Cultura
Taiye Selasi è conosciuta in Italia, dove attualmente vive, grazie al primo talent show letterario al mondo, Masterpiece

La bellezza delle cose fragili – T.Selasi, 2013

Taiye Selasi ha coniato il termine “afropolitan” per indicare i giovani e colti africani nati e cresciuti negli Stati Uniti o in Europa


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Bologna/Manfredonia. Taiye Selasi è conosciuta in Italia, dove attualmente vive, grazie al primo talent show letterario al mondo, Masterpiece, andato in onda su Raitre tra il 2013 e il 2014, nel quale faceva parte della giuria insieme a Giancarlo De Cataldo e Andrea De Carlo.

LA BELLEZZA DELLE COSE FRAGILI. Kweku Sau è morto all’alba, davanti al mare della sua casa in Ghana. Quella casa l’aveva disegnata lui stesso su un tovagliolino di carta, tanti anni prima: un rapido schizzo, poco più che un appunto, come quando si annota un sogno prima che svanisca. Il suo sogno era avere accanto a sé, ognuno in una stanza, i quattro figli e la moglie Fola. Una casa che fosse contenuta in una casa più grande – il Ghana, da cui era fuggito giovanissimo – e che, a sua volta, contenesse una casa più piccola, la sua famiglia. Ma quella mattina Kweku è lontano dai suoi figli e da Fola. Tra loro, adesso, ci sono “chilometri, oceani, fusi orari (e altri tipi di distanze più difficili da coprire, come il cuore spezzato, la rabbia, il dolore calcificato e domande che per troppo tempo nessuno ha fatto )”. Perché il chirurgo più geniale di Boston, il ragazzo prodigio che da un villaggio africano era riuscito a scalare le più importanti università statunitensi, il padre premuroso e venerato, il marito fedele e innamorato, oggi muore lontano dalla sua famiglia? Lontano da Olu, il figlio maggiore, che ha seguito le orme del padre per vivere la vita che il genitore avrebbe dovuto vivere. Lontano dai gemelli, Taiwo e Kehinde, la cui miracolosa bellezza non riesce a nascondere le loro ferite. Lontano da Sadie, dalla sua inquietudine, dal suo sentimento di costante inadeguatezza. E lontano da Fola, la sua Fola. Ma le cose che sembrano più fragili, come i sogni, come certe famiglie, a volte sono quelle che si rivelano più resistenti, quelle che si scoprono più forti della Storia (delle sue guerre, delle sue ingiustizie) e del Tempo.

ANALISI. Taiye Selasi ha coniato il termine “afropolitan” per indicare i giovani e colti africani nati e cresciuti negli Stati Uniti o in Europa. Anche i protagonisti di questo suo romanzo d’esordio rientrano nella categoria. Una storia familiare incentrata sull’assenza, sulla complessità dei rapporti tra consanguinei, sulle scelte difficili che determinano i percorsi di vita. Ma il romanzo è anche un’elegia sulla bellezza, come si evince dal titolo italiano (quello originale è “Ghana Must Go”). Taiye Selasi scrive in maniera splendida, anche quando affronta i passaggi più duri della trama, coinvolge e commuove, trasmettendo autenticità e un senso di profondo rispetto per le origini. “La bellezza delle cose fragili” è un romanzo non facile ma di certo bello, da leggere.

L’AUTRICE. Taiye Selasi è una scrittrice e fotografa, nata a Londra e cresciuta in Massachusetts, da padre ghanese e madre nigeriana. Si è laureata a Yale e ha conseguito un Master of Philosophy in Relazioni internazionali a Oxford. Attualmente vive a Roma. Il suo racconto d’esordio, The Sex Lives of African Girls (“Granta”, 2011) è contenuto in Best American Short Stories 2012. Allieva di Toni Morrison e Salman Rushdie, nel 2013 è stata selezionata tra i migliori venti scrittori sotto i quarant’anni dalla rivista “Granta”.

Il giudizio di Carmine
Taiye Selasi
LA BELLEZZA DELLE COSE FRAGILI
2013, Einaudi
Valutazione: 4/5

(A cura di Carmine Totaro, redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA)

La bellezza delle cose fragili – T.Selasi, 2013 ultima modifica: 2016-02-16T13:25:03+00:00 da Carmine Totaro



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