Foggia
Nota del capogruppo de “Il Pane e le Rose”

CEP, Marasco: orti urbani non pervenuti, inaugurazione illegale

"Il parco aperto in pompa magna è stato chiuso il giorno dopo"

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Foggia – «Pomodori, melanzane e peperoni si è persa l’occasione di seminare negli orti urbani al CEP, aperti e chiusi nello stesso giorno». L’ex candidato sindaco di Foggia per il centrosinistra, Augusto Marasco, ha presentato un’interpellanza urgente sul nuovo Parco urbano inaugurato il 22 gennaio scorso, chiedendo al sindaco di adottareazioni di responsabilità «nei confronti di chi incautamente ha omesso di procedere a tutti gli adempimenti previsti nel Disciplinare regolante i rapporti tra Regione Puglia e Comune di Foggia».

«Come è noto – osserva Marasco – a questo progetto sono particolarmente legato perché l’ho lanciato e promosso come possibile modello per piccoli interventi di rigenerazione della città, in centro o in periferia;è stato, perciò, molto sconfortante scoprire che la superficialità colpisce anche le cose più semplici da portare a termine».

Il capogruppo de “Il Pane e le Rose” parla di “scoperta” perché del tutto accidentalmente si è imbattuto in una serie di mancanze che rischiano di mettere a rischio anche il finanziamento di 400 mila euro dai Fondi europei di sviluppo regionale 2007-2013 che, da assessore alla Qualità e all’Assetto del Territorio, Marasco era riuscito ad attrarre nell’ambito del bando regionale “Opere di urbanizzazione primaria e secondaria nell’ambito di insediamenti di edilizia residenziale pubblica”.

«Dopo l’inaugurazione del parco – dice l’esponente del centrosinistra – mi sono chiesto perché non fossero state diffuse alla cittadinanza regole e modalità per accedere ai 15 orti urbani che, insieme ai materiali con cui sono state realizzate le strutture, sono l’innovazione che sarebbe stato più interessante veder funzionare, specie nell’anno dell’EXPO che invita a riconquistare un rapporto diretto e semplice con la terra coltivata per scopi alimentari».

«Invece – rivela Marasco – ho scoperto che il Parco era stato irresponsabilmente inaugurato senza il Certificato di collaudo tecnico-amministrativo o Certificato di regolare esecuzione, in assenza del quale i luoghi oggetto dei lavori non possono essere aperti al pubblico, non essendoci stata ancora la chiusura del contratto di esecuzione dei lavori e le conseguenti operazioni di passaggio di consegna dall’esecutore dei lavori alla stazione appaltante, in questo caso il Comune di Foggia».
Inoltre, dall’attestazione di invio della rendicontazione attraverso il sistema di monitoraggio MIRWEB della Regione Puglia, si rileva che il suo aggiornamento è fermo alla data del 27 giugno 2014, cioè alla data dell’aggiornamento del quadro economico a seguito dell’aggiudicazione definitiva. In ben sei mesi, non si è proceduto ad alcun aggiornamento, venendo così meno agli obblighi assunti con la sottoscrizione del Disciplinare ed esponendo il Comune ad una revoca del finanziamento concesso.

«Insomma – conclude Marasco – il parco aperto in pompa magna è stato chiuso il giorno dopo, gli orti urbani che tanto interesse avevano suscitato restano incolti, speriamo solo che la collettività non ci rimetta quasi mezzo milione di euro per un’impudenza politico-amministrativa che si spalma sulle piccole e sulle grandi cose».

Redazione Stato



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