposa in pace


  • Marco

    Nessuno prova gusto a picchiare un detenuto,questo l’opinione pubblica lo deve sapere…il nostro operato purtroppo lo vedono solo in pochi,e vi garantisco che stare a contatto 24/24 con cn gente che la società civile ha rifiutato o meglio escluso non è di certo facile…comunque i suicidi hanno tanti perchè…è inutile meravigliarsi…l’anno scorso salvai un uomo durante un tentativo di suicidio…lo stesso invece che ringraziarmi ,mi rispose non potevi farti i fatti tuoi….riflettere gente

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